Bongiovanni-Di Pinto:il binomio giusto

 

La finale play-off non era per nulla scontata
pubblicato il 04 Maggio 2021, 18:16
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L’uno (il presidente Bongiovanni) si è concesso ai microfoni dopo il 3-0 definitivo con Cuneo che ha sancito l’accesso della Prisma Taranto alla serie di finali (si comincia mercoledì 12 maggio al Palamazzola) dei play off del campionato di A/2: Abbiamo dichiarato sin dall’inizio che per noi sarebbe stato sufficiente esserci e divertire la nostra gente. Ci siamo riusciti e ora siamo in finale. Con onore rappresentiamo la Puglia e la nostra città nel panorama pallavolistico nazionale. Merito di tutti, dall’ultimo dei collaboratori sino al sottoscritto. Grazie anche al sindaco Melucci ed al vice sindaco Marti che ci sono stati accanto. Non era per niente scontato né dovuto”, l’altro (coach Di Pinto) ha affidato alla sua bacheca di facebook il personale pensiero su questo ulteriore step compiuto dalla sua squadra in una stagione che non ha alcun termine di paragone con il passato: “Siamo in finale. La mia dedica personale in primis è al presidente Bongiovanni ed al vice presidente Zelatore per il grande coraggio dimostrato in un anno così difficile. Poi i miei ringraziamenti vanno ai medici, ai tecnici e soprattutto ai miei ragazzi che da agosto stanno lavorando duramente e con grande atteggiamento. Aggiungo, infine, la gratitudine verso quel pubblico invisibile di appassionati che ci segue su internet o sui social in grado comunque di creare grande spinta ed entusiasmo, con la speranza di vederlo dal vivo al più presto”.Assieme, come nel passato (dal 1999 al 2001 e dal 2004 al 2007) sono i protagonisti di questa bella favola che si chiama Prisma Taranto.

A fine maggio 2020 improvvisamente i due, più il vice-presidente Zelatore (motore organizzativo imprescindibile del club rossoblù), comunicano ufficialmente il ritorno di Taranto nella pallavolo nazionale. A luglio, nonostante il mercato sia avviato da tempo, viene allestita una squadra di tutto rispetto che non mira solo a far bella figura ma a primeggiare con i migliori club della seconda serie italiana. Ad ottobre parte il campionato con le sue mille difficoltà ed i suoi tanti interrogativi: niente pubblico sugli spalti, pochi sponsor, introiti ridotti,  il Covid che comincia a girare e che a novembre si presenta per la prima volta alle porte del Palamazzola. Si torna a giocare e tra un viaggio di 1000 km e l’altro, la Prisma Volley chiude il girone di andata al secondo posto. A fine gennaio il Covid torna di nuovo, ed ancor più virulento, nello spogliatoio rossoblù. Nuovo stop in campionato ma non in Coppa Italia (squadra costretta a giocare i quarti di finale, poi persi contro la compagine di A/3 Porto Viro), senza i due palleggiatori. Oltre un mese senza giocare. Si torna in campo il 28 febbraio e piano piano la squadra comincia a trovare la forma giusta e a macinare gioco e risultati. La società tiene la barra dritta, mostra coerenza nel portare avanti la propria “eroica” missione (quanti avrebbero rischiato di rimetterci faccia e portafogli in una stagione così travagliata?) ed anzi inserisce una figura dirigenziale in prospettiva (ora lo possiamo quasi dire….), ossia il direttore generale Adi Lami (dieci anni tra A/1 e A/2 in quel di Sora). Nel frattempo il coach-manager Di Pinto lavora sodo in palestra e non smentisce. In primavera, come da tradizione, le sue squadre volano, migliorano in tutti i fondamentali, vedono arrivare al top i giocatori cardine (ad esempio Coscione e Fiore) e si godono la crescita esponenziale dei giovani (provate a fare un raffronto di rendimento fornito nella prima parte di stagione dal ventenne schiacciatore Gironi e quello offerto nella seconda parte).

A fine marzo si chiude la stagione regolare al secondo posto e non era per nulla scontato. Poco dopo a sorpresa, dalla Polonia, ritorna lo schiacciatore Parodi, fiore all’occhiello del mercato estivo – per dare un segnale forte alle avversarie e questo segnale forte è rappresentato dal 2-0 rifilato a Cantù nei quarti di finale e dal 3-0 rifilato a Cuneo nelle semifinali. E allora lo ribadiamo ancora…Come dicono gli inglesi: “The best is yet to come….”.

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