Taranto, Eni Joule e South Agro: valorizzare risorse marine

 

L’iniziativa, nata dalla Scuola di Eni per l’Impresa e dalla start up: progetto per la trasformazione delle macro-alghe in biocarburanti ed estratti per la cosmesi
pubblicato il 27 Maggio 2021, 17:59
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La società Eni, attraverso la Scuola d’impresa Joule, ha presentato agli stakeholder del territorio pugliese l’accordo di collaborazione sottoscritto con South Agro, startup innovativa di Taranto, membro della Blue Bio Alliance e attiva nella valorizzazione delle risorse marine, per lo studio preliminare incentrato sulla trasformazione delle macro-alghe in biocarburanti ed estratti per la cosmesi. Il progetto, che si inquadra nel percorso di supporto alle startup innovative e sostenibili del Sud Italia avviato da Joule, vede anche il sostegno di Coldiretti Taranto e di Confindustria per lo sviluppo sinergico con il territorio dove Eni opera.

Gli obiettivi che si propone di raggiungere Eni, tramite Joule e grazie a una rete di collaborazioni attivate dalla Raffineria, sono quelli “di stimolare l’adozione di nuove tecnologie di start up e sensibilizzarle al tema dell’innovazione, sostenere lo sviluppo sostenibile e la transizione energetica del tessuto economico pugliese e favorire il trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca all’impresa”.

Joule è la scuola di Eni per l’Impresa, “creata per formare gli aspiranti startupper che vogliono fare impresa sostenibile, non solo nel settore energetico, con un focus sul cambiamento climatico, l’economia circolare e la decarbonizzazione. Come l’unità di misura dell’energia da cui prende il nome, Joule centra la sua attività formativa sull’unità di misura del fare impresa: le persone. Una scuola basata sull’integrazione tra esperienze imprenditoriali, competenze accademiche e vissuto dei partecipanti: la Scuola d’impresa di Eni si articola su due direttrici che puntano a favorire la crescita di un ecosistema imprenditoriale virtuoso per imprimere un’accelerazione all’Italia”.

La crescita imprenditoriale di South Agro “è basata sui principi della simbiosi industriale, in quanto il progetto si propone di sviluppare l’agricoltura del mare tramite la coltivazione di macro-alghe per la produzione di feedstock a base di estratti algali con possibili utilizzi nel settore della cosmesi, in quello energetico (bioetanolo) o nella nutraceutica (biostimolanti ed estrazione di ulvani)”.

La proposta imprenditoriale di South Agro punta quindi “a coltivare il mare, come già da secoli si fa a Taranto con le cozze, per valorizzarlo tramite le biotecnologie, fornendo così carburanti più sostenibili, non in competizione con le colture destinate all’alimentazione e senza consumo di acqua dolce”.

“Il progetto si inquadra nell’ambito dei principi dell’economia circolare che Eni sta perseguendo per potenziare iniziative imprenditoriali ad elevato impatto sul percorso globale di transizione energetica, e si avvale del sostegno di Coldiretti Taranto, che ha sottolineato come queste attività possano avere una ricaduta positiva sul territorio, innescando processi virtuosi, in grado di creare nuove filiere basate sullo studio dei processi naturali producendo, senza alcun utilizzo di suolo, prodotti sostenibili ed ecocompatibili, in grado di rispondere alle sfide dei cambiamenti climatici ed esprimere la vera economia circolare. Supporto all’iniziativa è stato mostrato anche da Confindustria Taranto che ha evidenziato come la valorizzazione delle risorse marine costituisca un incredibile volano per il territorio tarantino, come sottolineato dalle fonti di finanziamento dedicate a questo settore e previste anche dal piano “Next Generation EU”.

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