Porto, arriva nuova azienda. Tra qualche malumore

 

E' la SIR spa che opera anche a Brindisi nell'appalto Enel per la movimentazione del carbone. I sindacati chiedono verifiche. L'Authority: il 90% forza lavoro da ex TCT
pubblicato il 07 Giugno 2021, 19:08
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C’è una nuova azienda che opererà all’interno del porto di Taranto. Si tratta della SIR S.p.A. impresa portuale operante presso i porti di Brindisi e Portoscuso in Sardegna, che ha ottenuto dall’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio l’autorizzazione ex art. 16 legge 84/94, per l’espletamento delle operazioni portuali di carico, scarico, trasbordo, deposito, movimento in genere delle merci, di rinfuse, project cargo e di ogni altro materiale svolto nell’ambito portuale.

Si tratta di un’azienda del gruppo Roma che è attiva anche come impresa portuale per imbarchi e sbarchi su nave e import-export di rifiuti. Nel porto ionico opererà su banchine pubbliche, ma soprattutto, secondo quanto abbiamo appreso dall’Authority avrà l’obbligo di chiamare il 90% della forza lavoro attingendo dal bacino della Taranto Port Workers Agency (TPWA), l’Agenzia portuale per la riqualificazione e ricollocazione dei quasi 500 ex addetti ex TCT (Taranto Container Terminal, senza dimenticare i lavoratori dell’indotto ex Delta 1 azienda satellite della TCT che a fine 2010 aveva già provveduto a licenziare 75 lavoratori) ed ESSETIEFFE, che attendono da anni di ritrovare una stabilità lavorativa perduta da troppi anni).

Al momento un centinaio è stato riassunto dalla San Cataldo Container Terminal, impegnata nel revamping delle attrezzature e delle infrastrutture del Terminal.

C’è da registrare però, in merito all’arrivo di questa nuova società, la perplessità dei sindacati, che in sede di commissione consultiva non hanno votato favorevolmente chiedendo all’Authority una serie di verifiche. Probabilmente anche per quanto accaduto a Brindisi, dove l’azienda ha perso parte della movimentazione del carbone, attività che Sir Spa effettuava nella banchina di Costa Morena est al servizio della centrale Enel della città in quanto aggiudicataria del relativo appalto.

A casua del processo di decarbonizzazione della centrale, tuttora in corso, il primo effetto collaterale sono stati 38 esuberi su 83 dipendenti totali tra i lavoratori di Sir Spa, in eccedenza rispetto alle necessità del nuovo appalto. La vertenza sindacale apertasi per la ricollocazione dei lavoratori si è conclusa a fine maggio, con un accordo approvato anche dall’assemblea dei lavoratori, che prevede il mantenimento ‘entro l’appalto Enel’ di 45 addetti (scelti sulla base dell’inquadramento e delle mansioni) e il ricollocamento di 38 colleghi in attività extra portuali. L’intesa prevede inoltre che 15 tra questi mantengano comunque il Ccnl porti, mentre per altri 8 sarà possibile comunque un ritorno nelle attività al servizio di Enel, pure con lo stesso contratto.

A dimostrazione che la così detta ‘transizione ecologica‘, passaggio storico lento ma allo stesso tempo inevitabile almeno in parte, non dovrà essere pagata in nessun modo dai lavoratori.

leggi tutti gli articoli sul porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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