Vaccinazioni, facciamo un po’ il punto con i numeri

 

A questi ritmi l'immunità di gregge non è così vicina. E a Taranto i problemi non mancano
pubblicato il 22 Aprile 2021, 19:27
7 mins

In Asl Taranto la campagna vaccinale è arrivata a 144.276 dosi di vaccino somministrate sino a stamane, delle quali 106.202 prime dosi e 38.073 sono seconde dosi. E’ quanto afferma l’Azienda nel quotidiano bollettino dedicato.
Nel pomeriggio di ieri, sono stati operativi gli hub vaccinali all’istituto Moro (259 prime dosi somministrate) e al Palaricciardi (145 prime dosi) nel capoluogo, quello di Manduria (268 prime dosi), Grottaglie (287 prime dosi), Martina Franca (255 prime dose e 50 seconde dosi) e Massafra (293 prime dosi).
Stamattina, invece, sono state somministrate 297 prime dosi presso la Scuola Volontari dell’Aeronautica, 330 seconde dosi al Palaricciardi, 273 prime dosi e 21 seconde dosi a Martina Franca, 206 prime dosi e 114 seconde dosi a Massafra, 60 seconde dosi a Manduria e 100 seconde dosi all’ambulatorio vaccinale di Sava. Nel pomeriggio sono attivi gli hub vaccinali di Taranto (istituto Moro e PalaRicciardi), Grottaglie, Ginosa e Manduria.
Continuano le vaccinazioni domiciliari a cura dei medici di medicina generale e quelle ai pazienti fragili.
Fin qui le cifre. Da specificare subito: con questi ritmi, in generale in Italia, è ben lungi l’obiettivo del raggiungimento in estate della gran parte della popolazione vaccinata. Ovviamente, il Governo si augura – tra l’arrivo di dosi massicce dalle case farmaceutiche e una maggior capacità di somministrazione da parte della macchina sanitaria – che l’obiettivo invece venga centrato, perchè è il modo più sicuro per arginare e sconfiggere la diffusione del virus.

Le somministrazioni in Puglia

La situazione nella nostra provincia

Ma com’è la situazione nella nostra provincia? Diciamo subito che, alle 17.10 di questa sera, in Italia sono state somministrate 16 milioni e 415mila circa di dosi, delle quali 4 milioni e 830mila con seconda dose. Tenete conto che nel nostro Paese ci sono 59 milioni e 260mila circa abitanti: chiaro che inoculare a tutti la prima dose significa, da oggi in poi e al ritmo di 500mila dosi quotidiane, giungere a coprire i restanti 42 milioni e 845mila abitanti in poco meno di 3 mesi, per poi ovviamente allungare questo periodo di tempo per coprire tutti anche con la seconda dose. Però, parliamo in numeri assoluti, perchè per raggiungere l’immunità di gregge gli esperti osservano che occorra vaccinare il 65%-70% della popolazione.
Detto questo, e sempre auspicando che la distribuzione del vaccino all’Italia non subisca più ritardi da parte delle case farmaceutiche, vediamo dalle nostre parti come stiamo messi.
In Puglia, sempre alle 17.10 odierne, sono state consegnate 1.247.000 circa di dosi, mentre somministrate 1.067.000 circa, e cioè l’85,6%. Nella nostra provincia, come già detto, sono state somministrate 144.276 dosi di vaccino, delle quali 106.202 prime dosi e 38.073 seconde dosi. Il numero degli abitanti è di circa 560mila, per cui siamo a meno del 20% della copertura: all’appello mancano 454mila circa abitanti. In definitiva, il conto è semplice: per giungere da qui a tre mesi alla copertura totale (e parliamo sempre di prima dose) occorrerebbe somministrare 5.000 dosi giornaliere, 150.000 al mese.

Hub sul territorio: sembrano così pochi

Ora, comprendiamo che questi numeri mettano apprensione nel cittadino: quando si parla di milioni di dosi, di percentuali alte e di vaccinazioni che ‘corrono’, forse bisognerebbe analizzare meglio le cifre che ci propinano.
Certo, non è facile gestire una realtà come questa: non vorremmo essere nei panni di chi ci governa. Però, di grazia, ci sono cosette che forse andrebbero migliorate. Restando, appunto, nella nostra provincia, che è quella che crediamo di conoscere meglio, ci chiediamo come mai non si possano aumentare gli hub vaccinali sul territorio. E cioè: possibile che ci siano persone – soprattutto i più fragili e gli anziani – costrette a spostarsi da un comune all’altro, spesso con difficoltà (non tutti hanno l’auto o figli o amici disponibili nell’accompagnamento), per potersi vaccinare? Manca il personale sanitario? In altre regioni hanno chiamato gli studenti di Scienze Infermieristiche (al terzo anno). E poi ci risulta che in uno degli ultimi decreti legge sia stato tolto il vincolo contrattuale, per cui si potrebbe ricorrere – naturalmente dietro compenso – a personale della Sanità privata.

Coinvolgimento dei medici di base con… 1 o 2 flaconi

Inoltre, senza per questo star dietro a voci che segnalano vaccinazioni per i furbetti (ma casi in Puglia ce ne sono, visto che lo stesso assessore alla Sanità, Lopalco, parla di uno 0,7%, leggi https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/covid-news-h-24/1294913/furbetti-dei-vaccini-in-puglia-solo-lo-0-7-delle-dosi-somministrate-alla-categoria-altro.html), ci chiediamo il perchè si squillino le trombe per il coinvolgimento dei medici di base quando questi ultimi – almeno qui a Taranto – ricevono un flacone (sei dosi), al massimo due, per le vaccinazioni domiciliari e, com’è accaduto proprio oggi, hanno dovuto attendere ore per ritirarlo nel centro distribuzione Asl di via Ancona, in cui addirittura si paventava non dovessero nemmeno arivare?
Perchè questo coinvolgimento dei medici di base senza però una comunicazione seria ed efficace sta, purtroppo, scatenando le ire di tanti cittadini che credono di potersi vaccinare facilmente negli studi: non sarebbe il caso da parte dell’Azienda sanitaria parlare chiaro e trasmettere al cittadino come stanno veramente le cose, evitando così che il cittadino se la prenda con i medici di famiglia?
Morale. Come già accennato, non è facile combattere il virus con il vaccino e contemporaneamente far fronte ai numeri del contagio che restano ancora alti (specie i decessi). L’Italia sta pagando, tra l’altro, i tagli scellerati alla Sanità pubblica nel corso degli anni: ha avuto in ogni caso una capacità di reazione notevole, va detto. Però, sarebbe auspicabile una maggior organizzazione sul territorio – e parliamo del nostro, s’intende – affinchè la nostra situazione migliori e si possa guardare ai prossimi mesi con più fiducia. La ripresa di un Paese, di un territorio passano anche da tutto ciò.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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