Ex Ilva, il Consiglio di Stato viatico per il futuro

 

Il bilancio 2020 di Acciaierie Italia sarà approvato entro il 30 giugno: si aspetterà comunque la sentenza del Consiglio Stato del prossimo 13 maggio
pubblicato il 17 Aprile 2021, 19:32
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Non c’è nessun giallo dietro la prima riunione del Cda di Acciaierie d’Italia spa, rinviata a data da destinarsi. Né un presunto contrasto sull’approvazione del bilancio 2020 di Acciaierie d’Italia (ex AM InvestCO Italy), la newco attraverso la quale ArcelorMittal gestisce in fitto gli impianti ex Ilva in Italia.

Il rinvio della riunione e della conseguente approvazione, è infatti legato a quanto deciderà il Consiglio di Stato il prossimo 13 maggio. Quando i giudici di Palazzo Spada si esprimeranno nel merito sul ricorso di ArcelorMittal Italia ed Ilva in AS (affiancati da Invitalia), avverso la decisione del Tar di Lecce dello scorso 13 febbraio sull’ordinanza del febbraio 2020 del sindaco del comune di Taranto, Rinaldo Melucci.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/03/12/ex-ilva-consiglio-di-stato-sospende-sentenza-tar3/)

Del resto, la spiegazione sull’attesa è facilmente comprensibile. Non soltanto per una questione di rispetto istituzionale nei confronti del Consiglio di Stato e del procedimento in corso. Ma anche per una questione economica: perché qualora i giudici si esprimeranno a favore dell’ordinanza, con il conseguente spegnimento degli impianti dell’area a caldo, il valore patrimoniale degli stessi calerebbe vertiginosamente, fattore che inciderebbe non poco sul bilancio in questione. Che andrebbe completamente rivisto.

Ciò detto, non vi è comunque alcuna fretta, visto che dall’anno scorso i bilanci societari possono essere approvati entro il 30 giugno, causa pandemia Covid-19 e non entro il 30 aprile come in epoca pre-pandemia. Lo ha stabiito l’art. 106 del DL 18/2020 convertito in legge che ha riconosciuto, in estrema sintesi, la possibilità di convocare l’assemblea per approvare i bilanci entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio (in deroga a quanto previsto dagli artt. 2364 comma 2 e 2478-bis c.c. o alle diverse disposizioni statutarie comma 1).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/04/14/ex-ilva-lo-stato-ha-il-38-delle-quote-per-ora2/)

Inoltre, anche qualora i tre membri del Cda in capo ad Invitalia dovessero esprimere parere negativo o astenersi sull’approvazione del bilancio, quest’ultimo verrebbe approvato lo stesso in quanto, soltanto per l’anno 2020, il voto del Ceo ha un peso doppio. Stessa cosa dicasi per l’assemblea. Il tutto, lo ripetiamo, solo per il 2020, perché per il bilancio 2021 sarà tutto diverso. Tutto ciò non ha impedito l’assemblea straordinaria che ha formalizzato l’ingresso di Invitalia nel capitale sociale di AM InvestCO Italia.

Il tutto è ampiamente regolato dall’accordo dello scorso 10 dicembre, informano fonti vicine al dossier, che è stato blindato proprio per evitare di perdersi in mille cavilli burocratici ed amministrativi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/04/14/22da-oggi-lex-ilva-sara-accierie-ditalia/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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