Alè Taranto: sei finalmente in serie C

 

Uno juniores classe 2000, Antonio Santarpia, regala la promozione
pubblicato il 13 Giugno 2021, 17:55
4 mins

Nel giorno di Sant’Antonio, così caro ad uno dei presidenti più iconici della storia rossoblù, il cavalier Luigi Pignatelli, il Taranto ritrova la serie C  grazie ad uno juniores di nome Antonio. Santarpia con il gol segnato di testa al minuto 82 della ripresa regala la promozione al Taranto fissando il punteggio sul 3-2 (i rossoblù erano andati sotto 1-0, pareggiato con Corado ed andati in vantaggio con Rizzo per poi essere recuperati nel secondo tempo) contro il Lavello sul neutro di Venosa. La squadra rossoblù ha conquistato la promozione vincendo il girone H del campionato di serie D. Non accadeva dalla stagione 1994-95. Era il Taranto del famoso tridente Aruta-Caputo-Cipriani e che aveva come direttore sportivo Vittorio Galigani il 6 maggio 1995, l’anello di congiunzione con l’attuale compagine societaria, dato che pur non avendo incarichi ufficiali è stato molto presente in questa stagione in qualità di consigliere del presidente Giove.

L’ultima promozione sul campo risale, invece, alla stagione 2005-06 quando il Taranto di Blasi,con Papagni in panchina, arrivò secondo nel campionato di serie C/2 e partecipò ai play-off, giungendo sino alla finale con il Rende, battuto 1-0 nella gara di ritorno (all’andata finì 1-1) allo Iacovone con un gol di De Liguori. Era l’11 giugno del 2006 e venne conquistata la promozione in C/1.

Un successo meritato – il Taranto nel girone di ritorno è sempre stato in testa – che porta la firma sul campo di un allenatore capace ed emergente come Giuseppe Laterza e di un gruppo di giocatori – guidati dal capitano-guerriero Max Marsili – che nonostante le difficoltà legate al Covid ed ai tanti infortuni occorsi durante la stagione, ha stretto i denti, si è compattati ed ha raggiunto un risultato insperato alla vigilia di una stagione a porte chiuse e senza incassi.

Fuori dal campo i meriti certamente vanno riconosciuti al presidente Massimo Giove: testardo, caparbio, lungimirante nel credere che prima o poi sarebbe arrivata l’annata giusta, autore della scelta di Laterza quale condottiero in panchina di una squadra tosta come il suo direttore sportivo, Francesco Montervino, altro protagonista di questo miracolo. Il responsabile tecnico del club, tarantino doc, contrariamente agli anni passati, è partito dalla scelta degli under (Boccia, Diaby, Cziekovski, Santarpia su tutti più Ferrara già presente in organico), che si sono rivelati decisivi, per poi costruire un organico che mattone dopo mattone (la scommessa Tissone su tutti più due giocatori di categoria come Nicolas Rizzo e Versienti)  – seppur in corsa – ha saputo trovare la giusta quadratura.

Senza dimenticare, infine, il consulente del presidente Giove,  Vittorio Galigani, una sorta di direttore generale in pectore, che piaccia o no come personaggio, ha dato un’impostazione societaria precisa che prima non c’era, fornendo consigli mirati sia nell’ambito della politica sportiva che in quello della gestione manageriale del club.

Dopo nove stagioni di soffernza, delle quali otto trascorse tra i Dilettanti ed una fugace apparizione in Lega Pro – a seguito di ripescaggio – nella stagione 2016-17 la città di Taranto può finalmente godersi una festa liberatoria e togliersi di dosso quel senso di frustrazione che per anni ha accompagnato una tifoseria attaccata come poche alla propria squadra del cuore.

 

 

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Un Commento a: Alè Taranto: sei finalmente in serie C

  1. Ruggero Bianchi

    Giugno 13th, 2021

    Pur essendo stata sempre e comunque una questione di soldi, una città come Taranto doveva uscire dall’angosciante posizione di “ultraprovinciale”. Ora sarà in compagnia di altre città importanti ma in una serie, un calcio diverso, arbitraggi e visibilità diversi. Meglio che il niente da cui siamo appena usciti. Ho avuto la fortuna di giocare nel Taranto ( allievi, con presidente l’indimenticabile
    Di Maggio, che realizzò l’originario Jacovone in legno). Da tantissimi anni vivo lontano da Taranto ma mi comprenderete se non ho mai smesso di gridare ” alè, alè, alè, u Tarnt add a vincè”.

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