Tempa Rossa, riavvio generale degli impianti in Basilicata

 

A seguito degli interventi di manutenzione al compressore del propano che aveva generato alcuni problemi la scorsa settimana
pubblicato il 05 Giugno 2021, 17:55
7 mins

È avvenuto ieri il riavvio generale delll’impianto del Centro Olio Tempa Rossa dopo una serie di interventi manutentivi sul compressore del propano avviati domenica scorsa, 30 maggio, alla presenza dei tecnici specialisti dell’azienda costruttrice. Proprio alcuni problemi al compressore avevano dato luogo a nuove fiammate dalle torce (a causa dell’invio del gas nelle stesse) che avevano allarmato, ancora una volta, la popolazione locale.

La società Total Italia in una nota conferma che tali interventi “sono stati programmati per garantire all’impianto condizioni di operatività ottimali e che durante i lavori è stata avviata una sospensione completa della produzione, riducendo le probabilità di eventuali fenomeni di visibilità della torcia di sicurezza del Centro Olio. L’intervento è stato eseguito così come raccomandato dallo “Studio di Affidabilità”, condotto con la società Rina Service e recentemente condiviso con le Autorità competenti”. 

(leggi gli articoli su Tempa Rossa https://www.corriereditaranto.it/?s=tempa+rossa&submit=Go)

Il compressore del propano, come ogni altra macchina rotante, “è soggetto a vibrazioni che sono oggetto di continuo monitoraggio, nonché di un programma di manutenzione programmata e di ispezione continua, estesa anche alle tubazioni e alle altre attrezzature interessate dal processo – spiegano dalla società -. Attraverso l’ulteriore rafforzamento della campagna di misurazione delle vibrazioni è stato possibile identificare alcuni interventi di miglioramento che sono stati realizzati nei giorni scorsi insieme al fornitore. Le attività eseguite sono dunque in linea con quanto definito dallo “Studio di Affidabilità” sopra menzionato e rappresentano un ulteriore passo nella direzione di un incremento di affidabilità degli impianti, nel segno di una progressiva stabilizzazione degli stessi”. 

Le prime verifiche eseguite, successivamente agli interventi di manutenzione al compressore, “ne confermano l’esito positivo – sostengono dalla Total -. Ulteriori controlli saranno effettuati nella giornata di sabato nel corso della fase di riavvio generale dell’impianto alla presenza del personale tecnico del fornitore che supervisionerà il comportamento degli impianti dopo gli interventi finalizzati a migliorarne il profilo vibrazionale e conseguentemente a diminuire le probabilità di invio di gas in torcia, oltre che ridurne l’impatto visivo e ambientale”. 

Il riavvio dell’impianto ha avuto inizio con la riapertura dei pozzi e la graduale ripresa della produzione. Si prevede che entro lunedì l’impianto ritornerà completamente in servizio. Durante questo periodo si potranno verificare nuovi eventi di visibilità della fiamma in torcia, fenomeno che corrisponde al comportamento dell’impianto durante l’avvio di tale processo. 

La società Total Italia assicura infine che la fermata generale degli impianti non avrebbe “determinato alcuna ricaduta in termini di inquinanti, così come confermato dai dati rilevati dalle centraline di monitoraggio installate nei dintorni del Centro Olio, che sono comunicati in tempo reale ad ARPAB e, in seguito a validazione, sul sito della Regione Basilicata”. 

Su Taranto invece, proseguono i lavori di adeguamento della raffineria Eni di Taranto (leggi allungamento pontile petroli) che sta già ricevendo il greggio estratto, per poi stoccarlo e caricarlo sulle petroliere che lo trasporteranno in altre raffinerie italiane per le operazioni di raffinazione.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/18/tempa-rossa-leni-rivede-progetto-sul-pontile-petroli/)

Mentre il nel novembre scorso, dopo un trasporto eccezionale, si stanno installando due piattaforme petrolifere che rientrano nelle installazioni off shore previste dal progetto Eni di Taranto per il “Potenziamento delle strutture per lo  stoccaggio e la spedizione del greggio Tempa Rossa“.  

La realizzazione delle due piattafome, con relativi accosti, permetteranno l’attracco di navi da un minimo di 30.000 DWT ad un massimo di 45.000 DWT allibate per l’esportazione del greggioVal D’Agri e di navi da un minimo di 30.000 DWT ad un massimo di 80.000 DWT allibate per l’esportazione del greggio Tempa Rossa.

L’altra installazione off shore riguarda invece il prolungamento del pontile petroli esistente per una lunghezza totale di 324 m, di cui abbiamo scritto recentemente. I lavori sono stati realizzati dall’azienda veneta Nautilus, per conto della committente Fincosit, che infisso 42 pali metallici di grande diametro per realizzare le strutture di sostegno del pontile di scarico petroliere e le briccole di accosto delle navi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/11/03/eni-due-piattaforme-offshore-per-tempa-rossa/)

In attesa di vedere anche qui gli effetti di questo progetto non solo dal punto di vista ambientale, ma soprattutto dal punto di vista economico: che sappiamo già ampiamente saranno minime (come abbiamo abbondantemente documentato negli ultimi 10 anni sia sullle colonne del ‘TarantoOggi‘ che dalle pagine del CorrierediTaranto). Senza tralasciare il prossiomo futuro della raffineria: che se da un lato potrebbe essere trasformata nei prossimi anni in bio-raffineria(con la trasformazione di oli vegetali scarti della produzione alimentare, grassi animali e e altri sottoprodotti avanzati conrisvolti ambientali tutti da chiarire) come avvenuto per Venezia e Gela, dall’altro potrebbe recitare un ruolo di primo piano nei progetti del governo sulla parziale transizione energetica dell’ex Ilva. Sarà bene tenere gli occhi aperti.

Visto che lo scorso febbraio il ministero dell’Ambiente ha ‘bacchettato’ la società, dopo che che la Commissione Tecnica di Verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, lo scorso ottobre si era espressa in maniera negativa in merito allaVerifica di ottemperanza per quanto concerne il documento presentato dalla società Eni denominato “Raffineria di Taranto – Tempa Rossa. Variante Piano di Gestione terre e rocce da scavo. Prescrizione n. 1 del provvedimento di esclusione dalla VIA prot. DVA-2014-19907 del 20/06/2014”. Monitoraggi eseguiti nel periodo Novembre 2018 – Ottobre 2019” (come potete leggere nel link qui sotto).

Staremo a vedere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/03/08/tempa-rossa-ministero-dellambiente-bacchetta-leni2/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Tempa Rossa, riavvio generale degli impianti in Basilicata

  1. Fra

    Giugno 7th, 2021

    Di nuovo il super inquinamento per questa maledetta città .

    Rispondi

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