Ex Ilva, Re David: “Transizione ecologica unica soluzione”

 

Ieri l’assemblea generale della Fiom Cgil di Taranto alla quale hanno partecipato la segretaria nazionale, Gianni Venturi della segreteria nazionale e Peluso Cgil Puglia
pubblicato il 07 Maggio 2021, 16:20
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Nella giornata di ieri si è riunita l’assemblea generale della Fiom Cgil di Taranto, con all’ordine del giorno la vertenza ex Ilva, alla quale hanno partecipato la segretaria nazionale della Fiom Cgil Francesca Re David, Gianni Venturi della segreteria nazionale Fiom e Paolo Peluso segretario generale della Cgil Puglia.

Dagli interventi dei Rsu e degli attivisiti di Acciaierie d’Italia e dell’appalto è emersa una forte preoccupazione in merito ad una vertenza che racchiude criticità rilevanti in termini ambientali, occupazionali e di prospettiva industriale, che necessitano di risposte da parte del Governo, soprattutto in relazione alle risorse previste all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Infatti, il PNRR è un’opportunità ed un’occasione storica per lo stabilimento siderugico e la città di Taranto per la graduale riconversione della produzione di acciaio e per una transizione ecologica che garantisca l’occupazione e la salvaguradia ambientale.

L’incontro con il Ministero dello sviluppo economico, previsto per la data del 11 maggio e poi rinviato al 14, non può e non deve essere un incontro in cui si continua a rinviare una discussione aperta al confronto con le parti sociali su questioni che interessano migliaia di lavoratori e un’intera comunità, stanca di attendere un piano di risanamento ambientale che costantemente viene disatteso. Inoltre, il sito produttivo di Taranto ha bisogno di una seria programmazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e l’assenza del nuovo CDA di Accieirie d’Italia, in occasione dell’incontro ministeriale, è un segnale negativo per il proseguio della complessa vertenza ex Ilva.

La segretaria nazionale della Fiom Cgil, Francesca Re David, ha concluso i lavori dell’assemblea generale precisando che non esiste nessun Piano di ripresa e resilienza (PNRR) che possa prescindere dalla qualità e quantità della produzione di acciaio vista la grande preoccupazione nella manifattura che non ha una visibilità di acciaio e non sa di quanto e in che modo potrà disporne per la ripartenza. Inoltre, ha dichiarato Francesca Re David, nonostante ci troviamo con una richiesta di acciaio enorme i lavoratori continuano a pagare un grande prezzo in termini di sacrifici. Infatti, nonostante abbiamo grandi utili, grande mercato prosegue la cassa integrazione, non solo per Covid, per numeri elevati di lavoratori. È del tutto evidente che è una bella contraddizione e il giro di vite sugli appalti e sull’indotto ha fatto schizzare gli utili dell’azienda.

Ad oggi non si conosce nulla del piano per la siderurgia e, nonostante, da mesi come Fiom chiediamo di conoscere la connessione che ci sarà tra la questione Taranto e il resto del Paese, con gli altri impianti siderurgici, ancora non vediamo una disponibilità a discutere sul serio e ad entrare nel merito delle questioni.

Infine, ha aggiunto Re David, se si pensa che i sindacati discutano solo di esuberi e di cassa integrazione non ci siamo. È chiaro che alla convocazione del 14 maggio, da parte del Mise, ha contribuito il pressing che i lavoratori e i sindacati hanno fatto. Ma se quel giorno ci sarà solo il Ministro Giorgetti senza Invitalia, che è il nuovo partner pubblico dell’ex Ilva, e senza l’azienda, gli diremo che la condizione dell’attesa ormai non è più accettabile e bisogna intervenire concretamente per affrontare temi che non possono più attendere.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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