Ex Ilva, Emiliano: “Chiusura area a caldo inevitabile”

 

Lo ha dichiarato al “Forum in masseria” a Manduria in merito alla sentenza di primo grado nel processo 'Ambiente Svenduto'. Più cauti il ministro Giorgetti e Confindustria nazionale
pubblicato il 07 Giugno 2021, 19:36
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“Ho sentito parlare di tante cose a proposito della sentenza della Corte di Assise di Taranto, ma non del prezzo altissimo che i tarantini hanno pagato per la scelta criminale di alcune persone. Io nei prossimi giorni cercherò di ribadire all’Italia, partendo da oggi, che quella è una sentenza molto importante“. Lo ha detto il governatore pugliese, Michele Emiliano, parlando quest’oggi con i cronisti intervenendo al “Forum in masseria” la rassegna di Bruno Vespa per discutere di ripartenza e rilancio del Paese, organizzata nella Masseria Li Reni a Manduria e patrocinata dalla Regione Puglia. Il riferimento è alla sentenza di primo grado del processo ‘Ambiente Svenduto‘ sul presunto disastro ambientale. “Poi – ha proseguito Emiliano – le sentenze molto importanti possono avere anche dei punti da correggere, ma l’essenza di quella sentenza è corretta e va rispettato il lavoro dei magistrati tarantini che hanno restituito a Taranto dignità e giustizia. È una sentenza che non va sottovalutata”.

Per il governatore pugliese “la chiusura dei reparti a caldo dell’ex Ilva è ormai inevitabile. Ora – ha aggiunto – la partita più importante è capire cosa fare nei prossimi giorni, perché pretendere che dopo una sentenza del genere la magistratura non sequestri l’impianto che tecnologicamente non è diverso da quello che ha causato il reato, è impossibile“. “L’acciaieria – ha proseguito – potrebbe operare nel frattempo con gli impianti a freddo. E immediatamente cominciare la costruzione dei gruppi elettrici, per ora credo che la tecnologia più avanzata sia a gas, che ci possa portare a brevissimo anche ai forni a idrogeno“. “Noi – ha concluso – abbiamo già candidato Taranto a diventare un polo nazionale dell’idrogeno che si può fare o con l’energia elettrica, o con il gas naturale, e questi due elementi ci consentirebbero di pretendere dall’Ue la protezione della nostra produzione green dell’acciaio”.

Aspettiamo la sentenza, poi decideremo e faremo le riflessioni”. Così invece il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, presente anch’egli all’evento odierno a Manduria, rispondendo a chi gli chiedeva quale scenario immaginasse nell’eventualità in cui il Consiglio di Stato si esprimesse a favore della sentenza del Tar di Lecce sull’ordinanza del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci.

Sullo stesso argomento proprio ieri si è espresso il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. “Il quadro della situazione dell’ex Ilva lo potremo sapere solo quando la magistratura amministrativa si pronuncerà. L’aspettavamo per il 15 di maggio, presumibilmente dovremo aspettare fino a metà giugno” ha dichiarato al Festival dell’economia di Trento. “È chiaro che non si troverà in nessuna parte al mondo un privato che faccia degli investimenti nell’ordine di quelli necessari a Taranto, per rendere l’impianto ecosostenibile con il rischio che, un giorno, questa confisca possa portare via tutto ciò che è stato investito” ha osservato il ministro. “Quello dell’ex Ilva è il classico tipo in cui il mercato fallisce ma soltanto lo Stato, in ragione dell’interesse strategico, può assumersi in qualche modo questo rischio“.

“È chiaro che noi abbiamo già in testa quello che può essere, in modo realistico e pragmatico, il profilo del’investimento per arrivare a una produzione che tenga conto anche delle legittime aspettative in materia ambientale della popolazione e che però continui a produrre acciaio” ha spiegato il ministro. Dopo la sentenza della magistratura amministrativa, ha concluso Giorgetti, “lo Stato, in maggioranza, e qui ci metteremo al tavolo anche con l’azionista di maggioranza Mittal che ha fatto l’investimento, capiremo che tipo di intenzioni ha, come vuole rimanere nella partita, tenendo conto del quadro normativo dell’Italia che presenta un quadro giurisprudenziale in continua evoluzione”.

 

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Un Commento a: Ex Ilva, Emiliano: “Chiusura area a caldo inevitabile”

  1. Fra

    Giugno 9th, 2021

    Che falso ,pensate a pulire l’intera area dalla discarica a cielo aperto piuttosto ,dalle piante ,spazzatura ,abbiamo bisogno della trebbiatura per smaltire le sterpaglie ,gli alberi ,le strade buie ,caro presidente si interessi Di trattarci da cittadini e non come bestie ,venga a farsi un giro e vedere lo scempio assoluto che ci circonda , inoltre pensi ad aprire l’aeroporto ,e finire i lavori della regionale 8 ,anziché favorire altra cassa che ci sta provando delle infrastrutture necessarie alla città che vive un disagio assoluto . La colpa è di chi l’ha votata in questa città ,non si dimentichi che siamo la seconda provincia della Puglia .

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