Incidente mortale al porto di Taranto

 

A perdere la vita un lavoratore della Peyrani Sud. I sindacati proclamano 24 ore di sciopero con effetto immediato
pubblicato il 29 Aprile 2021, 19:12
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Un drammatico incidente mortale si è verificato poco fa presso il IV sporgente di ponente del porto di Taranto. La vittima è un giovane dipendente della impresa Peyrani Sud, Natalino Albano di 48 anni. Non è ancora chiara la dinamica: quello che è certo è che il lavoratore si trovava sulla nave e stava facendo attività di rizzaggio, ovvero stava fissando alcune pale eoliche dell’azienda Vestas, quando pare che il carico si sia improvvisamente spostato, probabilmente a causa del cedimento di un perno o di un errore di manovra. Temendo di essere centrato dalle enormi pale, pare che il giovane operaio abbia provato a salvarsi lanciandosi dalla gru verso la banchina, ma nonostante la nave fosse distante dalla banchina all’incirca due metri, pare abbia battuto la testa sull’asfalto. Sfortuna ha voluto che il lavoro era oramai terminato, visto che era in corso il fissaggio dell’ultima pala. Sul posto sono giunte le forte dell’ordine e i sindacati per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno proclamato 24 ore di sciopero con effetto immediato “All’indomani della giornata mondiale della sicurezza siamo costretti a dare la drammatica notizia di un altro infortunio mortale nel porto di Taranto – scrivono le tre sigle in una nota congiunta -. Lo scenario sempre il quarto sporgente ormai drammaticamente noto per gli incidenti che hanno portato via altri due lavoratori, altri due gruisti negli scorsi anni. Siamo stanchi di continuare a piangere i nostro lavoratori, cosi come siamo stanchi di attendere da anni, ormai quasi 20, che il Governo dia il via a quel processo di riforma normativa in materia di sicurezza sul lavoro che si continua ad invocare solo quando avvengo queste tragedie. Abbiamo proclamato 24 ore di sciopero a Taranto, per il nostro collega Natalino e per invocare misure di sicurezza più moderne e più attente alla vita del lavoratore ed in tutti i porti Italiani vi sarà un’ora di fermo per solidarietà. Sappiamo che questo non basta, cosi come non basta la nostra solidarietà e vicinanza a lenire il dolore della sua famiglia”.

«Non si può continuare a morire di lavoro. È assurdo»: cosi Roberto Benaglia e Valerio D’Alò – rispettivamente segretari generale e nazionale di Fim Cisl – dopo la tragedia sul lavoro consumatasi questo pomeriggio a Taranto. Un incidente mortale, alla vigilia della Festa del Lavoro, nel porto di Taranto, che ha spezzato la vita di un giovane dipendente.
«Come sindacato – aggiungono Benaglia e D’Alò – sentiamo il dovere di reagire, indignarci, sollecitare risposte. Dobbiamo volere condizioni di lavoro più rispettose dei bisogni e della dignità di tutti. Di fronte a questa tragedia, in questo momento triste per il mondo del lavoro, ci stringiamo accanto al dolore dei congiunti del povero Natalino. Dal punto di vista della civiltà del lavoro va fatto ancora molto. Non basta cogliere le richieste dei delegati alla sicurezza, bisogna cambiare l’orientamento politico generale sul lavoro spesso penalizzato».
Una tragedia che scuote il mondo del lavoro tutto.
Per La Fim Cisl il lavoro rimane il principio fondamentale su cui si fonda la nostra Repubblica.
«La sicurezza e la tutela della salute nei luoghi di lavoro sono la condizione essenziale in una società civile e sviluppata. Di fronte all’aumento degli incidenti mortali sul lavoro che quotidianamente portano tragedie e lutti nelle famiglie italiane non si può parlare di fatalità. Come da tempo ribadiamo, occorre investire in modo serio sulla sicurezza. È assolutamente importante accertare come mai non siano state garantite tutte le procedure di sicurezza che in questo ambito lavorativo va assolutamente previsto».
Un triste evento che giunge dopo la giornata mondiale sulla sicurezza, celebrata ieri, nonché alla vigilia del primo maggio.
«I nostri obiettivi per un lavoro sicuro, con questi tragici eventi continuino ad essere contraddetti da una realtà di lavoro non curato e tutto ciò – concludono Benaglia e D’Alò – come sindacato ci rattrista ancor più lasciandoci sbigottiti».

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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