La Puglia torna in arancione, cosa cambia?

 

La nuova classificazione e l’entrata in vigore del “Decreto Riaperture” cambiano il quadro delle attività consentite. Cosa cambia da domani, lunedì 26 aprile.
pubblicato il 25 Aprile 2021, 20:04
8 mins

La giornata di lunedì 26 aprile segnerà il ritorno della Puglia in zona arancione, dopo oltre un mese in zona rossa. Il passaggio coincide con l’entrata in vigore delle misure previste dal nuovo Decreto-Legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Come sempre cerchiamo, dunque, di provare a capire cosa cambierà nella nostra vita partendo dalla lettura delle norme (e lasciando ad altri il chiacchiericcio da bar su “aperturisti” e “chiusuristi”, che dimostra solo come, dopo oltre un anno di pandemia, in molti non abbiano ancora capito nulla).

Cosa cambia in Puglia

Con il passaggio in arancione i cambiamenti alla vita dei pugliesi saranno quelli a cui siamo già abituati dal sistema delle regioni a colori: riapriranno tutti gli esercizi commerciali e i servizi alla persona e sarà consentito spostarsi liberamente all’interno del proprio Comune. La ristorazione resta solo da asporto e restano chiuse le strutture sportive. Le cose, però, potrebbero cambiare in maniera importante con un futuro passaggio in zona gialla, in quanto il nuovo Decreto ha ridisegnato in maniera importante le misure per queste aree.

I contenuti del nuovo DL

Il nuovo Decreto-Legge (rinominato simbolicamente, dalla comunicazione di Palazzo Chigi, “Decreto Riaperture”) proroga lo stato di emergenza sino al 31 luglio e prevede varie modifiche allo status quo delle ultime settimane.

Tornano le zone gialle

La principale modifica è senza dubbio il ritorno delle “zone gialle”, che erano state abolite con il DL Pasqua (di cui avevamo parlato qui), prevedendo un unico step dalle zone bianche a quelle arancioni. Contestualmente, dunque, torna la libertà di spostamento fra regioni gialle o bianche. Resta sempre ferma, però (e il Decreto lo chiarisce espressamente) la possibilità per i Presidenti di Regione di istituire misure più restrittive in particolari condizioni di gravità previste dal decreto. Riguardano le zone gialle pressoché tutte le riaperture che danno il nome al decreto, ad eccezione di quelle scolastiche.

Visite in casa, da due a quattro le persone consentite

Leggermente modificata anche la norma che riguarda le visite in casa di parenti o amici. Resta il limite di un’unica abitazione privata, per una sola volta nell’ambito delle 24 ore. Sale, però, il numero delle persone consentite, da due a quattro. Restano esclusi dal conteggio i minori di quattordici anni e le persone non autosufficienti. E resta ferma la raccomandazione, troppo spesso disattesa, di utilizzare le mascherine anche nelle mura domestiche, quando si è in presenza di persone non conviventi. Molti contagi (e conseguenti tragedie) si sarebbero potuti evitare con questa banale accortezza, e pare quasi incredibile che dopo quattordici mesi di emergenza siamo ancora qui a ripetercelo.

Scuola, tornano in presenza anche le superiori. Ma in Puglia la scelta resta alle famiglie

Il punto più discusso del nuovo decreto è la scuola. Il testo parla chiaro: «Dal 26 aprile 2021 e fino alla conclusione dell’anno scolastico 2020-2021, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado [la presenza è al 100% per primarie e secondarie di primo grado] adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica […] affinché, nella zona rossa, sia garantita l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca e, nelle zone gialla e arancione, ad almeno il 70 per cento e fino al 100 per cento della popolazione studentesca». In Puglia, tuttavia, il Presidente della Regione Michele Emiliano, come vi abbiamo già raccontato venerdì sera, ha emanato un’ordinanza con la quale ha nuovamente disposto che le scuole garantiscano comunque la Didattica Digitale Integrata a tutti gli studenti le cui famiglie ne facciano espressamente richiesta. Nel testo del dispositivo regionale, Emiliano richiama esplicitamente la previsione espressa nel Decreto per cui i Presidenti di Regione possono derogare ai livelli minimi di alunni in presenza «solo in casi di eccezionale e straordinaria necessità dovuta alla presenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus SARS-CoV-2 o di sue varianti nella popolazione scolastica». Il Presidente pugliese fa risalire la necessità di questa misura alla grande prevalenza della variante inglese e ai numeri dei contagi nella fascia scolastica, oltre che al numero di provvedimenti di quarantena fiduciaria emessi nei confronti di studenti e personale scolastico.

Come sempre in questi casi, è alquanto probabile che sulla questione sia chiamata a pronunciarsi la giustizia amministrativa.

Via ai ristoranti in zona gialla

Altra norma finita sotto i riflettori è la parziale riapertura delle attività di ristorazione. Sin da domani, solo nelle zone gialle (dunque non ancora in Puglia), potrà ripartire la ristorazione ai tavoli, ma solo all’aperto. Per tornare a consumare pasti al tavolo anche al chiuso bisognerà aspettare il 1° giugno, ma solo fino alle 18:00.

Torna il pubblico in sala

Parallelamente alla riapertura della ristorazione, in zona gialla ripartiranno anche cinema, teatri e live-club, per una capienza massima pari al 50% di quella omologata (e comunque non superiore a 500 posti al chiuso e 1000 all’aperto).

Nuove regole per lo sport

Da lunedì ripartono (sempre solo in zona gialla e bianca) gli sport di contatto all’aperto, mentre dal 15 maggio possono riaprire le piscine all’aperto. Bisognerà attendere il 1° giugno, invece, per la riapertura delle palestre e per il ritorno del pubblico anche agli eventi sportivi, con una capienza massima del 25%.

Congressi e fiere, bisognerà aspettare l’estate

Dal 15 giugno potranno ripartire le fiere in presenza, mentre è il 1° luglio il via libera per convegno e congressi in presenza.

I “green pass”

Altro grande argomento di discussione riguarda i cosiddetti “green pass” (ma il decreto parla di “certificazioni verdi”). Si tratta di una misura sperimentale a livello europeo, che prevede il rilascio di una certificazione a chi:

  • abbia completato il ciclo vaccinale
    • certificazione valida per sei mesi
  • Sia guarito dal covid
    • Certificazione valida per sei mesi
  • Abbia un tampone negativo recente
    • Certificazione valida per quarantotto ore

Chi possiede il green pass, che sarà rilasciato sia in formato cartaceo che digitale, potrà spostarsi liberamente anche fra zone arancioni e rosse. Saranno validi i pass rilasciati da tutti i Paesi dell’Unione.

Mesi decisivi

I prossimi mesi, che saranno governati da queste misure, coincideranno con il raggiungimento di percentuali significative di immunizzati per effetto dei vaccini. Per questo saranno i mesi cruciali per capire se e quanto siamo vicini all’effettiva uscita dalla pandemia. Di sicuro non sarà un percorso facile.

 

Link al DL Riaperture sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

Le slide riepilogative del Governo:

DecretoRiaperture_20210421
Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)