Ex Ilva, Ugl e Usb: “Già spesi i 400 milioni di Invitalia”

 

In un incontro con i sindacati l'azienda ha dichiarato di aver spero 206 milioni per le quote di CO2 (le cosiddette Emission Trading) e 180 milioni per saldare i fitti pregressi
pubblicato il 11 Maggio 2021, 21:01
7 mins

“E’ con questa frase che potremmo sintetizzare l’esito dell’incontro tenutosi oggi tra le Organizzazioni Sindacali e la direzione del personale e le relazioni industriali della neocostituita Acciaierie d’Italia convocata telefonicamente alle ore 13:35 per avere inizio alle ore 14,00, secondo un malvezzo oramai consolidato”. E’ quanto denuncia la Segreteria Provinciale UGL Metalmeccanici Taranto.

“L’incontro ha avuto per oggetto le modifiche organizzative che da oggi si avviano in azienda e che vedono la costituzione di una nuova Direzione di Manutenzione di stabilimento che, sotto la responsabilità dell’ing. De Gioia, avrà il compito di pianificare e coordinare tutte le attività manutentive in fabbrica. L’ing. De Gioia sara affiancato dall’Ing. Lupo e insieme stabiliranno le priorità delle attività manutentive e l’utilizzo delle risorse umane. Ciò premesso, il dottor Ferrucci ha voluto evidenziare che dei 400 milioni di euro che saranno erogati da Invitalia, 386 milioni sono già stati spesi ed in particolare, 206 milioni per le quote di CO2 (le cosiddette Emission Trading) e 180 milioni per saldare i fitti pregressi. In altre parole i 400 milioni sono già esauriti. Un messaggio per il governo ben chiaro e senza fronzoli che non fa ben sperare per il prosieguo trasparente da parte dell’azienda” affermano dall’Ugl.

“Da parte delle OO.SS. si è posta l’attenzione sulle innumerevoli anomalie che continuano a registrarsi nell’intera gestione del personale ed in particolare per il personale di manutenzione, posto spesso in cassa integrazione per poi essere richiamato a lavoro straordinario anche durante le giornate festive o anche il ricorso sempre più massiccio nell’appaltare lavori ordinari a ditte terze pur disponendo di “sociali” che possano svolgere identico compito. Uno dei tanti modi per ridurre i costi del lavoro, unitamente al ricorso sfrenato alla CIGO, su cui l’azienda si è espressa affermando che allo stato attuale, con una produzione di circa 5 milioni di tonnellate non sono necessari più di 5000 persone e ciò sia a causa del mercato sia a causa della mancanza di bramme e che pertanto la CIGO è necessaria” proseguono dall’Ugl.

“Pungolata aspramente da UGL, l’azienda ha asserito che la causa principale per cui non si possa far ripartire a pieno regime il Treno Lamiere e il Tubificio ERW sia dettato esclusivamente dalla incapacità di produrre tali acciai, in quanto “siamo pieni di ordini per lamiere e tubi”. Ci risulta che ci siano trattative in corso ma da qui ad affermare che ci siano ordini acquisiti ce ne passa ma, se fosse vera l’affermazione dell’azienda è stato chiesto di sostiuire o allontanare coloro che non sono capaci di raggiungere gli obiettivi prefissati, così come fatto per i lavoratori accusati di neglicenza e quindi sospesi e/o licenziati nei giorni scorsi. “Non è ossibile cacciarli” è stata la risposta laconica da parte di AdI” si legge nella nota dell’Ugl.

“Ritornando alla neocostituita Direzione di Manutenzione, la UGL ha chiesto l’impegno all’azienda di condividere con le organizzazioni sindacali le risultanze della pianificazione delle attività manutentive ed un prospetto che evidenzi le risorse lavorative necessarie che rientrerebbero dalla CIGO per svolgere tali attività, ricevendo almeno formalmente la disponibilità da parte di AdI. A latere di queste comunicazioni si è entrato nel merito della ricostituzione delle relazioni industriali oramai ferme a oltre un anno, trovando anche in tal senso, uno spiraglio da parte dell’azienda. In conclusione si è affrontata la questione dei flexible benefit, per la quale nei prossimi giorni si attende una convocazione” concludono dall’Ugl.

“Sapevamo di essere facili profeti sulla velocità con cui sarebbero stati lapidati i 400 milioni versati dallo Stato ad ArcelorMittal Italia. Infatti nella relazione consegnata meno di un mese fa al ministro Giorgetti stimammo in 6-8 mesi il tempo necessario a Morselli&Co per dilapidare le risorse. Non pensavamo però che la nostra previsione si sarebbe rivelata ottimistica: infatti dopo meno di 20 giorni dal matrimonio, sono stati già bruciati 330 dei 400 milioni! Ad annunciarlo il delfino di Lucia Morselli, Arturo Ferrucci che ha spiegato che circa 106 milioni sono serviti per pagare le quote di CO2 e 180 per saldare le rate scadute dell’affitto di ramo d’azienda. Senza scendere troppo nei tecnicismi e senza troppi giri di parole, lo Stato ha gentilmente donato ad ArcelorMittal Italia 400 milioni per pagare i debiti che la stessa ha contratto con lo Stato…”: è quanto afferma per l’USB Puglia Francesco Rizzo e il Coordinamento di Fabbrica USB.

“Nel frattempo nulla è cambiato, se non in peggio: nessun intervento di manutenzione straordinaria sugli impianti, appalto nel caos e un atteggiamento da campo di concentramento con i dipendenti che alzano la testa. Il malcostume visto finora con ArcelorMittal prosegue anche con Acciaierie d’Italia: la ricetta è completa con il manipolo di “yes men” complici di una gestione capestro. Tutti si aspettavano il cambio di passo con l’ingresso dello Stato e una sterzata dal punto di vista della sicurezza, dell’ambiente e del clima in fabbrica, in realtà l’escalation negativa si è addirittura acuita negli ultimi tempi” afferma Rizzo.

“Ma niente di tutto questo si è verificato, anzi Ferrucci ha anche annunciato che al netto delle dichiarazioni giornalistiche (di regime) sul rilancio dell’occupazione, ci sono almeno 3000 persone di troppo, annunciando la nascita dell’ennesima sovrastruttura che avrà il compito di “riorganizzare” (tagliare) le manutenzioni centrali dello stabilimento! Il Governo finora ha assolto il compitino soddisfacendo le esigenze della multinazionale e del clan Morselli. A oggi non ha dato nessuna risposta alla drammatica situazione ambientale, occupazionale, di sicurezza, dell’appalto e alle decine di licenziamenti discriminatori e vigliacchi che continuano a colpire i lavoratori, la cui unica colpa è quella di essere sopravvissuti a incidenti frutto di mancate manutenzioni sugli impianti. Il 14 maggio a Roma il Governo getti definitivamente la maschera, dica chiaramente se vuole essere accanto alla comunità e ai lavoratori, oppure essere complice di personaggi che in un paese normale starebbero già da un pezzo nelle patrie galere!” concludono dall’Usb.

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Un Commento a: Ex Ilva, Ugl e Usb: “Già spesi i 400 milioni di Invitalia”

  1. Fra

    Maggio 11th, 2021

    Vergogna

    Rispondi

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