Earth Day, come contribuire a salvaguardare il Pianeta

 

L’Utc di Taranto ha promosso il tema della mobilità sostenibile
pubblicato il 24 Aprile 2021, 09:25
8 mins

Per celebrare la 51esima “Giornata Mondiale della Terra”, conosciuta a livello internazionale come “Earth Day”, l’Urban Transition Center (Utc) ha organizzato un webinar improntato sul tema della mobilità sostenibile.

L’Utc vede a capo il sindaco Rinaldo Melucci ed è, secondo il Comune di Taranto, la struttura tecnica alla base dell’innovazione istituzionale prevista dalla strategia di transizione ecologica, energetica ed economica “Ecosistema Taranto – Resilient City”. È stato proprio il primo cittadino tra i primi ad intervenire durante l’incontro e ha voluto dare, alla giornata dedicata al pianeta Terra, una “traccia spirituale”. Espressione, questa, utilizzata per avvicinare la collettività ad un tema oggetto di studio dei tecnici e degli accademici ma che coinvolge tutti i cittadini.

“Noi quando parliamo di sostenibilità immaginiamo che sostenibile sia tutto ciò che, in senso lato, è ‘ecologista’. In realtà – le parole di Rinaldo Melucci – dovremmo capire cosa intendiamo per essere ecologisti oggi”. Per la comprensione si è avvalso delle parole del filosofo Raimon Panikkar il quale non voleva essere definito ecologista nel senso di chi sa che non può cambiare il mondo e quindi si riserva in qualche maniera di mitigarlo. “Mentre io – ha asserito il primo cittadino – voglio essere definito, insieme a voi, ecologista nel senso di chi vuol cambiare quel paradigma e quindi non essere una riserva all’interno di un mondo che non può cambiare e di una sequenza che vogliamo solo mitigare e frenare. Se questo è vero, tornando al tema della sostenibilità e al vero spirito della Giornata della Terra, noi dovremmo fare in modo, con tante iniziative e tante operazioni concrete, a provare ad assumere uno stile di vita, un modello di sviluppo differente per questo territorio. Dobbiamo progressivamente metterci alle spalle la monocultura industriale che non equivale alla decrescita felice ma ad un’assunzione di una crescita responsabile. Però è vero che in termini di sostenibilità dovremmo modificare i nostri stili di vita e se c’è qualcosa che ci fa essere ecologisti nel senso di sovversione del paradigma, diretti ad un modello di sviluppo e quindi di uno stile di vita differente, quel qualcosa, tra i tanti fondamenti della nostra vita quotidiana, è la mobilità”.

Affermazioni significative e decise quelle del sindaco anche se lasciano spazio a lecite perplessità. L’esortazione a voltare, progressivamente, le spalle alle fonti inquinanti – presenze purtroppo e ancora predominanti sul territorio tarantino e in netto contrasto con lo spirito che muove la Giornata Mondiale della Terra – è stata un’affermazione allegorica o funge da presagio di un cambiamento di rotta, concreto, per il futuro della città dei due mari?
È necessaria una risposta perché sarebbe inconcepibile credere che i mezzi di trasporto sostenibili messi a disposizione dall’amministrazione per la comunità, possano da soli ridurre drasticamente l’inquinamento non attribuibile, a Taranto, principalmente ai tradizionali mezzi di trasporto. È altrettanto vero che l’ingombrante presenza del siderurgico non deve deresponsabilizzarci dal salvaguardare l’ambiente. O, ancor più grave, giustificarci a non compiere buone azioni per la Terra. Anche le nostre abitudini hanno un impatto sull’ambiente.

“Questa nuova sostenibilità può impattare sui nostri stili di vita, consapevoli che quello che stiamo facendo è un viaggio importante. Non è solo un momento di riflessione accademica – ha specificato il primo cittadino – o solo un tentativo di coprire le difficoltà che questa comunità si porta appresso con un racconto idilliaco delle cose belle e positive che si possono realizzare ma è un viaggio verso un futuro differente che si vuol consegnare ai più giovani che meritano un’alternativa dal punto di vista professionale ed economico ma anche da quello della qualità della vita, Su questa impatta in maniera significativa la mobilità”.

Al webinar hanno preso parte diverse figure professionali tra cui l’ingegner Alessia Valenti (EMEA Energy & Conservation Director) della Johnson & Johnson. L’intervento è stato proficuo in quanto ha lasciato ottimi spunti da seguire per contribuire a ridurre le emissioni di CO2 durante le nostre attività quotidiane. Ha spiegato che il termine ‘sostenibilità’ deriva dal latino e significa ‘dare supporto’. Attualmente molto in voga, viene però utilizzato per identificare l’azione che l’essere umano compie evitando l’esaurimento delle risorse ambientali. Il fine è quello di creare un ambiente in cui è possibile migliorare la qualità della vita, senza compromettere l’evoluzione della società moderna. Occorre lasciare alle generazioni future una Terra sostenibile al fine di avere un perfetto equilibrio tra emissioni pulite, risorse naturali disponibili e un ambiente non tossico.

“La saluta ambientale impatta direttamente sulla salute umana infatti, da dati, circa 13 milioni al mondo di morti ogni anno sono attribuite a cause ambientali e non ultimo, dovute al cambiamento climatico”, ha proseguito la dott.ssa Valenti. Ha poi aggiunto che la strategia per minimizzare l’impatto del cambiamento climatico è la riduzione delle emissioni di CO2 partendo dalle attività quotidiane che ognuno di noi può effettuare:
-RISCALDAMENTO E RAFFREDDAMENTO AMBIENTI:
-Installare un termostato programmabile per mantenere una temperatura non eccessiva (+ 2° in estate e – 2° in inverno);
-Pulire o sostituire i filtri della cappa e del condizionatore;
-Evitare la presenza di spiragli d’aria esterna, assicurarsi di possedere una buona coibentazione degli ambienti e finestre con doppi. Evita che ci siano sprechi di calore verso l’esterno (Incentivi Statali = Superbonus);
-Effettuare manutenzioni regolari ai boiler – sostituirli dopo 12/15 anni di attività sia per una maggiore efficienza che per emettere meno CO2.
-NON LASCIARE LE APPARECCHIATURE ELETTRICHE IN STAND-BY MA USIAMO IL BOTTONE DI SPEGNIMENTO PRESENTE SULL’APPARECCHIO.
-SPEGNIAMO LE LUCI IN STANZE IN CUI NON C’È QUALCUNO.
-STACCARE I TRASFORMATORI DI CARICABATTERIE, MODEM E ALTRE APPARECCHIATURE, SE I DISPOSITIVI SONO SPENTI O SCOLLEGATI, PER NON ASSORBIRE ENERGIA INUTILMENTE.
-SOSTITUIRE LE VECCHIE LAMPADINE CON QUELLE A LED.
-INIZIARE A INVESTIRE NELLE ENERGIE RINNOVABILI LÌ DOVE POSSIBILE (Pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria o per produrre elettricità, Contratti Energetici con Tariffa Verde).
-RIDUZIONE UTILIZZO AUTO/CARSHARING = CONDIVIDERE PASSAGGI CON LA STESSA MACCHINA/UTILIZZO VETTURE O ALTRI MEZZI VERDI.

Se ognuno facesse la sua parte con questi piccoli accorgimenti, si potrebbe arrivare a ridurre di qualche tonnellate l’emissione di anidride carbonica annua.

di Giulia Lupoli

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