Puglia in coda per le vaccinazioni, Emiliano: “Nessuno vuole AstraZeneca”

 

Dai tagli nei vaccini al ritardo nello scudo penale per i medici di base, fino alle irregolarità segnalate dalle Asl: tutte le problematiche e le possibili soluzioni per accelerare la campagna vaccinale pugliese
pubblicato il 08 Aprile 2021, 18:36
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Un altro primato negativo per la regione Puglia, che si posiziona all’ultimo posto nella classifica di YouTrend, che monitora l’indice regionale dei vaccini; combinando una serie di fattori, tra cui la percentuale di dosi usate rispetto a quelle ricevute e l’accelerazione delle vaccinazioni rispetto alla settimana precedente, il portale specializzato nell’analisi dei dati ha evidenziato il notevole ritardo della Puglia rispetto alle altre regioni italiane.

Secondo le previsioni del Lab24, mantenendo il ritmo attuale, l’immunità del 70% della popolazione pugliese sarebbe raggiunta a giugno 2022, con un ritardo di quasi un anno rispetto alla previsione del Governo di agosto 2021.

 

Emiliano, “Il 40% dei pugliesi rifiuta l’AstraZeneca”, spuntano anche irregolarità

 

Ai microfoni de ‘L’aria che tira’, in onda su La7 lo scorso 6 aprile, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha voluto commentare il divario tra la media regionale della somministrazione della prima dose agli over 80 (2,6%) e quella nazionale (14,1%): “Esistono una serie di varianti che intervengono su una struttura che ci siamo dovuti inventare di sana pianta e che, pertanto, non è velocissima. Siamo stati, inoltre, invasi dall’AstraZeneca, che non vuole fare nessuno e che non ha indicazioni per gli over 80 e per i soggetti fragili; al contrario, non abbiamo Pfizer né Moderna”.

In effetti, il taglio delle forniture operato nei mesi scorsi dalla casa farmaceutica Pfizer-BioNTech ha costretto la Protezione Civile a ridurre di un terzo il totale delle dosi destinate alla Puglia a fine marzo; a questo si aggiunge una distribuzione dei vaccini non sempre proporzionata alla popolazione della regione.

Secondo Emiliano, un altro motivo di grande rallentamento nella campagna vaccinale pugliese riguarda l’impiego dei medici di base: “Abbiamo una rete di medici di medicina generale, finora inutilizzata per la mancanza dello scudo penale: questo ci ha fatto perdere molto tempo” ha dichiarato, riferendosi al recente decreto-legge 44/2021, che introduce la non punibilità penale per i vaccinatori.

Il governatore ha sottolineato che in ambito scolastico e militare le vaccinazioni si sono svolte, invece, a ritmo spedito, in virtù delle diverse modalità di somministrazione.

 

Il quadro della campagna vaccinale pugliese è stato ulteriormente complicato da alcune irregolarità, che ci sembra doveroso menzionare.

Successivamente all’ordinanza del generale Figliuolo del 15 marzo 2021, che consentiva la somministrazione delle dosi avanzate a chiunque volesse essere vaccinato, pare che in Puglia molti soggetti privi dei requisiti necessari abbiano beneficiato del vaccino Pfizer, adducendo la motivazione che le dosi fossero “gli avanzi della giornata”; in tal senso, infatti, e non altrimenti, si può interpretare la successiva circolare del coordinatore della cabina di regia regionale per i vaccini, il dottor Michele Conversano, che prevede che le dosi di Pfizer siano utilizzate unicamente per gli over 80, anche in regime domiciliare; insomma, quella che è stata definita la “circolare anti-furbetti” ha cercato di porre ufficialmente rimedio al solito malcostume della raccomandazione, reso ancora più inaccettabile dall’aggravante che sia stato perpetrato ai danni di soggetti estremamente fragili e, per di più, in un momento in cui le dosi del siero Pfizer cominciavano già a scarseggiare.

Ma c’è di più: ben prima dell’ordinanza di Figliuolo, il dottor Arturo Oliva, presidente dell’Ordine dei medici di Brindisi, segnala attraverso regolare denuncia alla Asl la presenza di irregolarità, avvenute nella giornata del 4 gennaio 2021; nello specifico, il medico parla di vaccinazioni effettuate su soggetti che non rientravano nell’ordine di priorità stabilito.

Questo malfunzionamento nella somministrazione dei vaccini è stato segnalato anche in altre regioni ma è inutile sottolineare che, in Puglia, non ha certo contribuito a migliorare una situazione già compromessa dalle motivazioni esposte precedentemente.

Caos AstraZeneca, Locatelli “Consigliato agli over 60” ma spunta lo stop delle Forze Armate

 

Secondo i dati riferiti da Emiliano circa il 40% dei pugliesi rifiuta la vaccinazione con il siero AstraZeneca e la confusione che regna al momento sul territorio nazionale non aiuta a fare chiarezza.

A seguito delle recenti indicazioni dell’Aifa e dell’Ema il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha deciso di destinare il vaccino AstraZeneca “ad uso preferenziale per gli over 60“, dal momento che gli ultimi dati confermano come plausibili e “più frequenti dell’atteso” i casi i trombosi conseguenti all’uso del siero nei soggetti con meno di 60 anni. Tuttavia, il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, ha precisato che “non ci sono elementi per scoraggiare la somministrazione della seconda dose a chi ha già ricevuto la prima”.

