Ex Ilva, Fiom e Uilm annunciano stato di agitazione

 

In merito alle criticità relative alla gestione dele manutenzioni centrali e dei reparti di produzione da parte dell'azienda
pubblicato il 10 Maggio 2021, 20:26
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“Ormai da tempo assistiamo ad un lento declino del ruolo delle manutenzioni centrali, una risorsa necessaria e molto professionale, in quanto la gestione attuale è tutta incentrata ad un utilizzo massiccio della cassa integrazione con causale Covid 19. Infatti, vi è un’assenza di programmazione di manutenzione straordinaria e ordinaria con il conseguente aumento di interventi a pronto intervento e terziarizzazione delle attività di manutenzioni sugli impianti. Inoltre, abbiamo riscontrato un aumento dei numeri dei lavoratori collocati in cassa integrazione che va in contraddizione rispetto all’utilizzo del lavoro straordinario nei weekend per sopperire ad una gestione del personale che esclude scientemente le manutenzioni”. E’ la nuova denuncia dei Coordinatori Rsu ex Ilva Fiom e Uilm Francesco Brigati e Gennaro Oliva.

“Per tali ragioni, invitiamo i lavoratori ad aderire allo stato di agitazione indetto dalle scriventi organizzazioni sindacali, attraverso l’interruzione di ogni forma di collaborazione con l’azienda, a partire dal lavoro straordinario con cui Acciaierie d’Italia utilizza i lavoratori per interventi fuori dalle norme previste dal vigente contratto nazionale. Infatti, i lavoratori non risultano essere reperibili e pertanto non sono tenuti a rispondere al telefono e tanto meno prestare la propria attività lavorativa senza il coinvolgimento preventivo dei RSU” proseguono Brigati e Oliva.

“Lo stato di agitazione sarà in piedi sino a quando non ci sarà una seria discussione in merito all’utilizzo della cassa integrazione e degli investimenti ed interventi necessari per la manutenzione degli impianti di produzione” informano i due coordinatori.

“Infine, il 14 maggio saremo in sciopero, con presidio presso il Mise in quanto riteniamo non più rinviabile un confronto con le organizzazioni sindacali sia sul futuro ambientale e occupazionale, ma anche in merito all’attuale gestione della fabbrica” concludono.

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