‘Ambiente svenduto’: condanne pesanti

 

In primo grado inflitti 22 e 20 anni rispettivamente a Fabio e Nicola Riva. 3 anni e mezzo a Vendola. Confisca per area a caldo stabilimento
pubblicato il 31 Maggio 2021, 11:43
32 secs

La tanto attesa sentenza di primo grado sul processo ‘Ambiente Svenduto‘ è stata emessa. E le condanne sono pesanti. La Corte d’Assise di Taranto ha inflitto 22 e 20 anni di reclusione rispettivamente a Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell’Ilva, tra i 47 imputati (44 persone e tre società) nel processo sull’inquinamento ambientale provocato dallo stabilimento siderurgico, come riferiscono fonti di agenzie. Rispondono di concorso in associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. La pubblica accusa aveva chiesto 28 anni per Fabio Riva e 25 anni per Nicola Riva.
Tre anni e mezzo di reclusione sono stati inflitti  all’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. I pm avevano chiesto la condanna a 5 anni. Vendola è accusato di concussione aggravata in concorso, in quanto, secondo la tesi degli inquirenti, avrebbe esercitato pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per ammorbidire la posizione della stessa Agenzia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva. Tre anni comminati anche all’ex presidente della Provincia, Gianni Florido.
E’ stata anche disposta la confisca dell’area a caldo dell’impianto tarantino.

seguono aggiornamenti

Condividi:
Share
Per comunicati stampa o proposte [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)