Consiglio Comunale, approvato bilancio di previsione

 

Approvati anche i progetti definitivi per la riqualificazione di Palazzo Carducci e di Vico Novelune, in città vecchia.
pubblicato il 09 Aprile 2021, 22:44
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Torna a riunirsi il Consiglio Comunale di Taranto. La massima assise cittadina, in due giorni di sedute, è chiamata a pronunciarsi su questioni estremamente scottanti per la vita della città; in particolare la definizione delle aliquote IMU e, soprattutto, l’approvazione del Documento Unico di Programmazione e il bilancio di previsione 2021/2023.

Bagarre sulle aliquote IMU

Le imposte municipali non sono mai argomento da trattare a cuor leggero in aula. Non lo sono a maggior ragione in tempi di pandemia.

La discussione, che solitamente si ferma ai classici botta e risposta fra maggioranza e opposizione, questa volta è ulteriormente ritmata da un’autentica raffica di emendamenti. Il primo, proposto dalla Commissione Bilancio, ad un occhio attento può apparire come una frattura fra il Consiglio Comunale e la Giunta guidata dal sindaco Melucci. Si tratta, infatti, della riproposizione di un atto di indirizzo approvato in Consiglio Comunale (contro il parere dei revisori dei conti) un anno fa, quando era in discussione il bilancio 2020-2022. Esso prevedeva, come raccontammo all’epoca (leggi qui per approfondire), una serie di misure di alleggerimento della pressione dei tributi comunali sulle categorie più colpite dalla crisi pandemica. All’epoca l’atto si rese necessario (e fu votato compattamente dall’intera maggioranza) in quanto il bilancio di previsione era stato predisposto quando ancora nulla si immaginava della pandemia. La necessità di riproporre questo orientamento in aula da parte della commissione bilancio evidenzia come esso non fosse stato “automaticamente” recepito nella definizione del regolamento IMU 2021.

L’emendamento, ad ogni modo, è approvato. Non così per altri tre emendamenti, tutti a firma del consigliere di Fratelli d’Italia Giampaolo Vietri. I tre emendamenti prevedevano la riduzione delle aliquote, rispetto a quella massima attualmente applicata, per specifiche categorie di immobili, quali i locali commerciali sfitti privi di forniture attive e le seconde case. Tutti gli emendamenti non hanno ricevuto il parere favorevole di regolarità contabile in quanto impossibile, per gli organi tecnici del Comune, valutare l’impatto negativo che essi avrebbero avuto sul bilancio dell’ente.

Approvato il piano delle alienazioni

Discussione accesa (ça va sans dire) anche sul piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari, ovverosia il piano che include tutti gli immobili di proprietà del Comune attualmente sottoutilizzati o del tutto inutilizzati, che potrebbero essere valorizzati o venduti tramite asta pubblica. Ha fatto discutere, in particolare, l’inclusione di edifici quali i palazzi Mastronuzzi (al Borgo), Delli Ponti e Galeota (in città vecchia), per i quali è stato ipotizzato un futuro come sedi universitarie. In aula è stato spiegato dalla dirigente Sasso che l’inclusione nel piano è un necessario passaggio preliminare per la futura valorizzazione degli immobili.

Città Vecchia, Palazzo Carducci e Vico Novelune verso la definitiva riqualificazione

E a proposito di valorizzazione, sebbene possa essere passato più lontano dai riflettori in quanto non vi è stata discussione animata su questi punti, il Consiglio Comunale ha compiuto un importante passo in avanti verso la riqualificazione del centro storico, approvando i progetti definitivi per il restauro di Palazzo Carducci e del palazzo a cavallo fra via Garibaldi e vico Novelune. Si tratta di due dei tre palazzi storici (l’altro è Palazzo Troilo, in Piazza Duomo) per i quali sono stati previsti specifici finanziamenti nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto (leggi qui i nostri articoli di approfondimento sul CIS).

Bilancio di previsione, fra nuovi mutui e vecchi dissesti

Se i bilanci sono sempre il più caldo dei temi di dibattito, lo sono ancor di più in una città come Taranto che viene fuori da oltre un decennio di dissesto. E allora la discussione sul bilancio di previsione si tramuta in un susseguirsi di reciproche accuse e recriminazioni fra le parti politiche. Ad aprire le danze, ancora una volta, il consigliere Vietri, che accusa il Comune di aver sottoscritto mutui per oltre sessanta milioni di euro (63,5, preciserà poi una nota di Palazzo di Città), contribuendo all’indebitamento dell’ente; una “politica espansiva” – accusa Vietri – insostenibile in questo tempo di pandemia. La risposta dei tecnici comunali (l’indebitamento è ampiamente entro i limiti di legge e, pertanto, non vi sono problemi per le finanze dell’ente) passa, però, in secondo piano rispetto a quella politica del consigliere Cotugno, che invita al silenzio chi proviene da una parte politica che ha portato la città nel dissesto da cui ancora oggi stiamo uscendo. Tanto Vietri quanto l’ex collega di partito Cannone respingono al mittente le accuse, replicando che la maggioranza utilizza impropriamente questo argomento ogni qual volta ci si trova a discutere sui bilanci.

Manca il numero legale, debiti fuori bilancio a rischio

Dopo queste discussioni viene, dunque, approvato il bilancio. Invece non viene ammesso alla discussione dell’aula, per veto delle opposizioni, un ordine del giorno fuori regolamento presentato dal consigliere di maggioranza Zaccheo per esprimere solidarietà al lavoratore licenziato ieri da ArcelorMittal (leggi qui per approfondire).

Dopo questo momento si assiste ad una scena alla quale purtroppo chi segue il consiglio comunale è così abituato da non farci neppure più caso: esauriti i punti “caldi di discussione”, quando all’ordine del giorno restano solo debiti fuori bilancio da approvare, quasi tutti i consiglieri se ne vanno. Spesso le opposizioni (che, va detto, non sono esenti da questo vizio) hanno sottolineato la situazione, uscendo dall’aula in maniera tale da evidenziare la non autosufficienza della maggioranza nel garantire il numero legale. Così anche oggi. La seduta è terminata senza aver esaurito i punti all’ordine del giorno. Questo significa che la ratifica di alcuni debiti non è stata approvata e che essi non potranno essere pagati. Questo potrebbe esporre il Comune al rischio di messa in mora, con “ulteriori aggravi di spesa per il civico ente”, secondo la formula fissa utilizzata dal presidente Lonoce. C’è, dunque, da attendersi una convocazione ad hoc a breve, per evitare questo rischio, che saprebbe tanto di beffa, dopo una giornata passata a parlare proprio di bilanci…

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