Il rumore della “fiction”

 

Frammenti di chiacchiere, discorsi, vite
pubblicato il 10 Aprile 2021, 08:34
10 mins

24 Marzo – Dopo la prima puntata di “Svegliati amore mio” alcuni commenti su Facebook: “Piero P. – Non se ne può più. È troppo per un cuore di mamma, da sopportare. Perché la natura dice che sia un figlio a dover vedere morire la propria mamma e non il contrario”.

“Agnese R. – Film forte, molto forte, straziante, che ricalca a pieno la vita reale. Emozioni infinite”.

“Diana L. – Io sono di Lecce e vengo a Taranto molto spesso perché è una città bellissima e ha un mare meraviglioso. Non ho mai visto niente di quello che hanno fatto vedere ieri sera nella fiction, è stato tutto troppo esagerato. Sembrava una tempesta di sabbia nel deserto del Sahara, Taranto non è assolutamente così! Io spero veramente che Taranto riesca prima o poi a riscattarsi, che venga scoperta da tutti come la bellissima città che è”.

“Paola C. – Una storia che mi ha fatto rivivere la storia di due miei figli che sono stati colpiti da cancro non ti nascondo che per in momento sono stata tentata a cambiare canale, tanto era forte l’emozione nel ricordare quei brutti momenti, ma poi l’ho seguito tutto, i miei figli oggi stanno bene, fanno semplici controlli di routine, ringrazio il Signore”.

“Daniela D. – Mi sono rivista da bambina che andavo da mia nonna al quartiere Tamburi e dovevo stare attenta a non toccare nulla. Ogni volta che andavamo a portare un fiore al nonno che purtroppo non ce l’ha fatta, al ritorno tutti in doccia e cambio di abiti. E vedere la scena delle polveri del minerale, dei manifesti dei bimbi morti, mi ha fatto ricordare me da bambina che guardavo i manifesti di amichetti che purtroppo non ce l’hanno fatta. Il ricordo più crudo è il latte Fiore che ci davano tutte le mattine a scuola. E mi fa male che ancora a 42 anni esiste quel maledetto mostro d’acciaio”.

“Lisa T. – Sabrina Ferilli, grazie per questa testimonianza anche se sarà difficile continuare a vederla. È un dolore immenso guardarla. Troppe realtà vissute sulla nostra pelle e passate inosservate dallo stato che ci ignora. Però almeno se ne parla, grazie”.

“Anna D. – È stato un bene non nominare Taranto, perché la nostra città non è proprio così. Per fortuna è ancora stupenda nonostante l’inquinamento (esagerato nella fiction)”.

1 Aprile – Seconda puntata: “Maria M. – Mi ha toccato tantissimo anche perché purtroppo ho una situazione del genere, la sta passando mio figlio di 13 anni e sa cosa vuol dire fare le chemio. Non auguro a nessuno una situazione del genere è una strada molto difficile e purtroppo bisogna affrontare le situazioni di vita che ci arrivano e andare avanti anche se non e facile. Auguro a tutti i bambini e adulti di pensare sempre positivo e di andare avanti sempre, come la medicina che si aggiorna tutti i giorni. Ringrazio tutti i medici del mondo e tutti gli infermieri”.

“Dora R. – Non conviene parlare di Taranto. In questa fiction si parla del problema, ma è meglio non indicare dove”.

“Lisa D. R. – Troppo commovente…. ho rivissuto la storia di mio figlio che un linfoma ci ha portato via”.

“Lidia D. – Una fiction forte carica di sentimento e di verità….mi sono emozionata quando hai (Sabrina Ferilli, NdR) indossato il camice verde e mascherina, sono tornata indietro di 28 anni, ci sono passata, la mia dolce Mamma aveva la leucemia”.

“Maria P. – Non ho mai sentito nessuno parlare di Taranto, sia per quanto riguarda i film e fiction. E comunque ormai siamo famosi in tutto il mondo per quanto riguarda il nostro problema, cosa cambia se non si nomina la città? Nulla, ma va bene che se ne continui a parlare”.

