Taranto, truffa e riciclaggio: tre arresti

 

Nel mirino dei tre Istituti di Credito, Società finanziarie e persone anziane
pubblicato il 12 Maggio 2021, 11:22
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Vedevano svuotarsi i conti gli anziani raggirati dalle persone arrestate dalla Squadra Mobile di Taranto, in questa vicenda nella quale due delle tre persone coinvolte (un 72enne ed un 61enne) sono ritenuti i promotori e gli organizzatori di una organizzazione criminale.

Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, hanno preso avvio dalla denuncia di due episodi di truffa ad una società finanziaria e di anziani che avevano già maturato il diritto alla pensione.
Le vittime avevano notato i conti di cui erano intestatari svuotarsi delle somme di denaro relative, spesso, a cessioni del quinto della pensione e corrispondenti alla rata, comprensiva degli interessi, per prestiti accesi a loro insaputa dai malfattori su altri conti correnti aperti presso le banche ed a loro intestati.

Il modus operandi utilizzato dai malfattori con il ricorso alla sostituzione alla persona della vittima, alla clonazione di documenti d’identità, oltre che la presenza, in ognuna delle truffe perpetrate, come il recapito telefonico dell’utenza intestata ad uno degli odierni arrestati, hanno, sin da subito, indotto i poliziotti ad approfondire l’attività investigativa.

Gli episodi di truffa (almeno 14 tra il 2018 ed il 2019), perpetrati tutti in danno di ignari cittadini e noti istituti di credito. Questi si presentavano nelle banche prese di mira con le generalità delle vittime, esibendo un documento falso con le generalità delle vittime.

I truffatori, di fronte alla necessità del funzionario della banca, di incontrare personalmente il contraente del finanziamento, prendevano appuntamento davanti alle residenze delle vittime ed apponevano la firma sui contratti, evitando, con una scusa, che i dipendenti degli Istituti di Credito facessero ingresso nelle abitazioni.

In questo modo, riuscivano ad ottenere il finanziamento, facendolo poi accreditare su conti italiani e tedeschi sempre intestati ai cittadini truffati e accesi presentando on line o in presenza lo stesso documento utilizzato per la truffa.
Il denaro veniva poi trasferito dal conto tedesco, acceso presso una banca virtuale di Berlino, ad altro conto tedesco riconducibile al soggetto arrestato e da qui trasferito presso conti italiani dello stesso 61enne e della moglie attualmente indagata.

Un meccanismo a “scatola cinese” attraverso l’attivazione di numerosi rapporti bancari finalizzata ad ostacolare le indagini, rendendo complessa l’acquisizione della documentazione e la successiva analisi.
Importante la figura della donna coinvolta nella vicenda: attraverso l’apertura di un rapporto bancario, consentiva il riciclaggio, su un conto “pulito” a lei intestato, di somme di denaro che in precedenza erano “smistate” tra i molteplici conti in uso al coniuge, contribuendo alla dissimulazione dell’origine delittuosa dei profitti illeciti.
Di rilievo la figura del 72enne il quale approfittava delle moderne opportunità di finanziamento, servendosi dei canali on line sia nella perpetrazione delle truffe sia nell’occultamento degli ingiusti profitti conseguiti.

È stato inoltre eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta delle somme di denaro depositate su conti correnti bancari e postali, libretti di risparmio, titoli, azioni, fondi ed altri strumenti di investimento nella disponibilità dei truffatori, movimentando una somma di denaro complessiva di circa 200mila euro.

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