I ladri di speranza

 

Agromafie e ecomafie continuano a imperversare nelle campagne pugliesi dove l'allerta si è fatta alta e dove tutto questo non riesce a fermare le cooperative che operano, lavorano ed educano nella legalità
pubblicato il 06 Giugno 2021, 08:15
8 mins

Qualche mese fa, in questo spazio, abbiamo riportato le storie di alcune cooperative destinatarie di beni sottratti alle mafie pugliesi. Abbiamo sottolineato l’enorme valenza simbolica che se ne trae da questo ribaltamento: dal criminale al solidale. Laddove c’era un luogo degradato, ora c’è un punto d’incontro. Al posto di una piazza di spaccio, ora sorge un luogo che sconfigge la miseria della disuguaglianza.

Questo raccontavamo delle cooperative che operano nel campo (minato) della solidarietà, ma anche della legalità. Eppure, la situazione nelle campagne pugliesi, è tutt’altro che rosea.

A Bari, la cooperativa “Semi di Vita” che gestisce alcuni terreni tra Bari e Valenzano, ha subìto due gravi furti nell’arco di quattro mesi che hanno rischiato di compromettere tutte le attività. Solo a gennaio i primi danni. Presa di mira la sede di Bari, dopo aver sfondato l’ingresso principale i ladri rubarono soldi contanti dalla cassa e portarono via cento litri d’olio. Poi, solo due settimane fa, l’altra amarissima sorpresa, questa volta, nella sede della comunità a Loseto.

Questa volta, a finire nel mirino dei malfattori, un trattore che aveva appena 25 ore di lavoro. Trentottomila euro il danno totale, se si considera il macchinario agganciato al traino. Un colpo durissimo per l’associazione nata nel 2011 che porta avanti diversi progetti sociali. Dai laboratori agricoli dedicati alle persone con disabilità in una serra all’interno del carcere minorile Fornelli di Bari, alla piantumazione di ulivi in terreni confiscati alla mafia. E il supporto di Libera, per produrre l’olio, uno dei prodotti a chilometro zero venduti dalla cooperativa.

Episodi che non hanno fermato il cambiamento. A poche ore dal laconico comunicato postato sui social della cooperativa che annunciava il furto: “Stamattina non vi augureremo il buongiorno perché non lo è. Stanotte ci hanno rubato il trattore nuovo. Che dirvi. Nulla”.

Mentre partiva una raccolta fondi per acquistare un nuovo mezzo, questa storia è entrata nel cuore di un’azienda, la multinazionale di Treviglio SDF che ha deciso di fornire un trattore in comodato gratuito alla cooperativa. “Questo ci permette di continuare le nostre attività agricole”. E così, a Valenzano, i 26 ettari di terreno continueranno a produrre olio a chilometro zero e a far germogliare le belle storie di chi non si arrende.

Nonostante i furti, le intimidazioni e le agromafie. L’ultima allerta è stata lanciata da Coldiretti Puglia la quale denuncia una situazione critica soprattutto nella provincia di Bari, dove, non sono infrequenti veri e propri assalti.

“Le bande criminali spesso armate stanno condizionando nelle aree rurali la vita quotidiana degli agricoltori, costretti a trasformarsi in vigilanti diurni e notturni. E’ a rischio la loro stessa incolumità. Il clima che si respira è di paura per imprenditori agricoli, stremati da furti quotidiani, che hanno perso la speranza e per timore e sfiducia non denunciano più gli episodi criminosi che sono costretti a vivere”, così Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“All’alba, tra le ore 4 e le ore 5 della mattina – ha affermato il presidente di Coldiretti Terlizzi, Nicola D’Orfeo – i malfattori armati fino ai denti, dopo aver perlustrato le aree che intendono prendere d’assalto, assaltano aziende agricole e frantoi, disinseriscono allarmi e impianti antifurto, per rubare trattori, tagliaerba, motoseghe, forbici elettriche e in caso di mezzi agricoli di grande valore chiedono il cavallo di ritorno per l’eventuale restituzione.

Stiamo affrontando uno scenario pericoloso che ci preoccupa molto, perché a repentaglio è l’incolumità nostra, ma anche dei nostri collaboratori e dei nostri figli che lavorano con noi in campagna. Abbiamo allertato il comandate della tenenza dei Carabinieri di Terlizzi per chiedere un irrobustimento dei controlli”, conclude il presidente D’Orfeo.

Le agromafie fanno il paio con le ecomafie, che non si fermano – insiste Coldiretti Puglia – neppure davanti al momento di criticità causato dall’emergenza Coronaviurs che ha arrecato gravi danni alle aziende agricole e soprattutto agrituristiche, anzi si moltiplicano i fenomeni criminali con furti di mezzi, prodotti agricoli e chilometri di fili di rame, smaltimento di rifiuti di ogni genere nei campi, poi bruciati, con un danno economico e ambientale incalcolabile.

La Puglia è al terzo posto della classifica nazionale, con un livello di infiltrazione criminale pari all’1,31 – conclude Coldiretti Puglia – emerge, tra l’altro, come il fenomeno delle agromafie, nel corso degli ultimi anni, abbia accresciuto la propria intensità in particolar modo in Puglia, con Bari all’1,39%, Taranto all’1,30%, Barletta-Andria-Trani all’1,27%. La Puglia è una regione a forte vocazione agricola ed è per questo che il business è diventato così allettante.

A tutto questo di aggiungono i reati contro il patrimonio: furto di mezzi agricoli (15 per cento), abigeato (11 cento), furto di prodotti agricoli (13 per cento), racket (9 per cento), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la “porta di ingresso principale” della malavita organizzata e nella vita dell’imprenditore e nella conduzione aziendale.

Proprio ieri una richiesta di tavoli istituzionali in tutta la regione è stata avanzata anche dalla CIA (Confederazione italiana agricoltori) in un incontro a tema con tutti i prefetti e il presidente della regione Michele Emiliano.

“I reati in agricoltura interessano tutta la regione, dal Gargano al Salento. Sono di più varia natura e per noi fenomeni gravi in egual misura. I più frequenti sono i furti di prodotti agricoli, trattori, macchinari e attrezzature varie. I predoni delle campagne, ormai, tagliano e portano via alberi da frutto e ulivi, o piante appena messe a dimora. Sono senza scrupoli, e questo fa temere agli agricoltori che abitano le campagne anche per la propria vita e quella dei propri cari. Sono sempre più frequenti i danneggiamenti di impianti di irrigazione e gli abbattimenti di vigneti, spesso per rubare ferro e rame”.

Ma ci sono anche altri fenomeni che colpiscono il primo anello della filiera agroalimentare, come la contraffazione e le speculazioni sui rincari dei prezzi dal produttore al consumatore.

“Gli agricoltori sono vittime di illeciti che vanno affrontati in maniera disaggregata, considerando anche le specificità e peculiarità dei singoli territori. Ecco perché costruire un percorso finalizzato ad esaminare le diverse tipologie ci sembra il modo migliore per poi aggredire i fenomeni e contrastarli”.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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