Puglia, ancora in calo i contagi. Però…

 

La Fondazione Gimbe avverte: “La corsa alla zona bianca fa diminuire i test”
pubblicato il 04 Giugno 2021, 18:38
8 mins

In continuo miglioramento i dati della Puglia, sempre più vicina al passaggio in zona bianca; la regione, ai primi posti della classifica nazionale per la campagna vaccinale (è stato somministrato il 93,1 % delle dosi consegnate) e con le terapie intensive in progressivo svuotamento, registra un ulteriore calo del 34% dei contagi rispetto alla scorsa settimana (report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità).

Numeri eccezionalmente positivi, specie se paragonati alla situazione di pochi mesi fa.

Forse troppo positivi.

Secondo l’ultimo report settimanale della Fondazione Gimbe, infatti, le regioni stanno diminuendo la quantità di tamponi per ottenere i numeri necessari all’ambito passaggio in zona bianca.

E, in fondo alla classifica nazionale per numero di test effettuati giornalmente, c’è proprio la Puglia.

Un dato confermato dall’unica allerta presente, in riferimento al territorio pugliese, nel monitoraggio pubblicato oggi dall’I.S.S.; risulta, infatti, sotto la soglia del 90% l’indicatore 2.6, che segnala il numero di contagi accertati per i quali sia stata svolta una regolare attività di contact tracing. Insomma, pare che la regione abbia rinunciato al tracciamento dei casi, nonostante la diminuzione dei contagi possa ora permetterlo.

 

La Puglia ha la media giornaliera più bassa di tamponi

Analizziamo meglio i dati riportati dalla Fondazione Gimbe: nel periodo dal 26/05/2021 all’1/06/2021 la Puglia registra un calo del 33% dei contagi; tuttavia, proprio nel periodo dal 12/05/2021 all’1/06/2021 la regione annovera la media giornaliera più bassa di tamponi effettuati, solo 49 per 100.000 abitanti, rispetto ad una media nazionale di 120 tamponi per 100.000 abitanti.

Che la Puglia non abbia mai brillato per numero di test effettuati è risaputo; “siete malati di tamponite” rispondeva l’assessore alla Sanità pugliese, Pierluigi Lopalco, ai medici che lamentavano la scarsità di test effettuati.

Ora, però, il sospetto emerso dal monitoraggio di Gimbe, è che il numero dei tamponi sia diminuito ad hoc su tutto il territorio nazionale, per mantenere stabile l’incidenza dei contagi sotto la soglia dei 50 casi per 100.000 abitanti e garantirsi il passaggio in zona bianca.

Un upgrade che, con le regioni economicamente provate dalle restrizioni degli scorsi mesi (durante i quali la Puglia è stata una delle zone più penalizzate), permetterebbe meno limitazioni in vista della stagione estiva e dell’arrivo dei turisti.

“I criteri per conquistare e mantenere la zona bianca”, si legge nell’ultimo report della Fondazione Gimbe, “disincentivano le Regioni a potenziare le attività di testing e a riprendere il tracciamento, proprio nel momento in cui i numeri del contagio permetterebbero di servirsi di un’arma mai adeguatamente utilizzata”.

Secondo i dati riportati, il numero di persone testate settimanalmente si è mantenuto stabile sul territorio nazionale fino alla prima decade di maggio, per poi diminuire del 33,7% nelle ultime tre settimane.

È evidente che la regioni “hanno rinunciato al tracciamento”, in concomitanza con un’effettiva diminuzione di contagi.

Tamponi Italia - Fondazione Gimbe

Questo, però, impedisce alle regioni di sfruttare le potenzialità del tracciamento proprio nel momento in cui questo, a causa della tregua concessa dal virus, potrebbe essere effettuato con maggior tranquillità.

D’altro canto, non si possono sminuire le necessità economiche delle regioni, che rischierebbero di pregiudicare la stagione turistica e di continuare a penalizzare determinate attività commerciali per una manciata di contagi in più.

