Primo Maggio. Tra silenzio e rumore

 

Niente palco per ospitare quella musica fatta di rabbia e gioia per una Taranto che vuol cambiare
pubblicato il 01 Maggio 2021, 11:16
4 mins

Avremmo voluto raccontarvi di un Primo Maggio fatto di musica e rivendicazioni. Di lavoro e salute. Di note che veicolano rabbia e libertà, braccia alzate, canti, gioia nello stare insieme. Quel gran rumore di cuori pulsanti accomunati dagli stessi desideri fatti di società migliore, qualità della vita davvero a misura d’uomo, di ambiente pulito, futuro per i nostri figli.
E invece quell’ideale palcoscenico al Parco archeologico delle Mura Greche sarà ancora desolatamente vuoto, “riempito” solo, purtroppo, da collegamenti in streaming organizzati da chi quel palco lo ha sempre voluto e calcato. I Liberi e Pensanti cercheranno di offrire comunque il loro contributo alla causa attraverso testimonianze di territori simili, territori dove fragilità, precariato, difficoltà sono quotidianità. Purtroppo anche all’indomani dell’ennesima vittima sul lavoro che la città piange. Difficoltà che diventano simboli di battaglie ipocrite di chi quei problemi dovrebbe risolverli, non certo ergerli a bandiera.
La musica esplosa negli anni scorsi da quel palco oggi non ci sarà. Proprio come lo scorso anno. Stoppata, qui come altrove, da una pandemia che produce scricchiolii rumorosi nella società odierna. Una battaglia non ancora vinta e che sta lasciando per strada vittime infinite e disegnando un futuro sempre più incerto.
Eppure, fa rumore quella musica. Proprio come canta il nostro Diodato. Perchè la nostra terra simula scenari futuri meravigliosi ma non ancora liberi nel percorso. E’ come quando, nello sport, ti prepari al meglio e al massimo senza esser certo di centrare il successo: chi vince viene ricordato dalla Storia, chi perde ne è solo il dettaglio. E allora devi ricominciare, ancora una volta senza arrenderti.
Taranto sta cambiando? In fin dei conti, possiamo tranquillamente affermare di sì. Ma non di sicuro come sognamo ormai da qualche decennio. C’è qualcosa di meglio all’orizzonte, una luce fioca che promette trasformarsi abbagliante. Ne siamo lontani, lontanissimi però. Perchè fin quando reggerà forte il ricatto del lavoro prima di tutto, difficilmente ne verremo fuori. E fintanto che le consorterie economiche prevarranno nelle stanze del potere politico, qui sarà sempre dura. Fino allo sfinimento, alla resa, al capo chino.
Eppure, quella luce fioca si vede. Perchè pian piano sta cambiando la narrazione di questa città, di questa terra. Che non è fatta esclusivamente di vapore acqueo avvelenato. Lentamente c’è chi ne scopre il fascino, ne accarezza il volto della sua ultramillenaria storia, della sua antica cultura, ne gusta i sapori, prova a investire. Piccoli rintocchi su una campana che poi tanto stonata non è. E che comincia ad accordarsi su progetti seri e concreti, idee nuove e voglia di realizzarle.
Non siamo alla risoluzione dei cronici problemi di un territorio fin troppo depredato e devastato. Soprattutto perchè c’è chi altrove muove le fila come sempre e comunque contrapponendosi alla libertà cercata qui, affinchè resti lo status quo, con tutti i guasti trasformati in profitto. Ma non possiamo neppure nascondere i tentativi di piazza Municipio nel voler disegnare un’altra Taranto, e soprattutto il grandissimo impegno di associazioni e comitati e cittadini incapaci di aspettare oziosi che cambi il destino. Ci sono distorsioni? Sì, ma di tanto in tanto anche le note distorcono: non sempre tutto fila liscio, non sempre c’è limpidezza. Nelle idee e nei suoni.
E allora, musica sia. Comunque. Silenziosamente alta, decibel fuori dai limiti per quel messaggio di una Taranto libera dalle nefandezze e che un giorno finalmente risplenda così come merita. Buon Primo Maggio!

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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