Lavoratori ex Lsu Provincia Taranto: si apre uno spiraglio

 

Si tratta di 28 lavoratori del protocollo e archiviazione in cig dal 2013. In VI Commissione regionale l’audizione sulla loro possiible ricollocazione
pubblicato il 09 Giugno 2021, 18:25
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In Commissione lavoro della Regione Puglia, presieduta da Donato Metallo, si è affrontato la problematica relativa alla ricollocazione degli ex lavoratori LSU del protocollo informatico e archiviazione dei dati della Provincia di Taranto.

Su richiesta del consigliere regionale del M5S Marco Galante, si è svolta l’audizione del presidente della task force regionale per l’occupazione, Leo Caroli. Assente ai lavori, invece, il direttore generale di ARPAL Puglia Massimo Cassano.

Il consigliere Galante nella seduta odierna avrebbe voluto ottenere delle risposte precise sul futuro di circa 28 lavoratori, la cui vicenda ha avuto inizio nel 1998, quando questi lavoratori sono stati inseriti nell’organigramma dell’allora Centro Territoriale per l’Impiego di Taranto come LSU, in seguito ad una selezione bandita dal Ministero del Lavoro. Nel 2001, quando gli LSU da ministeriali divennero provinciali, la Provincia di Taranto avviò due piani d’impresa, uno sul protocollo informatico (con 18 ex LSU della platea storica della Provincia) e un altro sulla informatizzazione degli archivi (con 10 ex LSU). Nel 2006, e in prossimità della scadenza dei due piani, la Provincia indisse una unica gara d’appalto unificando i piani precedenti che, tuttavia, per motivazioni differenti, fu aggiudicata solo nel 2009. Nel gennaio 2012 la Provincia di Taranto si era impegnata, alla scadenza del contratto, prevista per maggio 2013, ad internalizzare il Servizio, senza però fornire una risposta ai lavoratori sul loro stato di occupazione.

Dal 2013, i lavoratori hanno iniziato a usufruire di ammortizzatori sociali, per alcuni però già terminati. Nel marzo 2017 la CISL ha chiesto alla task force regionale di attivare un tavolo tecnico di lavoro per valutare le possibilità̀ di ricollocare i lavoratori. Purtroppo ad oggi il tavolo tecnico non è stato convocato e allo stato attuale è ancora tutto fermo.

Il presidente Leo Caroli nel rilevare che la task force non ha alcuna competenza in riferimento alla convocazione di un tavolo tecnico, ha evidenziato però che si tratta di lavoratori, che negli anni hanno acquisito specifiche competenze e professionalità̀ e che, quindi, potrà essere valutata la possibilità di offrire un’opportunità verso altre attitudini. Questo dovrà essere oggetto di interlocuzione tra la Sezione regionale al lavoro e l’ANPAL, al fine di attivare progetti mirati e specifici di politiche attive di riaccompagnamento verso nuove attività e di riqualificazione delle professionalità. Altro passaggio chiave suggerito da Leo Caroli ha riguardato l’opportunità di accertare, presso la Sezione lavoro, se ci sono i presupposti per verificare i requisiti favorevoli alla concessione della mobilità in deroga.

Nel solco di una proficua collaborazione, Caroli ha proposto alla Commissione  di valutare l’ipotesi di realizzare un’istruttoria tra la stessa Commissione e la task force, in fase di apertura dei tavoli su vertenze lavorative.

“Quella proposta oggi dal presidente della Task Force regionale Leo Caroli, che ringrazio per la disponibilità, è l’ultima strada percorribile per garantire un futuro ai circa 28 lavoratori LSU del protocollo informatico e archiviazione dei dati della Provincia di Taranto, che stanno vivendo da 10 anni un vero e proprio incubo. Parliamo di lavoratori che negli anni hanno acquisito specifiche competenze e professionalità, lavorando per 20 anni a servizio della pubblica amministrazione e trattando anche dati sensibili, per poi sentirsi scaricati. Oggi stesso avvierò una interlocuzione con l’assessore al Lavoro Leo e la direttrice di Dipartimento Silvia Pellegrini per dare seguito a quanto suggerito dal presidente Caroli: un progetto mirato di ricollocazione definito dalla Sezione Lavoro, da affidare alla sezione regionale dell’ANPAL. Analogamente chiederò se ci siano presupposti e requisiti per mobilità in deroga”. Lo dichiara il consigliere regionale del M5S Marco Galante a margine dell’audizione da lui richiesta sulla ricollocazione dei lavoratori LSU del protocollo informatico e archiviazione dei dati della Provincia di Taranto.

“Parliamo di lavoratori che si sono fidati delle promesse della politica – continua Galante – da cui sono stati traditi e chiedono solo di poter lavorare, dato che si trovano in questa situazione senza avere alcuna colpa. Continuerò a seguire la vertenza con la VI Commissione e gli uffici competenti: queste persone meritano risposte certe da quella politica da cui fino a oggi si sono sentiti presi in giro”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/04/29/dare-risposte-ad-ex-lsu-del-protocollo-e-archiviazione/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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