Ex Ilva, i sindacati: “Ora con il governo cambio di passo”

 

I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm chiedono all'esecutivo un'accelerazione della vertenza dopo l'ingresso di Invitalia in AM InvestCO Italy
pubblicato il 15 Aprile 2021, 19:00
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“La conclusione formale della prima fase del percorso di ingresso di capitale pubblico in ArcelorMittal attraverso Invitalia, rappresenta un passo nella direzione tracciata dall’accordo con il Governo. Da oggi l’ex Ilva è formalmente una società pubblico-privata e può avviarsi e consolidarsi un percorso che consenta di recuperare i colpevoli ritardi nel rilancio delle strategie industriali, ambientali, e occupazionali del gruppo siderurgico”. E’ quanto affermano Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia. 

“Le conseguenze di questa operazione che porterà a maggio 2022 alla separazione delle attività e delle passività di bilancio (comprese le quote di passività residua dell’affitto e dell’acquisto dei rami di azienda ex Ilva) carica sul nuovo soggetto societario, Acciaierie d’Italia, un’eredità sicuramente pesante. Un’eredità pesante non solo in termini finanziari, ma di condizione generale degli impianti, di mancata innovazione tecnologica, di condizioni di ambiente e sicurezza, di incertezza occupazionale appesantita anche da recenti decisioni inaccettabili e surreali nella gestione delle relazioni sindacali e industriali” proseguono i due esponenti della Fiom. 

“Per queste ragioni la decisione di oggi deve essere parte di una scelta più generale che colloca le prospettive di  Acciaierie d’Italia dentro il piano nazionale per la siderurgia e l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund, da discutere in un confronto urgente con le parti. La decisione dello sciopero dello stabilimento di Taranto e le tensioni in tutti gli stabilimenti del gruppo hanno quindi un fondamento legato sia alla necessità di difendere gli impegni e i vincoli occupazionali dell’accordo di settembre del 2018, sia di garantire una transizione sostenibile sul piano industriale e ambientale” concludono Re David e Venturi.  

Per il segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia “con l’annuncio della nascita di Acciaierie d’Italia partecipata dallo Stato finalmente dopo mesi registriamo un atto concreto che deve sbloccare la situazione di stallo della vertenza. Ora bisogna recuperare il troppo tempo perso. Chiediamo per questo da subito all’azienda di dar vita al piano di potenziamento produttivo e manutenzione per riattivare gli impianti e riassorbire al più presto i troppi lavoratori in cassa integrazione”. Contemporaneamente “chiediamo di riprendere a breve il confronto sindacale sulle scelte del piano industriale e sulla gestione dell’occupazione che eviti esuberi strutturali. Ricordiamo che il raggiungimento di un accordo sindacale è condizione fondamentale per dare gambe al piano. Per questo chiediamo anche al governo una ripresa del dialogo sociale e un concreto impegno di garanzia sul fronte occupazionale, anche per i lavoratori in Ilva AS, soprattutto ora che con questa scelta, parteciperà, operativamente e attivamente con capitale pubblico al rilancio definitivo del polo siderurgico” prosegue Benaglia. “Ci aspettiamo un cambio di passo anche nelle relazioni sindacali che metta al centro la capacità di produrre risultati e che punti ad una costruzione condivisa e partecipata delle scelte che verranno messe in campo” conclude Benaglia.

“Con l’ingresso dello Stato si chiude una fase di disastri, con licenziamenti, repressioni e un controllo autoritario degli stabilimenti. Ci auguriamo che ora si possa ristabilire un normale rapporto sia con i lavoratori, con le organizzazioni sindacali e con i cittadini. Si può recuperare il tempo perso solo con azioni concrete: evitare migliaia di lavoratori in cig, avviare un solido percorso di transizione ecologica e di produzione ecosostenibile attraverso l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund e un piano industriale che preveda zero esuberi, la massima occupazione e l’accelerazione del piano di risanamento ambientale”. Lo ha dichiarato Rocco Palombella, segretario generale Uilm, intervenendo al Tgcom 24. “Bisogna aprire una nuova fase di distensione – conclude – Anche il cambiamento del nome può portare un messaggio positivo perché ormai in Italia ArcelorMittal non ha una reputazione memorabile, anzi da cancellare. Vogliamo che il Governo segua direttamente questa vertenza”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/04/14/ex-ilva-lo-stato-ha-il-38-delle-quote-per-ora2/)

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