Statte, cittadini protagonisti del monitoraggio ambientale

 

Cittadini Protagonisti dei Monitoraggio Ambientale
pubblicato il 25 Aprile 2021, 12:05
7 mins

È terminato il 23 aprile, con un incontro in diretta Facebook, il progetto “Cittadini protagonisti del monitoraggio ambientale” del Gruppo Speleo di Statte, possibile grazie ad un cofinanziamento messo a disposizione dall’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia – Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio – Sezione Ciclo Rifiuti e Bonifiche.

Il primo comandamento nella gestione dei rifiuti è “produrre meno rifiuti”. In estrema sintesi è il punto su cui si basa il progetto del Gruppo Speleo Statte. Insomma, meno rifiuti si producono e meno se ne affidano al sistema di smaltimento, al riciclo e soprattutto meno rifiuti vengono abbandonati. Il progetto è stato diviso in due macro aree: la prima parte dedicata alla mappatura delle micro discariche nelle zone dei Comuni di Statte, Crispiano e Massafra. Una mappatura in cui il GSS ha coinvolto la cittadinanza, in una esperienza di citizen science: tutti gli abitanti della zone interessate hanno partecipato alla realizzazione di un database contenente le informazioni della distribuzione di rifiuti abbandonati sul territorio, che oggi è stato messo a disposizione di tutti, ad esempio delle amministrazioni comunali per aiutarli nella rimozione. Nonostante questo sia stato un anno segnato dal Covid e quindi dal lockdown, sono arrivate al GSS, attraverso i canali messi a disposizione, 221 segnalazioni e 324 fotografie. “Ovviamente dalle fotografie non è stato semplice comprendere che tipo di rifiuti fossero stati abbandonati” ha spiegato Maria Venerito del GSS, che ha aggiunto: “Possiamo capire bene quello che vediamo, ma tante sono anche le buste o gli scatoloni abbandonati, dentro i quali non possiamo sapere cosa si trovi, se non con un intervento sul luogo”.

Dalla mappatura messa insieme dal GSS si può capire che i rifiuti urbani vengono abbandonati in aree e strade a percorrenza frequente e di facile accesso, mentre i rifiuti speciali e/o pericolosi vengono abbandonati in aree lontane dal traffico e distanti dal centro abitato. Le aree interessate dal maggior numero di rifiuti segnalati coincidono con le zone vicinali alle gravine. Alcune strade presentano addirittura sacchi di indifferenziato lungo tutto il tratto stradale, in particolare spicca quasi una restituzione cartografica di un tratto della la S.P. 46. Questo dato, però dipende anche dal fatto che la maggior parte delle segnalazioni provengono proprio da queste zone. Molti dei rifiuti inerti sono materiali edili non smaltiti correttamente e nelle foto posano tronfi soprattutto i WC. Molti dei rifiuti a tipologia mista presentano indumenti, vetro (barattoli e vasetti), plastica. La seconda macro area riguarda l’attività di sensibilizzazione fatta negli istituti scolastici.

Al progetto hanno partecipato l’ITIS “AMALDI“ di Statte – IISS C. Mondelli di Massafra, l’Istituto Comprensivo Giovanni XIII di Statte (plesso P. Borsellino, plesso Giovanni XIII, plesso Leonardo da Vinci, plesso Madre Teresa, plesso Girotondo) e l’Istituto Comprensivo F. Severi di Crispiano. Un totale di 24 classi e 433 alunni impegnati nella promozione della raccolta differenziata del rifiuto organico e la pratica del compostaggio domestico, attraverso una serie incontri teorici che sono poi culminati nella fornitura alle scuole interessate di compostiere per intraprendere il compostaggio “scolastico”. Incontri che purtroppo sono stati fatti online a causa della pandemia, ma che hanno portato i loro frutti.

“Anche questo è importante, perché la riuscita del progetto in una situazione di generale pandemia che non ci ha consentito di lavorare in campo, bisogna dare atto che è importante essere riusciti a portarlo a termine, nonostante la DAD” ha detto durante il suo intervento Laura Pavone, vicepreside dell’ITIS “Amaldi” di Statte, che ha affermato: “Monitoraggio del territorio, emergenza dell’abbandono dei rifiuti, raccolta differenziata. Tutto si è completato con la realizzazione di elaborati grafici sul tema delle buone pratiche per rispettare l’ambiente, il territorio, la natura. Tutto attraverso la citizen science, che si collega alla cittadinanza attiva. In un processo che porta alla cittadinanza digitale, alla verifica dei fenomeni naturali che sono a disposizione della comunità tutta”.

“Come scuola crediamo fortemente al legame che intercorre tra sostenibilità e benessere” ha dichiarato il dirigente scolastico dell’I.C. Giovanni XXIII, Rossana Fornaro che ha detto: “Guardiamo alla persona, alla sua vita come individuo. Questi progetti, questa sensibilizzazione sulla circolarità che accompagna tutto ciò che richiede un approccio all’oggetto in se stesso, come può essere rivisto, ripensato e riorganizzato, nella fascia d’età della nostra scuola è straordinario, perché modifica non solo la lettura della realtà ma anche di se stessi. Andando ben oltre il risultato del riciclo”.

Alla sensibilizzazione e alle giornate “ecologiche” di raccolta hanno anche partecipato tante associazioni, come gli scout Assoraider di Statte. E ora come continuerà questa storia? “Questa che è la fine del progetto può essere un inizio di tante altre azioni – spiega il presidente del Gruppo Speleo Statte, Cosimo Gentile – questo database verrà messo a disposizione di chiunque. Quindi le amministrazioni hanno già la mappa dei luoghi che possono interessare la pulizia. Ma non è solo rivolto a loro. Il database è rivolto anche ad altre associazioni o enti che vogliano avviare altri progetti. È destinato anche alle scuole che possono utilizzare questi dati come una base di partenza per ulteriori studi. Quello che ci auspichiamo è, non solo che questi luoghi vengano ripuliti, ma che i cittadini che hanno visionato queste mappe ci pensino un po’ su”. Come hanno ricordato il sindaco di Crispiano, Luca Lopomo, e l’assessore del comune di Statte, Angelo Miccoli, che hanno presenziato all’incontro: I comuni già stanno utilizzando la mappa e le segnalazioni, ma queste raccolte straordinarie di rifiuti richiedono l’impiego di fondi altrettanto straordinari che potrebbero essere utilizzati per altri progetti utili alla comunità. Quella che serve è una rivoluzione culturale e questo è solo l’inizio e come associazione riteniamo molto importante continuare a lavorare sulle tematiche ambientali.

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