Tecnopolo, ecco lo Statuto. E adesso?

 

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Regolamento della Fondazione. Ora serve un progetto concreto. Per ora poche risorse, nessuna sede e nomine politiche
pubblicato il 06 Aprile 2021, 20:53
16 mins

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.80 del 2 aprile, il “Regolamento di approvazione dello statuto della fondazione Istituto di Ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile”, che entrerà in vigore il prossimo 17 aprile, risalente al decreto del Presidente della Repubblica dello scorso 11 settembre e registrato dalla Corte dei Conti il 9 dicembre 2020. 

La pubblicazione del Regolamento dello Statuto (approvato dal Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2020) era il passaggio che si attendeva da mesi e che in molti temevano potesse non vedere più la luce. Del resto, la fondazione “Istituto di Ricerche Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile”, denominata Tecnopolo la cui sede legale è a Taranto, venne prevista all’articolo 1, commi 732, 733 e 734, della legge 30 dicembre 2018, e vede come membri fondatori della fondazione il Ministero dell’università e della ricerca, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’economia e delle finanze. 

I fondi di gestione pari ad 8 milioni di euro 

Con questo fondamentale passaggio, si sbloccano anche i fondi destinati a quello che viene definito il patrimonio del Tecnopolo, che e’ articolato in un fondo di dotazione indisponibile e vincolato al perseguimento delle finalità statutarie e in un fondo di gestione, destinato alle spese di funzionamento della fondazione. 

Il fondo di dotazione, e’ costituito da risorse pari ad 1 milione di euro, conferiti dallo Stato, e potrà essere implementato “dalle contribuzioni pubbliche e private con destinazione deliberata dal Consiglio di amministrazione ad incremento del fondo di dotazione; da ogni altro bene che pervenga al Tecnopolo a qualsiasi titolo, anche per legge, e che sia espressamente destinato da una delibera del Cda ad incremento del fondo di dotazione; dai residui di gestione imputati al fondo di dotazione; dai fondi di riserva costituiti con eventuali avanzi di gestione e imputati ad incremento del fondo di dotazione”.

Il fondo di gestione, è invece costituito dalla dotazione iniziale dello Stato pari a 2 milioni di euro, conferiti per l’anno 2019; le restanti somme, pari 3 milioni di euro per il 2020 e per il 2021, verranno conferite al fondo di gestione del Tecnopolo. Anche in questo caso il fondo di gestione potrà essere implementato da “donazioni, disposizioni testamentarie, erogazioni liberali e contributi di soggetti pubblici e privati che non siano espressamente destinate al fondo di dotazione; da somme derivanti da alienazione di beni facenti parte del patrimonio o dai ricavi delle attività accessorie svolte, dagli avanzi di gestione dei precedenti esercizi, da ogni altra elargizione, proveniente da enti e da amministrazioni pubbliche, ovvero da privati”.  

Le rendite e le risorse del Tecnopolo dovranno essere impiegate per la realizzazione degli scopi del Tecnopolo e per il suo funzionamento, “nel rispetto dei principi di sana e prudente gestione”. 

Gli organi costitutivi della Fondazione: tutti di nomina politica

Ma chi gestirà questi fondi? E soprattutto chi farà parte degli organi del Tecnopolo? Perché è qui che si giocherà la partita più importante ed è da queste nomine che si capirà la reale valenza di questo progetto, fortemente voluto dall’ex ministro dell’Università Lorenzo Fioramonti (deputato della corrente FacciamoECO), che tra l’altro quando lasciò in polemica il Movimento 5 Stelle affermò che avrebbe devoluto proprio al Tecnopolo di Taranto le somme da restituire al movimento. Lo stesso Fioramonti non ha tra l’altro mai lesinato pesanti critiche anche verso l’ex premier Conte, accusato di non aver mai mostrato grande entusiasmo per il progetto in questione.

Gli organi costitutivi saranno il Comitato dei partecipanti, il Consiglio di amministrazione, il Presidente, il Segretario generale, il Comitato scientifico e l’Organo di revisione. 

Secondo quanto previsto dal Decreto, in sede di prima attuazione, il Consiglio di amministrazione e’ composto inizialmente da cinque consiglieri nominati, con decreto del Ministro dello sviluppo economico da adottarsi entro venti giorni dall’approvazione dello statuto. Con il medesimo decreto si provvederà a nominare il Presidente e a designare il Segretario generale.

Dopo di che il Ministro dell’universita’ e della ricerca, sempre entro venti giorni, provvede a designare i componenti del Comitato scientifico e ad indicare il Presidente del Comitato scientifico. Anche i componenti dell’Organo di revisione sono nominati entro venti giorni.

