Se lo dice Pillon

 

Frammenti di chiacchiere, discorsi, vite
pubblicato il 18 Aprile 2021, 08:08
9 mins

“Quella che vi propongo oggi è la storia del signor Eefje Spreuters, un 46enne Belga di sesso maschile. Lo stesso, da qualche tempo, afferma di autopercepirsi come donna, e, colto da una crisi mistica, ha chiesto di diventare suora e di entrare in un monastero di suore Clarisse o di suore Trappiste. Dopo il rifiuto, motivato da evidenti ragioni, ha dichiarato di voler arrivare fino in Vaticano per porre rimedio alla vergognosa ingiustizia cui è stato sottoposto.
Sembra una vicenda umoristica ma la faccenda è tutt’altro che ridicola.
Con la legge Zan che all’art. 1 parifica il sesso all’identità di genere, questo signore avrebbe il pieno diritto di entrare in un convento di suore, e chiunque dovesse opporsi si beccherebbe da 2 a 6 anni di galera per “discriminazione”. Massimo rispetto per tutti, ma cerchiamo di mantenere un briciolo di buon senso… #nozan”.

PS: penso presenterò un migliaio di emendamenti per prevenire questa odiosa suorafobia”.

(Simone Pillon, senatore della Lega, post pubblicato su Facebook il 14 Aprile 2021).

Risposte: Fabio S. – Quella che hai scritto è una menzogna. E buon senso vorrebbe che un senatore della Repubblica evitasse di diffondere menzogne. Buon senso vorrebbe anche che un senatore della Repubblica non sprecasse i soldi degli italiani per presentare “un migliaio di emendamenti” rallentando il lavoro del Parlamento nel mezzo di una pandemia.

Cosi P. – Non ce ne frega niente di uno che vuole diventare donna, mi interessa sapere per quale motivo ha approvato il vitalizio a Formigoni, ci parli di questo invece di queste inutilità di cui è ossessionato. Perché a me sconvolge che in un periodo come questo lei voti per dare un privilegio non che uno si vuole ficcare in un convento da suora.

Mirko V. – Io ho sempre desiderato fare la badessa (ma quando avevate privilegi ancora maggiori di ora). Vista la percentuale di vocazioni non so quanto vi convenga discriminare.
A parte gli scherzi mi sembra l’ultimo dei vostri problemi visto che non aprire il sacerdozio alle donne è una della più grandi discriminazione di genere esplicita e implicita, senza motivazione valide né giustificabili se non il patriarcato.

Andrew Z. – Anziché scrivere aneddoti relativi ad un simpatico cittadino belga, ci potresti cortesemente illustrare la motivazione per cui sarebbe una priorità per il paese concedere il VITALIZIO AD UN CONDANNATO PER CORRUZIONE? Dai, spiega ai tuoi seguaci che Formigoni percepirà una pensione di circa 7.000 euro al mese grazie a te, Caliendo e Riccardi.

Enrico N. – Vede Pillon, andare a cercare arbitrariamente casi limite per dimostrare che una legge è secondo lei sbagliata denota soltanto una profonda disonestà intellettuale. Se andiamo a vedere, tutte le norme che tutelano soggetti deboli prestano il fianco a forzature (ammesso che questo caso rientri in qualche fattispecie prevista dal progetto di legge). In definitiva lei agita una vicenda grottesca per negare invece una tutela a moltissime persone che vengono discriminate e violate nella loro quotidianità. Non c’è che dire, lei è soltanto un propagandista da strapazzo.

Damir R. – Ma a te, che te frega? Ma ‘n c’hai gnente de mejo da fa che fatte li cavoli dell’altri? Ma t’ha fregato er posto in convento?

Maria L. – Tra le priorità, quindi, c’era ridare il vitalizio ad un pregiudicato (e condannato) e nell’ordine di migliaia di euro mensili, quando fuori c’è la fame, ma non parlare, però, di garanzia dei diritti umani per tutti? Comunque, la persona di cui parla nel post potrà anche non divenire suora, ma lei le deve il Rispetto di essere reputata e chiamata come desidera: una donna. Senza bisogno sottolinearne il sesso né il nome maschile col titolo di signore.
Ma che discutiamo a fare di Rispetto con voi..

Pietro N. – E siamo arrivati a un mese. È un mese che Fb mi propone i post di questo malato di mente. Fino alla settimana scorsa, sembrava me li proponesse per i commenti dei miei contatti (che giustamente lo asfaltavano), ma adesso nemmeno più questo. Mi mostra i suoi post medievali e basta. Ma io non li voglio vedere, mi fa ribrezzo, toglietemelo da davanti vi prego. È una tortura.

Francesco D. – Se avessi 3 desideri da esaudire, uno sarebbe vedere la cronologia del suo computer. Chissà le risate.

Marlene B. – Ma davvero sei lo stesso che 2 anni fa si commentava gli stati da solo?!!!! Seriamente c’è gente che ancora ti prende sul serio?

C. Anto U. – Ma chi sei? Se non sbaglio sei un nostro dipendente!!! A parte che non sarebbero caxxi tuoi, io credo che oltre ad essere approvata la legge Zan, dovrebbe contenere che, chiunque si intrufoli nelle vite personali di gente che non “chiede consigli”… vada, non in galera ma, a scuola a studiare Storia ed Educazione Civica, ininterrottamente per 10 anni… Poi per me, tutta la vita una Suora Trans, rispetto ad un fascio-leghista libero.

Valentina G. – Scusi, ma non quindi non ho capito, la sua è una questione di intolleranza religiosa, transfobia, omofobia oppure la disturba pensare che una suora possa essere pene munita? No, perché io sono stata cresciuta dalle suore, e le dico, la barba L’avevano tutte, però non giurerei che fossero senza pene.

Alessandro D. – Con la legge Zan il signore non avrebbe la possibilità né di diventare suora, né di partecipare a competizioni sportive femminili, né di rientrare nelle quote rosa. Inoltre, in nessuna maniera chi dovesse opporsi ideologicamente alle sue richieste sarebbe passibile di denuncia.
La legge Zan non introduce alcun reato d’opinione… si tratta semplicemente di un’aggravante che integra la legislazione già esistente per inasprire le sanzioni riferite a illeciti motivati da discriminazione di genere, orientamento sessuale, condizioni fisiche.
I suoi sono assurdi deliri, disinformazione pura, mentre il suo compito, come del resto quello dei suoi colleghi, dovrebbe essere tutelare il benessere dell’intera collettività, non fare demagogia distorcendo la realtà.

Gian Paolo C. – Prima di scrivere post insulsi e falsi come questo bisognerebbe studiare un minimo. Magari non soltanto il disegno di legge che Lei continua ad avversare null’altro avendo da fare, ma anche e soprattutto l’ordinamento ecclesiastico e le norme dello Stato Vaticano. Vabbé troppo impegnativo. Più facile continuare ad imboccare cazzate a qualche Suo elettore. Omaggi.

Patrizia C. – Senatore, (e già rabbrividisco all’idea che lei possa ricoprire tale ruolo) lei sta facendo pura disinformazione, mentre il suo dovere sarebbe quello di tutelare il benessere dell’intera collettività. Lei mi pare che stia occupando quel posto per trovare riparo e conforto alle sue numerose fobie. Ha mai pensato di lasciare la politica e intraprendere un percorso di recupero psicofisico? Anche perché mi pare parecchio logorato per la sua età. L’odio fa male.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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