Manduriambiente, falda inquinata. Stop di Asl e Comune

 

Le analisi di ARPA Puglia hanno evidenziato contaminazione per le acque sotterranee. Proibito utilizzo acque dei pozzi e produzione agricola
pubblicato il 23 Aprile 2021, 19:31
6 mins

Ancora problemi ambientali derivanti dall’attività di una discarica in provincia di Taranto. In questo caso parliamo società Manduriambiente Spa, proprietaria della piattaforma di smaltimento RSU in località La Chianca nel Comune di Manduria.

Lo si apprende dall’ordinanza n. 84 del Comune di Manduria, che rende noto come il Dipartimento di Taranto di ARPA Puglia, con una nota del 22.12.2020 comunicava gli esiti delle attività di controllo 2019 e 2020 presso il sito in questione. Dalle analisi effettuate si è evinto il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per le acque sotterranee. Dai risultati delle campagne campionamento effettuate nei mesi di settembre 2019 e giugno 2020 relativamente alle acque sotterranee prelevate dai pozzi spia della discarica si sono riscontrate le seguenti CSC superate: 

Settembre 2019
parametro Manganese nei pozzi spia di monitoraggio Pozzo 2 (P2) e Pozzo 4 (ora denominato PV2);
parametri Ferro e Nitriti nel solo Pozzo 2 (P2);

Giugno 2020
parametro Manganese nei pozzi spia di monitoraggio Pozzo 2 (P2);
parametro Cianuri liberi nei pozzi spia Pozzo di monte (PM1) e Pozzo di valle (PV1);

Dai prelievi di autocontrollo 2018-2019 vengono inoltre riscontrati superamenti delle CSC anche in  relazione ad altre analisi, in particolare parametro Azoto ammoniacale nei pozzi spia PV2 (ex Pozzo 4) e Pozzo 2; parametro Nitriti nel Pozzo 2 (P2).

A seguito di ciò il Comune di Manduria ha promosso diversi incontri in videoconferenza il 13.01.2021 e 03.02.2021 con i diversi Enti competenti (ASL Taranto, Arpa Puglia e Provincia di Taranto) al fine di valutare i corretti interventi da mettere in campo per ulteriori indagini ed accertamenti sulle acque di falda, al fine di determinare gli eventuali rischi per la salute umana, attraverso l’effettuazione di campioni analitici anche su matrici alimentari e produzioni agricole che utilizzino nella coltivazione acque di falda emunte da pozzi. Stante anche la vocazione agricola delle aree limitrofe alla discarica di che trattasi costituite da colture arboree, seminative, pascoli e terreni incolti, oltre a insediamenti civili costituiti da case sparse.

Pertanto dopo gli esiti del sopralluogo congiunto del 30.03.2021 tra i tecnici del Comune ed il Dipartimento di Prevenzione ASL di Taranto – Servizi SISP, SIAN e SIAV, è giunta la nota del Dipartimento di Prevenzione ASL di Taranto, a firma congiunta dai Dirigenti dei Servizi SISP, SIAN e SIAV, pervenuta al Comune lo scorso 09.04.2021. N

ella quale si propone al Sindaco l’adozione di idoneo provvedimentodi inibizione dell’emungimento e utilizzo, per l’uso umano, irriguo e di abbeverata per animali delle acque di falda dei pozzi siti nella stessa area, ovvero che ne subordini l’eventuale possibile utilizzo, da autorizzarsi previo accertamento analitico delle stesse, presso laboratorio accreditato, con oneri a carico del portatore di interesse. Disponga altresì che la produzione primaria di alimenti e mangimi, di qualsiasi natura, vegetale, animale o minerale, sia subordinata alla garanzia di salubrità attestata con controllo di prodotto per singola partita oltre che con controllo di processo produttivo, con oneri a carico del portatore di interesse, nella fattispecie Operatore del Settore Alimentare (OSA), Operatore del Settore dei Mangimi (OSM). La salubrità delle singole partite di produzioni primarie destinate all’alimentazione umana ed alla alimentazione animale devono essere attestate con accertamenti analitici eseguiti in laboratori autorizzati e con prova accreditata. Tutte le disposizioni del provvedimento devono intendersi estese ad un raggio di km 1,5, dal centro geometrico del sito fonte di potenziale contaminazione”.

Ciò ha spinto il sindaco di Manduria ad ordinare ai proprietari, ai conduttori ed agli operatori a qualsiasi titolo di suoli ricadenti nel perimetro di 1.500 metri, riportati nell’allegato elenco con indicazione dei dati catastali identificativi, dalla “Discarica di R.S.U.” gestita dalla Manduriambiente S.p.a. sita in agro di Manduria, alla località La Chianca “di non emungere ed utilizzare per l’uso umano, irriguo e di abbeverata per animali delle acque di falda dei pozzi siti nella area suddetta ovvero l’eventuale possibile utilizzo è subordinato ad autorizzazione sanitaria della competente ASL previo accertamento analitico presso laboratorio accreditato, con oneri a carico del portatore di interesse; che la produzione primaria di alimenti e mangimi, di qualsiasi natura, vegetale, animale o minerale, è subordinata alla garanzia di salubrità attestata con controllo di prodotto per singola partita oltre che con controllo di processo produttivo, con oneri a carico del portatore di interesse, nella fattispecie Operatore del Settore Alimentare (OSA), Operatore del Settore dei Mangimi (OSM). La salubrità delle singole partite di produzioni primarie destinate all’alimentazione umana ed alla alimentazione animale devono essere attestate con accertamenti analitici eseguiti in laboratori autorizzati e con prova accreditata”.

Mentre alla Società Manduriambiente S.p.a. è stato ordinato di effettuare, entro e non oltre 30 giorni a proprie cure e spese, ulteriori serie di indagini congiuntamente ad Arpa Puglia DAP Taranto, per verificare l’attuale concentrazione degli inquinanti rilevati. La durata delle interdizioni avranno validità fino al 31.12.2021, salvo la possibilità di ulteriore rinnovo da parte del Comune qualora permangano le criticità sanitarie in questione. Staremo a vedere.

 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/08/03/manduriamente-vuole-modificare-limpianto-di-manduria/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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