Violenza domestica: un gesto per chiedere aiuto!

 

“Signal for help” è l’iniziativa ideata e diffusa dall’associazione Canadian Women’s Foundation. Giuditta Pasotto l’ha rilanciata in Italia
pubblicato il 05 Maggio 2021, 09:50
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È doveroso diffondere il messaggio affinché le vittime di violenza di genere, in primis, e la popolazione, tutta, sappia che esiste un gesto discreto ma inequivocabile per aiutare le donne in estrema difficoltà. Il segnale è un pugno atipico in cui il pollice non si dispone sopra le altre quattro dita della mano ma, piegato verso l’interno, viene coperto da queste.

Giuditta Pasotto, imprenditrice fiorentina e fondatrice dell’associazione GenGle (Genitori sinGle), convocata in audizione da Sabrina Pontrelli, presidentessa della Commissione e della Consulta Pari Opportunità della Provincia di Taranto, ha spiegato che si tratta di un segnale ideato dall’associazione Canadian Women’s Foundation e diffuso in Canada nell’aprile 2020. Lei lo ha voluto rilanciare in occasione della prima ondata della pandemia durante la quale la casella di posta elettronica della sua associazione è stata invasa da donne che chiedevano aiuto. Come ha dichiarato durante i lavori della Commissione P.O.: «È un messaggio che, contrariamente a quanto si pensi, non appartiene volutamente alla lingua dei segni, proprio perché deve essere universalmente riconosciuto e non confuso con niente altro. È un segnale chiaro e diretto che non deve indurre nessuno a diventare un supereroe, semplicemente deve mettere in guardia chi assiste al gesto, che deve rivolgersi alle forze dell’ordine attraverso i numeri 1522, il 112 e il 113. Niente di più. Sembra poco, ma può, in sostanza, significare tanto».

Abituati alla velocità e alla frenesia che contraddistingueva la nostra quotidianità, il “lockdown”, parola anglosassone ormai ampiamente introdotta nel nostro vocabolario, ci ha colti di sorpresa, ci siamo dovuti fermare. Contrariamente, la violenza domestica è amaramente aumentata.
Nel 2020 sono state 28.276 donne a rivolgersi – secondo dati ISTAT – al numero antiviolenza e stalking. L’anno precedente erano state 18.946. Il numero delle chiamate valide sia telefonicamente che via chat, tra marzo e ottobre 2020, è cresciuto del 71,7% rispetto allo stesso periodo del 2019, da 13.424 è passato a 23.071. La crescita delle richieste d’aiuto tramite chat è triplicata passando da 829 a 3.347 messaggi. Sono questi i dati che testimoniano, ancora una volta, che la violenza di genere è un problema sociale che richiede interventi legislativi urgenti. Parallelamente, iniziative come quella promossa da Giuditta Pasotto ci ricordano che attraverso piccole azioni solidali, ognuno di noi può contribuire ad aiutare chi è in pericolo. L’indifferenza alimenta la ferocia della violenza e il dolore patito dalla vittima.

La presidentessa Pontrelli: «Sono contenta di aderire alla campagna “Signal for help” perché si inserisce in un percorso già avviato con i diversi organi preposti ad intervenire in caso di violenza. Inoltre mi piace sempre ricordare che la presenza nella Consulta delle consigliere elette nei diversi comuni del territorio ionico, consente di amplificare su tutta l’area provinciale ogni nostra iniziativa».
«Ringrazio Sabrina Pontrelli per avermi coinvolto in questa iniziativa – ha dichiarato la consigliera di parità Gina Lupo – ancora una volta abbiamo dimostrato che gli organismi provinciali preposti alle Pari Opportunità stanno lavorando in perfetta sinergia. Si tratta di un percorso su un tema, quello della violenza contro le donne, che abbiamo avviato in occasione dello scorso 25 novembre, quando abbiamo lanciato una campagna social “#maipiùsole – chiAMAmi 1522” seguita dall’omonimo convegno».
L’avvocatessa Lupo ha poi concluso ringraziando colei che in Italia si è prefissa di divulgare quest’encomiabile iniziativa ritenendo che «con questo gesto, nonostante mascherine e distanziamento, ci ricorda che siamo ancora parte di una comunità e che, pertanto, abbiamo l’obbligo morale di aiutarci».

Il messaggio, diffuso via social, è stato registrato in un video dai componenti della Commissione e della Consulta provinciale alle P.O. unitamente alla Consigliera di Parità della Provincia di Taranto e con la partecipazione di Giuditta Pasotto.

di Giulia Lupoli

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