La Valenzano ha detto no ad Emiliano

 

Il custode giudiziario degli impianti dell'area a caldo dell'ex Ilva ha rifiuto il nuovo incarico, il Coordinamento Inter-agenziale Salute e Ambiente della Regione Puglia
pubblicato il 15 Aprile 2021, 19:56
2 mins

La notizia ci era giunta nella tarda serata di ieri. Ma abbiamo atteso per ottenere le relative conferme. L’ing. Barbara Valenzano, non pare ci siano dubbi, avrebbe rifiutato il nuovo ruolo assegnatole ieri dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ovvero il Coordinamento Inter-agenziale Salute e Ambiente della Regione Puglia. Di fatto sarebbe diventata la responsabile dell’AReSS, l’Agenzia Strategica Regionale per la Salute e il Sociale.

La Valenzano, secondo quanto previsto in origine, si sarebbe dovuta occupare di coordinare le attività di progettazione ed attuazione di modelli sperimentali di riorganizzazione dei servizi socio-sanitari per la prevenzione e la sorveglianza degli effetti sanitari dell’inquinamento ambientale; dell’incarico di supportare le attività di monitoraggio e controllo per la tuteladell’ambiente nell’area industriale di Taranto; di coordinare i progetti regionali a valere sul piano di finanziamento comunitario denominato Just Transition Fund; di rappresentare per le materie oggetto del presente decreto, la Regione Puglia al tavolo del CIS Taranto; supportare tecnicamente la Regione nell’ambito del piano di decarbonizzazionedell’ex Ilva di Taranto; e di supportare tecnicamente i programmi regionali per la decarbonizzazione.

Forse, il braccio destro di Emiliano nel settore ambientale, si sarebbe aspettata qualcosa di più. Un riconoscimento maggiore. Forse un ruolo più in alto dopo aver ricoperto negli ultimi cinque anni e mezzo il ruolo di direttore del Dipartimento mobilità, della qualità urbana, delle opere pubbliche e del paesaggio, e contemporaneamente dal 2017 di segretario generale dell’Autorità di Bacino della Puglia. In pratica tutto cià che riguardava il settore ambiente (e non solo) della Regione Puglia passava dalla sua scrivania.

Non sappiamo dunque cosa accadrà adesso. E quale sarà il futuro dell’attuale custode giudiziario degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva (che entro 12 mesi potrebbero essere anche dissequestrati). Certo, averle dato un nuovo ruolo specifico su Taranto, il giorno prima dell’ingresso ufficiale dello Stato nella gestione del siderurgico, era parsa l’ennesima mossa tattica del presidente Emiliano. Che però pare non essere andata a buon fine. Staremo a vedere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/04/14/nuovo-incarico-per-la-valenzano-con-vista-su-taranto/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: La Valenzano ha detto no ad Emiliano

  1. Fra

    Aprile 16th, 2021

    Che vergogna di presidente ,e lui non molla

    Rispondi

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