Nella sua prima seduta, da tenersi entro trenta giorni dall’approvazione dello statuto, il Consiglio di amministrazione provvede alla nomina del Segretario  generale, dei componenti del Comitato scientifico e del suo Presidente, secondo le designazioni effettuate. Il Comitato dei partecipanti, entro sei mesi dalla propria costituzione, provvedera’ a designare i consiglieri, i quali, nominati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, scadranno unitamente ai membri inizialmente nominati.

I Partecipanti, nomintati con delibera adottata a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio di amministrazione (le persone giuridiche, pubbliche o private, le universita’, i centri di ricerca e gli enti aventi natura sia non lucrativa sia  lucrativa, in ragione dell’interesse della fondazione a ciascuna  partecipazione in relazione agli scopi della fondazione medesima) contribuiranno al fondo di gestione, per un periodo di almeno tre anni, mediante apporti di risorse in denaro non inferiori alla quota minima dello 0,5 per cento dell’apporto pubblico in ragione d’anno.

Successivamente, il Cda, che di fatto gestirà l’intera Fondazione, dovrà essere composto da nove membri, di cui cinque consiglieri di designazione  pubblica, di cui: due consiglieri designati dal Ministro dello sviluppo economico, due designati dal Ministro dell’università e della ricerca ed uno designato dal Ministro dell’economia e delle finanze; quattro consiglieri designati di intesa tra i Partecipanti, in seno al loro Comitato, a condizione che, anche in associazione tra loro, versino almeno il 10 per cento del contributo annuo erogato dai soci fondatori al Fondo di gestione.

I membri del Consiglio di amministrazione “sono scelti tra persone in possesso di requisiti di onorabilita’ e di comprovata esperienza di natura amministrativa, tecnica e gestionale”.

Il Comitato scientifico è organo di indirizzo dell’attivita’ scientifica del Tecnopolo, è composto da cinque componenti, di cui quattro designati dal Ministro dell’universita’ e della ricerca e uno dal Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e  la digitalizzazione, tra esperti di alta e riconosciuta competenza nelle aree scientifiche ove prevalentemente insistono le attivita’ del Tecnopolo. Il Ministro dell’universita’ e della ricerca designa il Presidente del Comitato scientifico tra i componenti del comitato stesso. I componenti restano in carica fino all’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio successivo alla loro nomina e possono essere riconfermati consecutivamente una sola volta.

L’Organo di revisione è composto da tre membri effettivi e tre supplenti, nominati con decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca. Il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’universita‘ e della ricerca, designano ciascuno un membro effettivo e un membro supplente. La carica di  Presidente spetta al soggetto designato dal Ministro dell’universita’ e della ricerca.

I compensi per i vari ruoli negli organi costitutivi

Al Presidente del Tecnopolo è riconosciuto un compenso omnicomprensivo annuo lordo pari ad euro 120.000,00, a valere sul fondo di gestione del Tecnopolo (come per tutti gli altri compensi) e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Ai componenti del Consiglio di amministrazione, purche’ affidatari di un delega, è riconosciuto un compenso omnicomprensivo annuo lordo fino ad un importo massimo di euro 30.000,00. Anche ai componenti del Comitato scientifico è riconosciuto un compenso omnicomprensivo annuo lordo pari ad euro 30.000,00. Ai componenti dell’Organo di revisione, sono riconosciuti i seguenti compensi omnicomprensivi annui lordi: al Presidente euro 30.000,00; ai  membri effettivi euro 27.000 ciascuno; ai membri supplenti euro 2.000 ciascuno. Il compenso del Segretario generale e’ stabilito con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentiti il Ministro dell’universita’ e della ricerca ed il Ministro dell’economia e delle finanze.

Le spese connesse all’esercizio dell’ufficio spettanti, “con particolare riferimento alle spese di viaggio, vitto e alloggio documentate e corredate degli idonei giustificativi, saranno rimborsate nei limiti e secondo i parametri e le modalita’ previsti per il personale dirigenziale di livello generale della pubblica  amministrazione a valere sul fondo di gestione del Tecnopolo e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Scopo e ambito di attività del Tecnopolo

Ma a cosa servirà il Tecnopolo? Nello statuto si legge che “L’istituzione del Tecnopolo risponde all’obiettivo di promuovere un hub italiano con  proiezione internazionale sullo sviluppo sostenibile, quale asset strategico dell’innovazione. Attraverso le attivita’ poste in essere, il Tecnopolo intende,  rafforzare le capacità di ricerca di base, industriale e di sviluppo sperimentale presenti sul territorio nazionale; imprimere una accelerazione allo sviluppo  di tecnologie ad alto potenziale finalizzate alla mitigazione degli impatti derivanti da attivita’ produttive o dalla presenza antropica, alla produzione e  trasformazione delle energie rinnovabili e al rafforzamento dei principi dell’economia circolaresperimentare nuovi approcci collaborativi per accorciare i tempi di dispiegamento delle innovazioni proposte”. 