Il rischio è che arrivi una comunicazione contraddittoria sui possibili rischi derivanti dall’uso del vaccino di Oxford, generando confusione nei cittadini, e la decisione assunta stamattina nell’ambito delle Forze Armate contribuisce a rendere la situazione ancora più intricata. Dal Servizio Sanitario Militare, infatti, è giunta stamattina la comunicazione di sospensione delle vaccinazioni effettuate con l’AstraZeneca, sia per gli over che per gli under 60; la notizia interessa l’area di Taranto e quella di Brindisi, ma non si esclude che possa riguardare anche altri centri vaccinali sul territorio nazionale.

Una decisione presa in aperto contrasto con quanto dichiarato ieri da Locatelli e da Speranza, che provoca comprensibile sgomento non solo in chi ha già ricevuto la prima dose del siero ma anche in chi deve ancora sottoporsi alla vaccinazione. Probabile, comunque, che la decisione sia stata presa per una rimodulazione, per età, delle somministrazioni.

La sensazione però, ancora una volta, è che manchino direttive univoche e chiare, con la conseguenza di generare panico e preoccupazione nella popolazione.

In arrivo in Puglia oltre 90 mila dosi del vaccino Pfizer, Lopalco ai medici di base: “Ogni vaccino salva una vita”

 

In risposta alle difficoltà emerse dalle dichiarazioni di Emiliano sul tipo di vaccino fornito alle regioni, ecco giungere in questi giorni in Puglia 94.430 dosi di Pfizer, che permetteranno finalmente alla regione di imprimere un’accelerata nella campagna vaccinale.

In Puglia sono state consegnate, dal 27 dicembre ad oggi, 970.745 dosi di vaccino, di cui risultano attualmente somministrate 686.613 (dati ufficiali del Report Vaccini anti Covid-19 del Governo).

Il direttore generale del dipartimento Salute della Regione, Vito Montanaro, ha annunciato che la vaccinazione degli over 80 dovrebbe completarsi entro il 12 aprile.

Il cronoprogramma condiviso da Montanaro è serrato: i direttori generali delle Asl Pugliesi dovranno assicurare un minimo di 18 vaccinazioni all’ora per ciascuna postazione e un’operatività di 12 ore al giorno, inclusi i festivi.

A questo ritmo, la fascia tra i 70 e i 79 anni dovrebbe essere vaccinata entro il 30 aprile, quella tra 60 e 69 anni entro il 15 maggio.

Parallelamente proseguiranno le somministrazioni del siero al personale scolastico e universitario, ai Caregiver e ai famigliari conviventi con soggetti fragili.

Nel corso della video-conferenza, svoltasi il 7 aprile con i medici di base delle province di Lecce, Brindisi e Barletta-Andria-Trani, l’assessore alla Sanità della Regione, l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, ha manifestato tutta la necessità di unire le forze in questo momento delicato: “Ogni paziente vaccinato è un paziente salvato, perciò vaccinate il più possibile. Voi siete i medici e voi sapete chi ne ha più bisogno, quindi s-burocratizzate la vaccinazione.” Parole ribadite anche durante la seconda videoconferenza, avvenuta oggi con i medici di base di Taranto, Bari e Foggia: “La priorità va agli ultra ottantenni che sono a casa, ai disabili, ai fragili e agli oncologici, una platea vastissima che può essere coperta in poco tempo con una buona organizzazione, fatta di coordinamento e cooperazione; dobbiamo usare tutti i vaccini a disposizione, soprattutto AstraZeneca e Pfizer, perché di Moderna ci sono poche dosi”, ha ripetuto l’epidemiologo. Anche il governatore della Regione ha voluto rimarcare l’importanza di “fare squadra” per poter gestire la pandemia e ha posto l’accento sulla necessità di velocizzare la campagna vaccinale: “Se noi riusciamo ad essere veloci nel vaccinare quanta più gente possibile, mettiamo in sicurezza persone che oggi rischiano la vita, a cominciare dagli over 80 e dai cosiddetti soggetti fragili”, ha concluso Emiliano, soddisfatto del “primo confronto diretto tra un presidente di Regione e tutti i medici di base, con cui al momento è utile, per i vertici, avere un contatto continuo”.

Positivo il riscontro dei medici di base: in particolare, il direttore generale della Asl di Taranto, il dottor Stefano Rossi, ha annunciato che già da domani ogni medico di base riceverà due flaconi di siero, con i quali è possibile coprire 12 pazienti e che vanno consumati entro 6 ore dall’apertura, per poi giungere a regime con le consegne entro martedì prossimo.

Lopalco ha precisato che spetta al medico decidere quale vaccino usare, in base al paziente e alla sua anamnesi, e che sarà possibile anche usufruire dei vari Hub territoriali, previa prenotazione, in modo che ognuno abbia diritto alla dose di siero che gli spetta.

Si intuisce, pertanto, la necessità di dare una svolta significativa alla situazione attuale, impiegando tutte le forze in gioco e ottimizzando dosi e tempi di somministrazione, ma, soprattutto, rispettando l’ordine di priorità stabilito.

di Marialaura Paletta

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