Università, si torna a parlare di Medicina

 

In un incontro online organizzato dal Comune si riflette sul ruolo dell’Università.
pubblicato il 03 Giugno 2021, 21:24
4 mins

La pandemia non ci ha permesso di accorgercene appieno, ma vale la pena ricordarlo: da quest’anno c’è un po’ più di università a Taranto. La Scuola di Medicina si è ormai insediata stabilmente in Piazza Ebalia, nell’ex-Banca d’Italia. Si tratta di un passaggio fondamentale per l’ampliamento dell’offerta universitaria in riva ai due mari. Ora, però, è necessario che questa presenza si consolidi e inizi a dare i primi frutti.

Per parlare di tutto questo, Asset (Agenzia regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio) e l’Urban Transition Center del Comune di Taranto hanno organizzato un incontro online che ha visto la partecipazione, fra gli altri, del Rettore di UniBa Stefano Bronzini, del preside della Facoltà Loreto Gesualdo e del direttore generale di ASL Taranto Stefano Rossi.

Università per il Mondo, non per Taranto

Gli spunti emersi non sono delle assolute novità per chi già segue assiduamente le vicende dell’Università ionica, ma vale sempre la pena ripeterli perché si faccia largo una sempre maggiore consapevolezza non solo dell’importanza che l’Università può rivestire per disegnare un futuro diverso, ma anche del come questo ruolo vada interpretato.

Spunto numero 1: l’università non serve a trattenere i giovani tarantini. Non è quella l’ottica da assumere. Un ateneo progettato per fermare la fuga da Taranto è un ateneo senza sbocchi, una super-scuola superiore o poco più. Un nuovo ateneo, in un clima iper-competitivo come quello attuale, deve essere un ateneo proiettato sull’internazionalità, sull’altissima specializzazione, un ateneo che spinga chi vive altrove a venire a Taranto. Lo stop alla fuga dei cervelli ne sarebbe una naturale conseguenza.

Spunto numero 2: università non è solo corsi ed esami. Università è ricerca ed è sempre più importante individuare ambiti di ricerca innovativi e strettamente collegati con la realtà del territorio. In questo senso, è già in partenza un impegno significativo sul fronte della medicina del lavoro e delle problematiche correlate all’inquinamento ambientale (e non c’è bisogno di spiegazioni al riguardo).

Presentati i lavori per terminare la sede di Medicina

Altro tema oggetto del webinair è stato il completamento dei lavori all’ex-Banca d’Italia. Attualmente, infatti, solo il piano rialzato è stato adeguato al nuovo uso universitario, mentre sono in corso i lavori per i due piani superiori.

Essi ospiteranno (come si può vedere dalle planimetrie) sei nuove aule didattiche (quattro al primo piano, due al secondo), aule-studio, uffici amministrativi, un bar e anche una mensa, pienamente integrata nella sede didattica.

Il piano rialzato, già in esercizio.
Il primo piano
Il secondo piano

Di autonomia, per ora, non si parla

Nell’incontro, come era assolutamente prevedibile, non si è parlato di autonomia dell’Università di Taranto. Il progetto, come più volte abbiamo spiegato su queste pagine (chi vuole approfondire può recuperare la serie di interviste monotematiche che abbiamo realizzato alcuni mesi fa), necessita di una specifica legge che deroghi al divieto di istituire nuovi atenei stabilito dalla Legge Gelmini. In un quadro politico così mutato rispetto a quello di qualche mese fa, con un Governo di unità nazionale in ben altre faccende affaccendato, è piuttosto improbabile immaginare l’avvio di un iter così complesso (e che scompagina equilibri decennali) come quello per la nascita di una nuova Università. Ripasserà il treno per Taranto?

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