Puglia in zona rossa. Smentito Lopalco

 

L'assessore alla Sanità era ottimista ma i dati parlano chiaro. Le preoccupazioni dei medici
pubblicato il 16 Aprile 2021, 21:57
5 mins

A un mese dall’ingresso nella zona rossa la situazione in Puglia resta critica; dagli ultimi dati raccolti a livello nazionale, nonostante l’Rt inferiore a 1, risulta un’incidenza settimanale di 261 casi su 100.000 abitanti e una soglia di occupazione delle terapie intensive del 47% (su una media nazionale del 37%, dati del portale Agenas al 15 aprile): numeri ancora troppo alti per passare in zona arancione.

 

Basti pensare che il 15 aprile la Puglia registrava il numero più alto in Italia per ingressi in terapie intensive giornaliere (34).

Per la quinta settimana consecutiva, pertanto, nella nostra regione saranno valide le misure restrittive della zona rossa, così come in Sardegna e Valle d’Aosta.

In miglioramento generale la situazione nel resto d’Italia, con il resto del regioni in zona arancione.

Le condizioni ancora problematiche del territorio pugliese erano state anticipate dall‘Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), che nella mappa europea epidemiologica aveva classificato la regione come fascia ad alto rischio Covid (rosso scuro), insieme a Piemonte e Valle d’Aosta (aggiornamento basato sui dati del 15 aprile).

Il report settimanale dell’I.S.S., inoltre, pur classificando la regione come zona a rischio moderato per il trend dei casi in diminuzione, riporta numerose allerte per quel che riguarda la pressione sul sistema sanitario: si segnala, infatti, un sovraccarico delle terapie intensive e dei posti letto in aree mediche per pazienti Covid-19.

I dati smentiscono le previsioni di Lopalco, ancora alta la pressione sul sistema sanitario

 

Smentite, quindi, le fin troppo ottimistiche previsioni di Pierluigi Lopalco, assessore alla Sanità della regione Puglia, che due giorni fa si era sbilanciato durante una trasmissione televisiva affermando che “Siamo sicuramente con dei numeri da zona arancione, addirittura l’Rt è inferiore a 1”.

“Se fosse solo per l’Rt saremmo addirittura in zona gialla” aveva dichiarato l’epidemiologo, precisando subito dopo che “la circolazione virale è ancora alta ma è scesa sotto i 250 casi per 100.000 abitanti”.

Tuttavia, la nuova impennata dei casi registrati negli ultimi giorni in Puglia (1.867 secondo il bollettino regionale del 15 aprile) ha spento ogni residua speranza di allentamento delle misure restrittive.

La collocazione della Puglia in zona rossa non è bastata, però, a ottenere risultati significativi, dal momento che le criticità evidenziate nelle scorse settimane continuano a persistere.

Le misure restrittive, spesso non rispettate dai cittadini con il pretesto della mancanza di controlli, sembrano per ora gravare soprattutto sugli esercizi commerciali e gli istituti scolastici ancora chiusi, aggravando la situazione di un territorio ormai allo stremo.

 

I sindacati dei medici pugliesi denunciano: “È un fallimento, vogliamo i Nas”

 

Pochi giorni fa numerose associazioni sindacali di medici, anestesisti e rianimatori pugliesi hanno rivolto al ministro della Salute, Roberto Speranza, una lettera in cui si definisce fallimentare la gestione della pandemia ad opera dei vertici regionali.

“La pandemia sta travolgendo la popolazione pugliese e la macchina organizzativa della sanità regionale” hanno affermato, denunciando la “mancanza di una progettualità rivolta alle strutture e al personale sanitario“, in conseguenza di una sottovalutazione dell’evoluzione dei contagi da marzo in poi.

Numerosi i punti critici evidenziati dai medici nel comunicato: dallo scarso numero di tamponi effettuati, indicato come causa principale del tilt del contact tracing, alla pressione sul sistema sanitario, in particolare occupazione di posti letto in ambito medico e in terapia intensiva superiore alla soglia di allarme.

A questo si aggiungono una confusione nella conduzione della campagna vaccinale che ha portato la Puglia ad essere citata come esempio negativo dal Financial Times ed una letalità superiore a quella delle altre regioni.

Un’analisi lucida, durissima e, purtroppo, corrispondente alla reale situazione del territorio, per di più proveniente dalla voce autorevole di chi sta combattendo quotidianamente sul campo per contrastare il dilagare, ormai incontrollato, del virus.

Il comunicato termina con una richiesta di intervento dello Stato, anche attraverso il nucleo locale dei NAS, al fine di verificare la conformità alla normativa delle condizioni in cui operano le strutture ospedaliere e para-ospedaliere della Puglia.

“Non si tratta di mancanza di fiducia nelle istituzioni regionali ma della constatazione di un fallimento“: è questa la sconfortante conclusione delle associazioni sindacali dei medici pugliesi, una constatazione in cui è racchiusa tutta l’amarezza  per le sorti ancora incerte della nostra regione.

di Marialaura Paletta

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Un Commento a: Puglia in zona rossa. Smentito Lopalco

  1. Fra

    Aprile 17th, 2021

    Devono dimettersi siamo pieni di incapaci

    Rispondi

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