“Liste d’attesa in era Covid ma non solo: si possono governare?”

 

Intervento del partito della Rifondazione Comunista di Taranto per denunciare le lunghe liste d'attesa e le conseguenze del Piano di Riordino Ospedaliero
pubblicato il 07 Giugno 2021, 20:11
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“Liste di attesa in epoca COVID-19 ma non solo; si possono governare? Le recenti esternazioni del Responsabile del Dipartimento Salute della Regione Puglia, che promette un piano di recupero delle decine di migliaia di prestazioni sanitarie dimenticate in questi mesi a causa del COVID, da attuare con prestazioni aggiuntive e in straordinario, tenendo reparti aperti e macchinari accesi dalle 8 alle 20, facendo ricorso a finanziamenti governativi (fino a 35 milioni di euro, vedi Repubblica del 23 maggio u.s.), ci spingono a tornare sul tema su cui più volte siamo intervenuti”. E’ quanto si legge in un comunicato del partito della Rifondazione Comunista Federazione Provinciale di Taranto a firma di Fulvio Picoco, responsabile gruppo sanità regionale PRC Tito Anzolin, gruppo sanità regionale PRC Taranto.

“In realtà le problematiche sono più vecchie e sistemiche e le liste d’attesa lunghe sono evidenza di epoche antecedenti alla pandemia COVID19, che ha stressato le disfunzioni organizzative. È di tutta evidenza che nei nostri territori il tempo di accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche supera ormai sempre più spesso i tempi massimi di attesa, che per le prestazioni differibili devono essere 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici, con grave disagio dei nostri concittadini che vedono a rischio la propria salute e che si vedono costretti quando si può economicamente a rivolgersi al privato o altrimenti sempre più spesso a rinunciare alle cure” si legge nella nota.

“Il governo delle liste di attesa deve fare i conti, nella nostra Regione, con molteplici disfunzioni organizzative e strutturali: la difficoltà a rispettare leggi e norme, come il Piano Nazionale Gestione delle Liste di Attesa sia quello dell’ottobre 2010, che il recente PNGLA del febbraio 2019, nei quali era chiaramente previsto il ricorso a prestazioni aggiuntive o il ricorso ad attività intramoenia a favore delle ASL, spettando al cittadino il pagamento del ticket se dovuto, per abbattere i tempi delle prenotazioni; le ripercussioni del Piano di Riordino Ospedaliero fortemente voluto dal Presidente Emiliano sul sistema sanitario e sui cittadini; l’assenza di riscontri sulla riconversione delle strutture chiuse, sui tempi e sullo stato della riconversione, oltre che la mancata riqualificazione delle strutture rimaste; la mancata attenzione al fabbisogno di posti letto per acuti, attraverso ragio namenti epidemiologici e non ragionieristici, che non possono garantire la corretta gestione della domanda di salute della popolazione; il mancato potenziamento del territorio per garantire iter diagnostici e terapeutici rapidi, efficaci ed efficienti; la mancata presa in carico territoriale delle cronicità, le dimissioni protette e le cure domiciliari integrate; la mobilità passiva che incide sui costi della sanità pugliese, oltre al costo sociale per i cittadini; la mancata attenzione alle fasce deboli della popolazione, i portatori di disabilità, gli anziani, la salute mentale e le dipendenze, aree su cui dovrebbero vigilare anche i Sindaci dei Comuni della nostra Provincia, nell’esercizio delle prerogative di Autorità Sanitaria Locale (vedi art. 32 della legge 833/78, art. 117 del D.L. 112/1998 e anche il DL 24 dell’8 marzo 2017 sulla “Sicurezza delle cure”)” proseguono.

“Insomma, anziché proclami proponiamo di entrare nel merito delle questioni, riconoscendo che la pandemia COVID 19 ha stressato i nodi critici della sanità pugliese e tarantina; chiediamo di discutere delle politiche sanitarie che si stanno attuando e si intendono adottare nei prossimi anni con il Presidente Emiliano e con l’Assessore alla sanità Lopalco, cui chiediamo un incontro, per trovare soluzioni valide a difendere il “bene comune salute” e il diritto costituzionale (art. 32) dei cittadini alle cure migliori possibili” concludono dal partito della Rifondazione Comunista Federazione Provinciale di Taranto.

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