Vertenza IDS, sciopero anche a Taranto

 

"I lavoratori di Pisa, Napoli e Taranto scioperano contro il ricatto occupazionale"
pubblicato il 12 Aprile 2021, 18:49
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A seguito delle assemblee dei lavoratori IDS di Pisa, Napoli e Taranto, svoltesi quest’oggi, le Rsu dei vari siti produttivi hanno proclamato un pacchetto di ore di sciopero, “sia contro il ricatto occupazionale posto dall’azienda come condizione vincolante alla vendita e sia contro l’accordo firmato da sindacati minoritari in deroga al blocco dei licenziamenti”.

Lo sciopero di 4 ore si effettuerà con le seguente modalità: 2 ore il giorno 12 aprile dalle ore 14 alle ore 16 altre 2 ore in questa settimana. Durante lo sciopero è stato fatto anche un presidio davanti l’entrata di ogni stabilimento.

“I lavoratori non intendono sottostare a nessun ricatto, ritengono l’accordo sindacalmente grave in quanto lascia mano libera all’azienda di poter andare a fare pressione sui lavoratori che hanno il pieno diritto di non essere licenziati, ma soprattutto manca l’acquirente, un piano industriale, l’impegno per la salvaguardia di tutte le sedi, dell’occupazione e quindi le minime garanzie sul futuro del gruppo” afferma Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Gruppo IDS.

“La posizione di tutte le Organizzazioni sindacali è sempre stata quella di pretendere la presenza al tavolo del nuovo acquirente, (si parla di una importante società a maggioranza pubblica) appare quindi incomprensibile come si possa essere arrivare a firmare un accordo senza garanzie – prosegue -. Altresì, l’intesa presenta elementi di illegittimità in quanto da una parte si dice che i dipendenti eventualmente interessati all’accettazione dell’incentivo all’esodo dovranno sottoscrivere un accordo individuale, ma la IDS si riserva di rifiutare le candidature dei dipendenti che a suo giudizio non possono riconoscergli l’incentivo, (si parla di 4 mensilitá) quindi di fatto non esiste nessuna volontarietà, sceglie semplicemente l’azienda, così come ha sempre dichiarato in tutti gli incontri. Riguardo la democrazia i lavoratori non si fanno prendere in giro da nessuno, sui diritti indisponibili non esistono votazioni” concludono dalla Fiom.

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