‘Giornata della memoria… per non dimenticare mai’

 

Celebrata dal Comitato 12 giugno, con gli interventi tra gli altri di don Ciotti e della sen.Bellanova
pubblicato il 13 Giugno 2021, 11:05
4 mins

Sono 306, 26 in più, rispetto alle 280 registrate nel primo quadrimestre del 2020 (+9,3%), le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail).
Bisogna però tener conto che i dati messi a confronto tra i due anni sono condizionati dalla pandemia di covid-19. Risulta quindi non conteggiato un rilevante numero di denunce mortali da contagio, nello specifico nel mese di marzo 2020. Queste, giunte tardivamente, sono state inserite negli archivi solo nei mesi successivi alla fotografia scattata dall’Istituto il 30 aprile 2020. È necessario, inoltre, sottolineare che i decessi causati dal covid-19 avvengono dopo un periodo di tempo variabile, a seconda dei casi, che intercorre dalla data del contagio.
Chiariti questi punti, i dati rilevati hanno evidenziato, per il primo quadrimestre di quest’anno, 38 casi in più rispetto all’anno precedente (da 220 a 258). “L’aumento ha riguardato tutte e tre le gestioni assicurative dell’Industria e servizi (da 253 a 263 denunce), dell’Agricoltura (da 15 a 25) e del Conto Stato (da 12 a 18). Dall’analisi territoriale emerge un aumento nel Nord-Est (da 51 a 66 casi mortali), nel Centro (da 44 a 56) e al Sud (da 62 a 87). Il numero dei decessi, invece, è in calo nel Nord-Ovest (da 104 a 80) e nelle Isole (da 19 a 17”.

Numeri questi che testimoniano la situazione precaria, in materia di sicurezza sul lavoro, in Italia. È auspicabile che vengano attuate politiche volte ad appianare le cifre sopracitate. Basterebbe ricordarsi che 258 non sono numeri anonimi ma rappresentano vite, storie di persone stroncate mentre svolgevano il loro lavoro. È un’emergenza che dovrebbe essere affrontata come tale e a ricordarlo ricorre, in Puglia, la “Giornata della Memoria… per non dimenticare mai”.
Viene celebrata per merito di Cosimo Semeraro, presidente del “Comitato 12 giugno” Vittime del Lavoro e del Dovere e del Volontariato, e con essa, il comitato, vorrebbe porre l’attenzione su diversi obiettivi:
-sollecitare il Parlamento e il Governo affinché i processi relativi agli infortuni e alle malattie professionali abbiano durata massima di due anni e che non vadano in prescrizione;
-il riconoscimento a livello nazionale del 12 giugno come Giornata della Memoria delle Vittime del Lavoro.
Lo scopo generale resta però quello di “sensibilizzare alla cultura della prevenzione agli infortuni e alla tutela ambientale nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana”.

Il comitato è inevitabilmente sensibile al tema in quanto è stato costituito per onorare la memoria di tutti i caduti sul lavoro e per ricordare, in particolare, gli operai Paolo Franco e Pasquale D’Ettorre che persero la vita in un incidente su una gru in manovra all’Ilva di Taranto, il 12 giugno del 2003.
Questa mattina a Fragagnano, alle ore 10:00, si è tenuto un raduno davanti alla Chiesa Madre dove don Santo Guarino, parroco del paese, ha celebrato la Santa Messa. Al termine i partecipanti hanno raggiunto in corteo Piazzale Toniolo dove è stato inaugurato il Monumento dedicato alle vittime del lavoro e del Volontariato. È stata inoltre deposta la corona inviata dal Consiglio dei Ministri; nell’occasione è intervenuto il sindaco Giuseppe Fischetti, la senatrice Teresa Bellanova, sottosegretario di Stato per le Infrastrutture e la mobilità sostenibile e il pres. Cosimo Semeraro.
Nel pomeriggio la manifestazione si è invece spostata a San Marzano di San Giuseppe, con il raduno alle ore 16.00 davanti la Chiesa Madre dove Don Luigi Ciotti, presidente dell’Associazione “Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie”, ha celebrato la Santa Messa. Successivamente i partecipanti hanno raggiunto Piazza Cavallo dove è stato inaugurato il Monumento dedicato alle vittime del lavoro e del Volontariato, il tredicesimo promosso dal “Comitato 12 Giugno” ed è stata deposta la corona inviata dal Presidente del Senato.

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