“Annamaria M. – Parla una mamma che due anni fa quelle scene le ha vissute sulla sua pelle! E inutile dire che ripercorrere insieme a te (Sabrina Ferilli) questa storia è stato come riaprire una ferita mai chiusa. Ma è accaduto! La cosa più importante è combattere! Noi ce l’abbiamo fatta, la mia guerriera sta bene !! Ma non dimentico e prego sempre per tutti i piccoli guerrieri che stanno ancora lottando e per chi ora è un angelo”.

“Simone Z. – Invece di stare a criticare ogni cosa, ringraziamo che non hanno nominato Taranto!!! Ai turisti sempre questo dobbiamo far vedere? Basta!!! Taranto non è solo la città dell’Ilva”.

“Marcella B. – Polemica inutile, tra l’altro la fiction è stata girata a Temoli e gli attori parlano in romano…certo ci sono delle similitudini con la nostra città e comunque ben venga se questo può scuotere le coscienze”.

4 Aprile – Arcelor Mittal contesta ad alcuni dipendenti dello stabilimento, citando testualmente il post condiviso su Facebook che invitava a guardare la mini serie “Svegliati Amore mio”, sostenendo che gli stessi avrebbero utilizzato espressioni gravemente lesive dell’immagine e della reputazione aziendale. Arcelor Mittal Italia sottolinea che “riconosce e rispetta la rilevanza artistica e sociale dell’industria del cinema e della televisione, così come di ogni altra forma di espressione artistica e culturale” e che allo stesso tempo “deplora la distribuzione di notizie false e non verificate che a loro volta possano lederne l’immagine ma soprattutto procurare allarme e sconcerto nei lavoratori e nella popolazione”. A seguito di questa presa di posizione scatta la sospensione per due dipendenti che hanno condiviso il post.

7 Aprile – Terza puntata: “Mary J. – Sabrina purtroppo io ho perso mio figlio Matthia il 4 ottobre 2019, aveva 16 anni, tumore raro. La mia vita è finita quel giorno. Una parte di me è andata via con lui. È terribile perdere un figlio ma ancora più terribile perderlo in quel modo atroce. Si consuma giorno dopo giorno sotto i tuoi occhi e tu non puoi fare niente”.

“Carmela e Rosario S. – “Svegliati amore mio” ho deciso di non guardarlo. La prima ora della prima puntata ho pianto all’incirca tre volte. Poi ho deciso di smettere, mi ricordava troppo la figlia di un’amica mia che ho vissuto in prima persona, ringraziando Dio poi è finita bene”.

“Alessandro C. – E’ stato meglio che non abbiano nominato Taranto, si tratta di pura finzione tratta liberamente da una storia vera”.

“Rosa C. – Forse non avete letto l’intervista fatta a Richi Tognazzi. Prima di tutto non è stata girata a Taranto, ha spiegato che ha preso spunto da una storia vera e per caso anche il cognome Santoro è simile. Questo film è secondo lui e Simona Izzo, una denuncia ai tanti casi simili, ci sono ben 42 acciaierie solo che quella di Taranto è la più grande”.

“Mario V. – Bellissima interpretazione. Sarebbe bello lottare tutti insieme per il marcio che in Italia danneggia i nostri figli, come anche in Campania, con la terra dei fuochi che ci sta portando via i nostri angeli innocenti e tante famiglie sono distrutte nel dolore e chi sta in alto gira la faccia della medaglia per guadagnare un pacchetto di interessi economici. Un abbraccio a tutti quei genitori che sono nel profondo di un dolore che mai niente e nessuno può colmare quella innocenza dei loro Angeli”.

“Patrizia L. – Tanta commozione, spero che questa fiction possa far “rumore”, ma tanto!!!”.

L’8 Aprile, per il dipendente Riccardo Cristiello, che secondo l’azienda nel post esprime “affermazioni di carattere lesivo e minaccioso”, la sospensione si tramuta in licenziamento. L’altro operaio, si scusa pubblicamente e incontra i rappresentanti dell’azienda evitando il licenziamento.

“Svegliati amore mio”, la storia che doveva fare “rumore”, l’ha fatto. Il dolore fa rumore, ovunque sia accaduto, anche se è passato del tempo. E per questo motivo dedico l’articolo ad Alessandro, mio fratello.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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