Sarebbero, probabilmente, da rivedere i parametri che determinano l’accesso alla zona bianca, cercando un equilibrio tra esigenze finanziarie e potenzialità inespresse, come quella del contact tracing.

 

Gimbe “Insufficiente la ricerca delle varianti sul territorio nazionale”

 Un’altra criticità evidenziata da Gimbe riguarda la stima della circolazione delle varianti del Sars-CoV-2 sul territorio nazionale, messa in luce dal sequenziamento.

Anche in questo caso, nel periodo tra il 28/12/2020 e il 19/05/2021, solo l’1,1% della popolazione italiana positiva è stato sequenziato, con discrepanze regionali che vanno dal 6,05% dell’Abruzzo allo 0,09% del Piemonte; tra gli ultimi posti anche la Puglia, in cui la genotipizzazione del virus è stata effettuata solo sullo 0,25% della popolazione risultata positiva (dati ufficiali I.S.S.).

Un’occasione sprecata, in quanto, come si legge nel report di Gimbe, “un’insufficiente attività di sequenziamento non consente di identificare le varianti più contagiose se non dopo l’aumento di casi, né di adeguare le strategie vaccinali, se necessario”.

In effetti, sulla variante indiana (ora classificata ufficialmente col nome di variante delta), l’efficacia dei vaccini Pfizer e Astrazeneca si attesta sul 33% dopo la prima dose, aumentando rispettivamente all’88% e al 60% alla fine dell’iter vaccinale.

 

Zona bianca, il passaggio della Puglia previsto per il 14 giugno

In base ai dati emersi dal report dell’I.S.S. del 04/06/2021, la Puglia presenta un’incidenza di 31 casi per 100.000 abitanti, pur con qualche eterogeneità tra province: si passa infatti dai 51 casi delle province di Brindisi e di Barletta-Andria-Trani ai 21 della provincia di Bari (dati al 3/06/2021).

Numeri decisamente positivi per la pressione ospedaliera: l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti Covid-19 è scesa all’8%, mentre rimane stabile al 13% la percentuale di posti letto occupati in area non critica (dati Agenas al 03/06/2021).

La regione figura ancora tra le zone a basso rischio e punta alla promozione in zona bianca già per il 14 giugno, anticipando di una settimana la data prevista precedentemente.

Come già sottolineato, i vertici regionali ripongono sul turismo estivo le speranze di ripresa economica; “la Puglia ha riportato danni economici gravissimi”, aveva dichiarato qualche settimana fa il presidente della regione, Michele Emiliano, rimarcando la necessità di un turismo sicuro, che non riporti la regione alla drammatica situazione vissuta pochi mesi fa.

A tal proposito, il governatore pugliese ha più volte ribadito ai corregionali la richiesta di restare nella regione durante le vacanze estive, col duplice vantaggio di aiutare l’economia del proprio territorio e di non rischiare di riportare altre varianti del virus dall’estero, analogamente a quanto accaduto l’estate scorsa.

Inoltre, in qualità di vice-presidente della Conferenza delle Regioni, Emiliano ha proposto la possibilità di somministrare in Puglia la seconda dose di vaccino ai soli turisti italiani aventi diritto, al fine di evitare che il completamento dell’iter vaccinale possa interrompere le vacanze.

Intanto, dall’1 giugno è di nuovo possibile consumare le ordinazioni nei ristoranti e nei bar al chiuso, mantenendo comunque il distanziamento e, quando necessario, la mascherina.

Resta ancora invariato il coprifuoco alle 23: per lo slittamento a mezzanotte bisognerà attendere il 7 giugno.

Con queste, tutto sommato ridotte, limitazioni la Puglia si prepara ad accogliere un evento di risonanza mondiale, il Sail GP, che si terrà a Taranto dal 5 al 6 giugno e che porterà nella città (e nella regione) un altro carico rilevante di turisti da tutto il mondo.

 

 

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