Forza Taranto!

 

Quei novanta minuti che separano i rossoblù dal sogno...
pubblicato il 10 Giugno 2021, 09:03
3 mins

Il destino ha voluto che la partita che vale una stagione ed il ritorno all’agognata serie C, il Taranto la debba disputare contro il Lavello, club che lo scorso anno è stato promosso dall’Eccellenza e che è rappresentativo di una cittadina di poco più 13 mila abitanti, l’equivalente più o meno di Statte, giocando in uno stadio (il “Lorusso” di Venosa) con una capienza di appena 1300 posti ed terreno di gioco in erba sintetica. In più questa promozione i rossoblù se la stanno giocando con il Picerno, non di certo un avversario “storico”, a sua volta espressione di un paese di circa 6 mila anime.

Con tutto il rispetto per queste amene cittadine, quanto prima esposto è rappresentativo di un campionato, quello di serie D, che per seguito, bacino di utenza, capienza dello stadio, nulla a che vedere con Taranto.

La differenza in negativo, in tutti questi anni, l’ha fatta l’incapacità delle varie compagini che si sono succedute in riva allo Jonio di riuscire ad emergere da un torneo “infernale” con un minimo di capacità programmatica.

Quest’anno, invece,  quando meno lo ci si attendeva, il Taranto – partito a fari spenti – ha piazzato gli uomini giusti al posto giusto: un allenatore (Laterza) giovane, capace, equilibrato, dalle idee chiare e con tanta voglia di emergere; un direttore sportivo (Montervino) con le palle, grintoso, determinato, tarantino nel sangue ed in grado di allestire un organico, anche cammin facendo, competitivo, pur abbattendo i costi alla voce ingaggi, un capitano (Marsili) – che era stato accantonato la scorsa stagione non si capisce ancora perché-  guerriero, faro dentro e fuori il campo, romano di nascita ma tarantino di adozione, in grado di essere trascinatore come solo i giocatori di grande personalità sanno.

A Taranto l’attesa per questi novanta e passa minuti che separano l’inferno (la serie D, disputata ben otto volte nelle ultime nove stagioni) dal paradiso (la serie C) è palpabile ma scaramanticamente quasi soffocata, esorcizzata. Tutti attendono questa vittoria con il Lavello come un momento di liberazione anche da una certa frustrazione.

E allora anche noi ci uniamo al grido di Forza Taranto! Per la maglia, per quei colori, il rosso ed il blu, che sono nel cuore di ognuno di noi e che da sempre ci emozionano.

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)