Aeroporto: compagnie pronte. Voli suborbitali: dubbi

 

Gli 'ostacoli' posti dalla Regione per i voli passeggeri e il perchè al momento è difficile andare nello spazio
pubblicato il 29 Aprile 2021, 09:29
8 mins

Chiariamo subito un aspetto. Tutto ciò che può fornire benefici economici e sociali per la nostra terra, sono ben accolti. Sempre che non incidano sulla salute dei cittadini: in questo senso abbiamo dato, e continuiamo a farlo purtroppo.
E allora, torniamo a parlare, senza neanche aggiungere troppo, a una questione che da anni, se non da decenni, di tanto in tanto muove rabbia da queste parti: l’Arlotta, sacrificato sull’altare di una visione non sistemica del comparto aeroportuale pugliese. Inutile star qui a rispolverare vecchie – ma sempre valide alla luce dei fatti – polemiche che vogliono la Regione Puglia e la partecipata Aeroporti di Puglia quali attori protagonisti di una discriminazione nei confronti dello scalo ionico, relegato a pista di servizio per l’industria e con l’etichetta cargo (ma chissà perchè da queste parti non se ne vedono…). Quindi, nonostante le tante promesse propinate negli anni, nessun volo commerciale passeggeri. Magari, per qualche charter…
E i voli suborbitali tanto sbandierati? Macchè, finora se n’è persa traccia. Dunque, l’Arlotta resta quel che è: una pista su cui rullano voli privati dell’industria, i droni e qualche altra cosetta spicciola.
Nei giorni scorsi abbiamo seguito via facebook a un interessante incontro tra alcuni professionisti del settore. Il dibattito, sulla pagina di ‘Comparto Civico – la voce della gente‘, è stato coordinato da Ciro Lenti e vi hanno preso parte, tra gli altri, Gianni Lenti (head of Network Operations Services of Eurocontrol), Gabriele Giannone (relazioni esterne della compagnia aerea Tayaranjet), Walter Fischetti (presidente del Comitato Pro Aeroporto Taranto-Grottaglie) e il sen.Mario Turco.
Tra i diversi argomenti trattati (investimenti possibili, capacità e potenzialità dello scalo, responsabilità politiche e istituzionali, visione di sistema con gli altri aeroporti pugliesi e ovviamente le tante parole/promesse diluite negli anni), un paio ci hanno colpito soprattutto: la disponibilità della Tayaranjet a investire – così come fatto a Trapani con la continuità territoriale – anche a Grottaglie e la difficile – se non impossibile – trasformazione dell’Arlotta quale base di voli suborbitali.
Sorpresi? Non più di tanto, se vogliamo. Anche perchè, va ricordato, che già a settembre dello scorso anno proprio la Tayaranjet tentò l’approdo a Grottaglie interloquendo con la Regione Puglia (leggi https://www.corriereditaranto.it/2020/09/18/22aeroporto-taranto-grottaglie-la-tarayan-jet-ci-ha-provato/ ) senza però ottenere risposte positive. Anzi.
Evitiamo di dilungarci su quanto si è dibattuto nel corso della diretta facebook (chi vuole può ascoltarla sulla pagina di ‘Comparto civico’). Però, ci piace sintetizzare l’intervento dell’esponente di Tayaranjet, Gabriele Giannone: “Quello che noi abbiamo chiesto e chiediamo è solo e soltanto lavorare insieme con Aeroporti di Puglia, diremmo quasi fossimo soci, e non sederci a un tavolo tra controparti. Insomma, non possiamo come compagnia accettare un contributo che serve per due-tre mesi e poi vedere come va. No, noi siamo pronti a investire nel tempo, l’importante è che esista un contributo-passeggero per altrettanto tempo: così riusciremmo a programmare l’immediato e il futuro dell’aeroporto sul quale, sinceramente, siamo pronti a scommettere”. Del resto, basterebbe che la Regione Puglia si concentrasse sulla cosiddetta Continuità territoriale (e l’aeroporto di Grottaglie ne ha, diciamo così, ufficialmente l’etichetta) per cominciare a pianificare (leggi https://www.corriereditaranto.it/2019/06/28/aeroporto-si-tergiversa-ancora/).
Dunque, una compagnia disposta a scommettere su Grottaglie (ma non abbiamo dubbi su altre che potrebbero avvicinarsi, come già in passato) perchè ha tutte le potenzialità (e la strategica posizione geografica) per… decollare, anche nella visione futura dei flussi turistici che già da qualche anno aumenteranno nella nostra regione, ormai meta tra le più ricercate al mondo. Ah, senza dimenticare che proprio la nostra provincia e Taranto non sono certo da meno, se consideriamo che già attraggono e potrebbero svilupparsi quale destinazione delle rotte crocieristiche…
L’altro punto colto sono i voli suborbitali, i quali difficilmente potranno far base a Grottaglie a breve o medio termine. Quindi, smentendo le tante parole dette finora. Vi chiedete il perchè? Oltre ad aver ascoltato durante la diretta, lo abbiamo contattato telefonicamente.

