Ex Ilva, Fiom e Uilm: mobilitazione l’11 maggio

 

Le due organizzazioni sindacali hanno deciso di riprogrammare la mobilitazione inizialmente indetta per venerdì in occasione dell'incontro al MiSE
pubblicato il 21 Aprile 2021, 17:35
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Dopo la convocazione del Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti per il prossimo 11 maggio 2021 alle ore 14:30 a Roma, Fiom e Uilm Taranto hanno deciso di riprogrammare la mobilitazione di sciopero e manifestazione indetto per venerdì 23 aprile, al cui annuncio è seguita la convocazione del MiSE, per la data della convocazione in sede ministeriale il prossimo 11 maggio.

Fiom e Uilm ritengono “inammissibile che si sia arrivati ad un investimento di 400 milioni da parte di Invitalia, attraverso i contributi in conto capitale assegnati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, senza che vi sia stato un confronto con le parti sociali e senza conoscere nel dettaglio gli accordi sottoscritti dal governo il 4 marzo e il 10 dicembre 2019“.

Inoltre, in merito alle condizioni sospensive necessarie a perfezionare l’acquisto dei rami d’azienda di Ilva, secondo quanto comunicato da ArcelorMittal, “sembra non esserci la questione relativa all’accordo sindacale. Pertanto, le scriventi organizzazioni sindacali proseguiranno con le assemblee per illustrare la piattaforma rivendicativa riprogrammando la mobilitazione del 23 aprile per la data della convocazione in sede ministeriale il prossimo 11 maggio”.

Nella piattaforma rivendicativa le Segreterie Provinciali RR.SS.UU. ArcelorMittal e Appalto Fiom e Uilm dicono “No ai licenziamenti discriminatori e reintegro dei lavoratori illegittimamente licenziati; che l’ingresso di Invitalia sia necessario a garantire un reale processo di risanamento ambientale e di piena occupazione; Individuazione di risorse economiche dedicate esclusivamente alla realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; Introduzione di misure a salvaguardia della salute dei lavoratori e dei cittadini; Corretto utilizzo della cassa integrazione; Salvaguardia della clausola occupazionale per i lavoratori di Ilva in AS, così come previsto dall’accordo del 6 settembre 2018; maggiore trasparenza della gestione commissariale di Ilva in AS su bonifiche e interventi mirati alla salvaguardia degli impianti; sull’appalto la situazione è al limite del collasso e ArcelorMittal è responsabile di quanto sta avvenendo all’interno dello stabilimento siderurgico: ci sono molti lavoratori che non percepiscono lo stipendio da mesi e che subiscono un continuo attacco in merito all’utilizzo del dumping contrattuale che contribuisce a comprimere salario e diritti; Riconoscimento di lavori usuranti; Amianto: Portare a termine lo smaltimento dell’amianto residuo in azienda in tempi celeri riconoscendo altresì, ai lavoratori ex Ilva e di appalto, i benefici previdenziali previsti per l’attuale normativa per esposizioni da amianto”.

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