Molluschicoltura, un tavolo di confronto per disegnare il futuro

 

Incontro online fra enti di ricerca, istituzioni e imprese per discutere gli scenari di sviluppo della più tradizionale delle professioni tarantine.
pubblicato il 17 Aprile 2021, 12:20
2 mins

Spesso trascurato rispetto all’industria e ai servizi, il settore primario resta la base di ogni sviluppo economico e in tempi in cui si discute di transizione ecologica e di nuovi modelli di sviluppo spesso ci si trova a riscoprire pratiche e saperi antichi.

Nel territorio tarantino nulla è più tradizionale della molluschicoltura. Questa professione, però, fatica ancora a superare lo stadio artigianale e a proiettarsi nel terzo millennio, come permetterebbero le attuali conoscenze scientifiche e gli strumenti normativi.

Parte da queste considerazioni il tavolo tecnico di confronto con i molluschicoltori organizzato nell’ambito del progetto Acquacoltura pugliese 4.0 e moderato dal dott. Giovanni Fanelli del Talassografico di Taranto (IRSA-CNR). L’incontro (tenutosi, ovviamente, online) ha visto la partecipazione di un folto contingente di rappresentanti dei produttori, i quali hanno dialogato con rappresentanti delle istituzioni (Comune, Regione e ASL) e degli enti di ricerca (CNR e Università del Salento).

Diversi gli spunti (alcuni molto tecnici) emersi nelle oltre due ore di dialogo. In particolare, è stata sottolineata la necessità di riportare nella piena regolarità alcuni insediamenti presenti in Mar Piccolo (fondamentale, in questo, il lavoro che si sta compiendo per la redazione del nuovo piano comunale delle coste). Questa necessità va di pari passo con quella di regolamentare meglio il sistema delle concessioni in dialogo non soltanto con i produttori, ma anche e soprattutto con la comunità scientifica, per evitare il rischio di sovraccaricare le possibilità del bacino di Mar Piccolo.

Altro tema che sicuramente attirerà, per il futuro, l’attenzione di molti, è anche quello di prevedere specifiche etichette geografiche che non solo tutelino il prodotto, ma che possano anche costituire lo sviluppo, per il futuro, di un marchio da pubblicizzare come già accaduto con successo per molti prodotti agroalimentari tipici in giro per l’Italia. In ultimo, merita di essere sottolineato anche il tema della compatibilità ambientale. Su questo molto può fare il dialogo fra i produttori e il mondo della ricerca. Per approfondire questo tema vi consigliamo di leggere (o ascoltare) la nostra intervista al dott. Fanelli di qualche mese fa, che ci ricorda come tradizione e innovazione tecnologica possano andare a braccetto per disegnare un futuro migliore.

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