Nova Apulia, protesta lavoratori all’ingresso del MArTA

 

"Dopo vent’anni di lavoro sbattuti fuori dal sito che abbiamo contribuito a far crescere. Non chiediamo più solidarietà ma internalizzazione"
pubblicato il 27 Maggio 2021, 18:21
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“Per vent’anni con uno stipendio privato, ma con funzioni di servizio pubblico. Impossibilitate a fare sciopero e ora sbattute fuori e sostituite da un algoritmo. Ma nessuna macchina potrà mai sostituirci. Non dobbiamo più dimostrare la nostra professionalità. Non chiediamo più solidarietà, ma internalizzazione“. Sono dure le parole di Grazia Maremonti, ex lavoratrice addetta alla biglietteria e bookshop del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, che oggi insieme agli altri lavoratori dell’ex concessionario Nova Apulia provenienti da tutta la regione, ha manifestato davanti all’ingresso del MArTA per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui loro licenziamenti.

Con loro Barbara Neglia, segretaria regionale della FILCAMS CGIL Puglia, che da alcune settimane ormai presidia tutte le vertenze aperte a livello pugliese con altri siti di interesse culturale e turistico come il Castello Svevo di Bari, il Parco Archeologico di Monte Sannace e del Castello di Gioia del Colle, il parco archeologico e del museo di Egnazia, Castel del Monte e il Castello di Trani.

“Dopo vent’anni di lavoro siamo stati sbattuti fuori dal sito che abbiamo contribuito a far crescere. Il nostro diritto al lavoro è stato calpestato, in primis perché il Ministero non ha bandito una gara che ci avrebbe consentito di rimanere nel nostro posto ed erogare il nostro servizio di eccellenza e qualità. Senza di noi i Musei di Puglia perderanno in qualità, in accoglienza, in bellezza – continua Grazia Maremonti -. Abbiamo lavorato anche in sinergia con i funzionari del Ministero che avrebbero potuto far sentire il loro peso su questa vicenda e non esprimere solidarietà solo attraverso comunicati stampa e mai di persona“.

“Questa mattina siamo davanti al MArTA di Taranto, con tutti i lavoratori dei siti museali pugliesi estromessi dal loro servizio – continua la segretaria regionale della FILCAMS CGIL, Barbara Neglia -. Si sarebbe potuta valutare una gara ponte che consentisse a tutti loro di rimanere al loro posto, mentre leggiamo sgomenti di una nota del Museo di Taranto che a fronte di questa vicenda umana chiude la pratica sostituendo questi lavoratori con un programma che consente l’acquisto dei biglietti on line.

Nel frattempo il count down per i 23 lavoratori Nova Apulia è cominciato. Per loro il 1° settembre, dopo un periodo di cassa integrazione, scatterà il licenziamento definitivo.

(leggi qui il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/05/26/vertenza-nova-apulia-il-marta-si-difende/)

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