Porto, i dragaggi partiranno a giugno?

 

Si lavora per la risoluzione degli ultimi problemi sorti nella realizzazione della cassa di colmata che dovrà accogliere i sedimenti dragati
pubblicato il 28 Maggio 2021, 19:55
8 mins

Forse questa volta ci siamo davvero. Nel mese di giugno potrebbero finalmente partire i dragaggi al porto di Taranto. Manca un ultimo tassello in una vicenda profondamente intricata, che dura da anni, che sembra scorgere la luce in fondo al tunnel.

L’Autorità di Sistema del Mar Ionio ha infatti deciso di supportare il RUP, per le ultime fasi di chiusura ed impearmibilizzazione della cassa di colmata.

Connessa ai dragaggi (il fondale sarà approfondito fino alla quota di -16.5 m s.l.m., in modo da consentire anche l’attracco di navi di tonnellaggio pari a 100.000 t. ) c’è la vasca di colmata per una capacità di circa 2,3 Mmc, ad ampliamento del V sporgente del Porto di Taranto, destinata ad accogliere i sedimenti, contaminati e non, dragati a fini ambientali e portuali dal fondale della Darsena Polisettoriale e del relativo bacino di evoluzione.

La decisione è dovuta alla risoluzione (sulla scorta della proposta formulata dall’appaltatore Astaldi) della così detta “non conformità 18“, che riguarda il marginamento a mare della realizzanda cassa di colmata e, nella fattispecie, l’insieme di numerosi casi in cui la geometria dell’appoggio del diaframma sul gargame del palo è inferiore al valore minimo indicato come tolleranza accettabile nel progetto esecutivo, determinando una condizione di trasmissione del carico non simmetrica e difforme da quella prevista in progetto (nel 2018 lo stato dei lavori era appunto fermo dopo che la ditta aveva issato i pali dell’area di marginamento a terra).

L’appaltatore Astaldi ha proposto una soluzione della citata non conformità supportata da un progetto di intervento e relativo calcolo strutturale; sulla relazione di calcolo proposta si sono sviluppate diverse interlocuzioni concluse con la “Relazione di ottemperanza alle Determinazioni del Collegio Consultivo Tecnico in ordine alla Risoluzione della Non Conformità n. 18” del 09.04.2021. Nella relazione precitata il DLL, i supporti al RUP e lo stesso RUP, al fine di superare la non conformità n. 18, hanno chiesto all’impresa appaltatrice di fornire documentazione tecnica specifica comprovante la validità dell’intervento di risoluzione proposto.

Da qui nasce, da parte dell’Autorità Portuale, l’esigenza di acquisire un parere tecnico specialistico in merito alle proposte di risoluzione della non conformità n. 18 che saranno proposte dall’esecutore dei lavori in riscontro alla relazione di ottemperanza succitata. Che è stato scelto all’esterno del personale in forza all’Autorità, in quanto le professionalità presenti nell’organico della Direzione Tecnica sono già impegnate nello svolgimento delle funzioni di istituto e nella gestione di altri servizi ed opere pubbliche già in corso.

La scelta è ricaduta sulla E&G srl in quanto in detta società opera il prof. Quintilio Napoleoni, professionista già incaricato dalla Sogesid Spa del servizio di supporto specialistico al RUP in fase di approvazione del progetto esecutivo e, pertanto, con approfondita conoscenza di tutti gli aspetti tecnici delle opere in questione.

(leggi gli articoli sui dragaggi https://www.corriereditaranto.it/?s=dragaggi&submit=Go)

Tra i lavori più importanti riproposti nell’accordo del 2012 vi erano appunti i dragaggi e la realizzazione della vasca di colmata. Come si ricorderà, nel gennaio del 2017 i lavori furono affidati alla Astaldi Spa (uno dei principali general contractor italiani e tra i primi 100 a livello mondiale nel settore delle costruzioni, in cui opera anche come promotore di iniziative in project finance e concessione).