Gianni Lenti

Parliamo di Gianni Lenti, un grottagliese trapiantato ormai da anni a Bruxelles, che lavora per Eurocontrol, un’agenzia intergovernativa europea, dedicata a sostenere l’aviazione europea. L’attività di Eurocontrol riguarda la fornitura di numerosi servizi operativi, ricerca e sviluppo di concetti innovativi per la futura evoluzione dell’aviazione civile e militare, implementazione di progetti strategici a livello europeo, efficienza dei voli, riduzione emissioni di Co2 e coordinamento con i tutti gli attori dell’aviazione (compagnie aree, fornitori servizio controllo traffico aereo, aeroporti e autorità militari). Dunque, Lenti parla da un osservatorio privilegiato senza alcun dubbio.
“Quando si parla di voli suborbitali – ci spiega – vanno tenute in considerazione la sicurezza dei passeggeri paganti e dei velivoli/navette, del traffico aereo che sorvola lo spazio aereo dedicato all’attività dei lanci e della popolazione. Uno spazio aereo dedicato all’attività di lancio e rientro della navetta dovrebbe essere stabilito attorno all’aeroporto e creato nei nostri sistemi di mappatura 3d delle rotte e spazi aerei del network europeo (41 stati). Tale spazio aereo dedicato viene chiuso al traffico aereo da Eurocontrol per tutta la durata dell’attività suborbitale. Questo sarebbe possibile nell’arco di 20 giorni. Fin qui è tutto ok. Dov’è allora l’ostacolo per Grottaglie?  Considerate che negli Stati Uniti le basi per i voli suborbitali sono in aree desertiche ben lontane dai centri abitati, ed è facile intuirne il perché: in caso di incidente o perdita della navetta ad alta quota, gli eventuali detriti cadono spargendosi su aree molto vaste, con seri rischi per la popolazione sottostante, quindi tutte le attività di lancio si svolgono su aree desertiche o sul mare. La provincia di Taranto invece è un’area densamente popolata. Quindi per il momento tale attività non può essere svolta, a meno che ENAC non stabilisca regole diverse da quelle in vigore negli Stati Uniti. Lanciare sul Mare Ionio sarebbe una possibilità, non ci sarebbero rischi per la popolazione, ma al momento non è previsto dall’operatore, a causa del peso aggiuntivo necessario per imbarcare i sistemi di sopravvivenza sulla navetta in caso di ammaraggio forzato sul mare. I passeggeri paganti dovrebbero anche affrontare un addestramento aggiuntivo per simulare ammaraggio. Il peso addizionale diminuirebbe il numero di passeggeri paganti: il prezzo di un esperienza a gravità zero al momento è fissata a 250mila dollari a passeggero. Insomma, è una pura questione di sicurezza, non tecnica, relativa all’aeroporto di Grottaglie che è perfettamente in grado di accogliere tale attività, poichè la pista e i relativi aiuti radio e visivi per l‘atterraggio/decollo, sono assolutamente adeguati all’attività di qualsiasi tipo di aeromobile”.
Concludendo, senza interventi regolatori diversi dagli Stati Uniti è estremamente improbabile un lancio suborbitale da Grottaglie.

Condividi:
Share
Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

3 Commenti a: Aeroporto: compagnie pronte. Voli suborbitali: dubbi

  1. Piero

    Aprile 29th, 2021

    Purtroppo fin quando le compagnie aeree vorranno essere pagate per fare il loro servizio non ci si potrà aspettare certo che baresi e brindisini se li … da soli finanziando concorrenza al loro territorio.
    Unica sarebbe se una compagnia avesse bisogno di un hub proprio in un aereoporto vergine, ma al momento le compagnie sono tutte in sofferenza acuta e post-covid vedremo fallimenti a cascata.
    Seondo me invece dobbiamo pretendere, questo sì, che la regione istituisca navette veloci in collegamento con ogni volo (una cosa che si faceva nel 1970, dove ricordo che glia erei dell’ati aspettavano addirittura l’autobus da Taranto se per caso faceva ritardo)

    Rispondi
  2. Fra

    Aprile 29th, 2021

    Certo anche io che sono una capra l’ho già detto ,nel deserto del Nevada si trova la base spaziale ,succede qualcosa non fai danno a nessuno ,ma a quattro km da un paese ,fai un genocidio . Fateci partire ne abbiamo tutti i diritti ,tutte le possibilità Emiliano cercasse di fare il presidente della Puglia e cioè di tutte le provincie ?non sei più il sindaco di Bari ,la Puglia è bagnata a nord dall’agevolato Adriatico e a sud dal tanto dimenticato mar Ionio ,oltre ai vitalizi pensate alla nostra città che procede a passi di lumaca ,altro che futuro ,le diligenze e le locomotive sono ancora ai giorni nostri ,vergogna !!

    Rispondi
  3. Gico

    Aprile 29th, 2021

    L’ ARLOTTA gode della vicinanza alla linea ferrata quindi basterebbe integrare la pista come secondo terminal deĺl’ Aeroporto del Salento dividendo rotte e compagnie secondo una razionale programmazione.La Regione così come in Veneto dovrebbe occuparsi della logistica ferroviaria per integrare le due piste in soli 20 minuti ( 55 km ). La provincia ed il comune dovrebbero occuparsi del servizio navetta per la linea ferrata dove l’ ipotetico ” pendolino ” destinerebbe il passeggero alla relativa pista. Purtroppo la volontà politica latita ma le soluzioni sarebbero molteplici basta guardarsi intorno.

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)