“La Superlega è una boiata pazzesca”

 

Maiellaro e Spagnulo, tra gli altri, bocciano il calcio dei ricchi
pubblicato il 20 Aprile 2021, 18:36
6 mins

Se anche il TG di Rai Uno – edizione delle 13.30 di ieri – dedica l’apertura, con ben tre servizi, al clamoroso ribaltone dei dodici club europei che si uniscono tra loro per farsi una Superlega, mettendo in secondo piano gli aggiornamenti sulla pandemia, significa che ormai il calcio è diventato un potente veicolo comunicativo dietro il quale si nascondono intrecci di politica e finanza. Dunque, anche a livello locale, non possiamo ignorare quello che è l’argomento del giorno.

Abbiamo chiesto ad alcuni personaggi del mondo del calcio tarantino cosa ne pensano. All’unanimità l’ipotesi Superlega è stata bocciata con tanto di tripla matita rossa sotto la parola ad evidenziarne il grossolano errore in un momento in cui, forse, le priorità dovrebbero essere altre.

Pietro Maiellaro indimenticato numero 10 di uno dei migliori Taranto di sempre: “Sono incredulo. Purtroppo stiamo andando di male in peggio. Credo si tratti esclusivamente di una questione di rientro dai debiti accumulati da questi club negli ultimi anni; una manovra per portare in pareggio i bilanci. E’ una questione di strategie economico-finanziarie perché questa banca americana (JP Morgan, ndc) sta mettendo sul piatto tanti soldi per coinvolgere i club, i quali costituendo una Superlega, magari riusciranno, a ripianare i debiti. Questo calcio, gli interessi economici che ci sono intorno, lo stanno portando alla rovina.I calciatori guadagnano troppo, dovrebbero ridursi l’ingaggio. Non è più il calcio di una volta che aveva una sua credibilità. Adesso è tutto virtuale, per me uno schifo totale. Consentitemi, infine, di mandare un abbraccio virtuale a tutti i tifosi del Taranto ed un in bocca al lupo al club per il finale di stagione.

Vittorio Galigani, ex direttore sportivo, attuale consulente del Taranto FC 1927, profondo conoscitore di politica sportiva: “E’ la dimostrazione di quello che dico e scrivo da anni cioè che l’azienda calcio, la terza industria dello stato italiano è in default. Quindi le società tipo Juventus, Milan, Inter, che sono tutte in crisi finanziaria cosa fanno? Cercano un escamotage per rimettere a posto i loro bilanci. Il problema è che ciò va contro tutte le regole in un Paese come il nostro; il Paese dei campanili come dice Ghirelli da anni . E’ difficile pensare che la gente si arrenda. Non è una cosa piacevole quel che stanno facendo e gli artefici di ciò hanno contro tutte le istituzioni del calcio ma anche politiche. La mia sensazione è che interverranno gli stati e pertanto dovranno fare una clamorosa e ridicola marcia indietro”.

Gianpaolo Spagnulo, ex portiere del Taranto, attuale preparatore dei portieri della Virtus Francavilla in Lega Pro:“Non sono assolutamente d’accordo. Ritengo che lo sport sia basato soprattutto  sulla competizione sportiva e non economica. Va a finire che lo sport lo può praticare ad altissimi livelli solo chi ha i soldi come i grossi club. Per me va boicottata assolutamente questa cosa ed è giusto che resti tutto com’è, con le varie competizioni che già ci sono”.

Francesco Montervino, ex capitano del Napoli, attuale direttore sportivo del Taranto: “La Superlega non è altro che una Lega fatta apposta per quelle società che in questi anni hanno fatto calcio in maniera sbagliata. Club indebitati che hanno trovato l’unico modo per poter mettere in ordine i conti societari.  Si perde quello che è il vero valore dello sport. Un calcio di un certo tipo che diventa un calcio solo per ricchi dando vita ad un altro sport, togliendo ad un ragazzino il sogno di poter giocare grandi partite. Sono assolutamente contrario”.

Mauro Pulpito, presentatore televisivo, grande appassionato di calcio:Che ora venga fuori che questi club lo fanno per il bene del calcio, avendo tramato per mesi questa sorta di colpo di stato, rimane un fatto inqualificabile soprattutto per le modalità. Che il Covid stia rischiando di far saltare il sistema calcio mi sembra talmente evidente ma non sono certo queste le condizioni da dettare.  Le modalità utilizzate sono oscene, seppur uno si sforzi di comprendere come le riforme del calcio europeo siano lontane (2024, ndc). Non si tiene assolutamente conto del merito sportivo, non so che tipo di campionati si andrebbero ad organizzare. Una cosa è trattare e una cosa è scontrarsi. Io sono un milanista sfegatato. Già Milan-Sassuolo di domani pomeriggio per me avrà un’ attesa completamente diversa, sapendo che i giocatori lottano per arrivare tra i primi quattro posti e la società, che di suo, trama per avversare la Champions League. Aspettiamo.Sinceramente penso che,comunque, nella migliore delle ipotesi qualcosa si sia rotto ed il calcio di cui ci siamo innamorati, sia terminato con quel comunicato diffuso l’altra notte. Il resto sarà una novità nei confronti della quale ci appassioneremo di meno e che loro, i potenti, contano, invece, che appassioni le nuove generazioni di tifosi”.

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)