Letta a Taranto: «La città va risarcita»

 

Il segretario del PD sceglie il capoluogo ionico per il primo incontro pubblico.
pubblicato il 12 Giugno 2021, 22:14
5 mins

Taranto continua ad essere al centro delle attenzioni (quantomeno mediatiche, per chi volesse pensar male) della politica nazionale. Dopo la visita, qualche giorno fa, del ministro leghista Garavaglia oggi è la volta di Enrico Letta. L’ex-Presidente del Consiglio sceglie la città dei due mari per il suo primo incontro pubblico in presenza da quando è stato eletto segretario del Partito Democratico, ormai qualche mese fa.

La giornata tarantina del segretario dem inizia con una visita a Palazzo di Città per incontrare il sindaco Melucci (per il quale, ad annusare un po’ l’aria, pare scontata la ricandidatura per un secondo mandato), una in Arcivescovado per parlare con mons. Santoro e un sopralluogo al cantiere dell’ospedale San Cataldo, per poi concludersi al nuovo Salina Hotel, che molti tarantini ricordano ancora come il rudere in cemento armato eternamente incompiuto che si incontra lungo la strada fra i quartieri Taranto 2 e Tramontone. Qui Letta incontra prima, in un contesto riservato, una delegazione di genitori di vittime dell’inquinamento, che sono lì per chiedere la chiusura del centro siderurgico, per poi raggiungere l’auditorium dove si tiene l’assemblea vera e propria.

Un partito sfilacciato

All’incontro partecipano, oltre a vari militanti e rappresentanti dei circoli territoriali, tutti i principali responsabili del partito a livello locale, oltre a figure istituzionali quali il sindaco Melucci, il Presidente della Regione Emiliano, il Sottosegretario all’innovazione digitale Assuntela Messina e l’on. Francesco Boccia, già Ministro per gli Affari Regionali nello scorso governo e ora Responsabile Autonomie Territoriali ed Enti Locali nella segreteria di Enrico Letta. E tuttavia la presenza di così tanti “alti gradi” della gerarchia politica e la pubblicità dell’incontro (che è trasmesso anche in streaming) non impediscono un clima di franchezza. Il PD ionico si auto-descrive come sfilacciato, preda di difficoltà di confronto e, non meno importante, in crisi nel rapporto con gli elettori. Nemmeno gli ormai famigerati “dodici decreti salva-Ilva” sono un tabù. Averli sostenuti ha creato una frattura che per alcuni pare insanabile. Forte si mostra anche la frustrazione di chi si è ritenuto non ascoltato dalle guide nazionali del partito in anni passati non meglio precisati. Una lunghezza d’onda ripresa anche dal Presidente Emiliano, che però invita ora a seppellire l’ascia di guerra fra le fazioni e riprendere un dialogo costruttivo.

L’intervento di Letta: «Ricomposizione delle fratture geografiche unica via da percorrere»

La risposta di Enrico Letta, il quale rivendica la scelta di cominciare il giro dei circoli italiani proprio da una città ricca di problemi come Taranto anziché da siti «in cui ci sono solo applausi per il segretario» è che Taranto va risarcita «per quello che è successo e per quello che non è potuto succedere». E annuncia una stagione di rinnovato dialogo all’interno del partito per ricucire gli strappi.

Il segretario del PD afferma con molta forza la propria vicinanza a Michele Emiliano e ribadisce la linea politica già dettata negli ultimi mesi, soffermandosi in modo particolare sul tema del divario nord-sud. «Non è vero che se il nord è una locomotiva che tira alla grande e te ne freghi del sud il sud viene tirato su». Dunque, sarà necessaria una particolare attenzione soprattutto sui fondi del PNRR da spendere nel Mezzogiorno. Ma anche, nello specifico di Taranto, sui fondi del CIS. Letta non ne parla personalmente, ma durante l’assemblea non manca l’accusa di un tavolo istituzionale ormai fermo da quando è passato sotto la guida del ministro Carfagna (che, però, ne ha recentemente annunciato la riconvocazione).

Taranto ancora centrale?

La giornata si conclude in un clima positivo e quasi festoso per i militanti locali del partito. Ci sentiamo di sottolineare, però, lo spazio fin troppo ristretto riservato al dialogo con la stampa (un incontro a Palazzo di Città era stato inizialmente previsto e poi annullato), che sicuramente avrebbe avuto moltissime domande da porre al segretario di quello che, in alcuni sondaggi odierni, appare come il primo partito italiano, e comunque uno dei principali azionisti della maggioranza di Governo.

La visita di Enrico Letta, ad ogni modo, conferma come Taranto si confermi ancora un importante tavolo di lavoro per la politica nazionale. Ovviamente i prossimi mesi serviranno a misurare quanto questa attenzione si rivelerà concreta nell’attuazione di progetti già in itinere e nella programmazione di nuovi interventi.

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2 Commenti a: Letta a Taranto: «La città va risarcita»

  1. Fra

    Giugno 13th, 2021

    I sinistri con il loro esponente non scelto dai suoi candidati ,ex presidente del consiglio dopo il colpo di stato di napoletano,in pratica un uomo che senza il volere di nessuno e della democrazia popolare si trova a rappresentare un partito e dire fandonie davanti una città condannata al nulla cosmico che importanza può avere!! Caro sindaco ci piacerebbe rivederla ,ma ci piacerebbe avere un tarantino capace ,esperto conoscitore delle problematiche di Taranto ,come disse qualcuno lontano dalla solita sudditanza verso Bari ed il suo presidente . Vogliamo le infrastrutture,qualcosa che ci permetta di raggiungere la vita in altri posti in tempi brevi come tutti in Europa ,ci riempiete di chiacchiere da secoli adesso basta ,mai un tarantino con gli attributi e preparato ,basta sinistri siete un fallimento in questa città ,vorremmo un vero cambiamento ,una svolta decisiva e soprattutto più carattere . Taranto svegliati esci da questo corpo !!

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  2. Giovanni Cazzato

    Giugno 13th, 2021

    Sarebbe interessante sapere cosa ha detto sulla chiusura dell’ILVA come richiesta dal gruppo che Letta ha ricevuto. Giusto per caire dove se ne sta andando il PD.

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