In realtà la Astaldi si aggiudicò l’appalto già il 27 novembre 2014, decisione a cui però oppose ricorso al Tar di Lecce l’impresa Grandi Lavori Fincosit, classificatasi seconda nella procedura del bando di gara europeo (presentò ricorso anche la ditta Piacentini giunta undicesima). Dopo il respingimento del Tar, l’impresa fece ricorso al Consiglio di Stato che l’11 febbraio 2015 confermò il parere del Tar di Lecce, sbloccando di fatto l’intera procedura, che però in via giudiziaria si è conclusa soltanto il 13 dicembre 2017 (con la vittoria in Appello). Mese in cui si è conclusa anche positivamente la verifica di ottemperanza alle prescrizioni indicate nella VIA da parte del ministero dell’Ambiente, durata diversi anni.

Sono infatti ben 26 le prescrizioni della Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA-VAS. Quattro quelle del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Tantissimi i controlli affidati ad ARPA Puglia per seguire passo dopo passo tutte le varie operazioni previste. Le Conferenze dei Servizi sono durate sino all’estate 2018.

Dopo di che, sorsero problemi di natura progettuale (dei quali ci occupammo sulle colonne del TarantoOggi e su quelle del corriereditaranto.it), che costrinsero alla revisione del progetto stesso. Soltanto tra il gennaio e il marzo del 2017 è stato approvato il progetto esecutivo e sono state concesse le aree per i lavori, mentre il progetto definitvo venne redatto nel maggio 2015.

C’è anche da dire che nel febbraio del 2016 il progetto ha rischiato di naufragare del tutto. Quando l’Astaldi presenta il progetto esecutivo lo fa con un aumento dei costi di circa il 25-26 per cento, cioè 14 milioni di euro in più rispetto all’offerta con la quale aveva vinto la gara, e aumentando anche il tempo di realizzazione dell’opera: di fatto, un’alterazione dell’offerta con la quale si era aggiudicata la gara. L’Astaldi giustificò tale decisione parlando di calcoli sbagliati, sia nelle analisi geologiche che geotecniche: per questo all’epoca l’Autorità Portuale si rivolse all’ANAC per la condivisione del percorso e avviando il procedimento di risoluzione contrattuale, dando i quindici giorni di tempo per le osservazioni. Poi il caso rientrò. 

Un nuovo intoppo sorse nel 2018, quando l’Astaldi Spa, al culmine di una crisi drammatica venne ammessa dal Tribunale di Roma il 17 ottobre 2018 alla procedura di concordato preventivo in continuità aziendale. Il 14 febbraio 2019 Astaldi S.p.A. depositava la proposta di concordato preventivo in continuità aziendale, che prevedeva la soddisfazione in denaro dei debiti prededucibili e privilegiati nonché la soddisfazione dei debiti chirografari mediante l’attribuzione di azioni quotate di Astaldi di nuova emissione e di strumenti finanziari partecipativi. 

Il 7 luglio 2020 il Tribunale di Roma, all’esito della verifica della regolarità della procedura di concordato e dei risultati della votazione dei creditori, pubblicò il decreto di omologa del Concordato preventivo in continuità aziendale di Astaldi. Il che significava per la società il ritorno in bonis evitandone il fallimento, grazie anche all’ingresso nel capitale sociale del nuovo socio Webuild (già Salini Impregilo S.p.A.) con una quota di maggioranza attraverso un aumento di capitale pari a 225 milioni di euro (con i bilanci 2018 e 2019 approvati dal Consiglio di Amministrazione il 17 giugno 2020).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2018/11/14/22porto-banchina-alla-yilport-e-ansia-dragaggi/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Porto, i dragaggi partiranno a giugno?

  1. Piero

    Maggio 29th, 2021

    Si spera sia finita questa soap-opera (con parecchie influenze esterne che puntano a boicottare il porto di Taranto che per grandezza e strutturazione può fare concorrenza a parecchi). Figurati se a 100 metri dal’Ilva e dalla raffineria devi stare a fare tutte queste prescrizioni ecologiche per i fanghi, che invece possono benissimo essere utilizzati per fare il molo). Mi piacerebbe sapere se a Rotterdam se ne fregano niente dei fanghi quando devono dragare quotidianamente

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