Per perseguire i suoi scopi istitutivi e con riferimento ai settori innovativi di elezione, il Tecnopolo “promuoverà la ricerca, lo sviluppo, la  sperimentazione di soluzioni tecnologiche, processi e prodotti, si proporrà come luogo per sviluppare progetti prototipali in grado di portare una  tecnologia da TRL basso a TRL intermedio, pre-commerciali, selezionando al contempo quelle piu’ interessanti per lo scale-up, l’industrializzazione ed  eventualmente per la creazione di start-up. In quest’ottica, promuove attivita’ di scouting e testing di idee progettuali; Svilupperà ed agirà da   acceleratore delle soluzioni tecnologiche indicate dalla ricerca scientifica di eccellenza. Si attiverà nell’individuazione e attrazione di imprese sul territorio nazionale e in particolare su quello di Taranto, centri di eccellenza e laboratori di ricerca ad alto contenuto di conoscenza dall’Italia e dal mondo; favorirà l’applicazione e l’adozione in campo industriale e in sede pubblica delle innovazioni individuate, valorizzando le relazioni a livello locale, nazionale ed internazionale; effettuerà studi, ricerche e analisi che siano direttamente riconducibili alle attivita’ e alle finalita’ del Tecnopolo”. 

Le nostro conclusioni e considerazioni

Sono diverse le considerazioni da fare in merito alla vicenda del Tecnopolo. La prima, la più banale ed anche la più ovvia, è che la dotazione finanziaria iniziale, pari ad 8 milioni di euro effettivi, è ben poca cosa per gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere, Certo, il Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile nasce per trasformare Taranto in un laboratorio di sperimentazione internazionale dedicato alle tecnologie verdi, alle energie rinnovabili e a nuovi materiali, ma per fare ricerca e dar vita a tutto quello che potrà ruotare intorno ad una Fondazione di questo tipo e per ottenere risultati concreti, serviranno molte più risorse.

La seconda osservazione è che non è dato sapere perché dal primo annuncio datato 15 maggio 2019, siano passati quasi due anni per veder approvato lo Statuto del Tecnopolo ed ottenerne la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Anni in cui non sono mancate le polemiche.

Inoltre, terza considerazione, stante lo Statuto le nomine saranno tutte di natura politica e governativa. Toccherà ai neo ministri Giorgetti (MiSE), Franco (MEF) e Messa (Università e ricerca) doversene occupare. Ma dubitiamo che siano a conoscenza di tale Fondazione. Tra l’altro, non si capisce se vi sarà o meno un’interlocuzione con il territorio, quindi con il Comune di Taranto, la Provincia, gli enti territoriali, la stessa Regione Puglia, oppure si procederà per conto proprio. Se così fosse, si tratterebbe di decisioni calate dall’alto, non proprio il miglior incipit.

Infine, attualmente il Tecnopolo non ha una sede certa. Nel giugno del 2019, al termine di una riunione del CIS Taranto si decise di puntare sulla ristrutturazione di Palazzo Frisini, l’ex sede del liceo ‘Ferraris’ (che invece adesso dovrebbe diventare la sede per ospitare studenti universitari). Poi però, sempre all’interno del CIS, nell’aprile del 2020 venne fuori un cambio di destinazione, ovvero presso la sede della scuola Acanfora, scelta duramente contestata dai sindacati, visto che in quel plesso sono presenti classi della scuola Europa-Dante e del liceo Vittorino da Feltre. Dopo di che non si è saputo più nulla.

Detto ciò, non sappiamo se e quando tutto questo diventerà realtà. E soprattutto quando darà i suoi frutti concreti. Certamente, tutto quel che di nuovo viene proposto e progettato per la città di Taranto è ben accetto, sempre se viene però incanalato in un ampio progetto di città che abbia un senso logico ed aderenza con la realtà di questo territorio. Questo nuovo mito della ‘transizione ecologica‘, una sorta di nuova ubriacatura da rivoluzione industriale verde, ha bisogno di concretezza e competenza e soprattutto di verità, creando nuove economie e posti di lavoro duraturi e certievitando di creare nuove, cocenti illusioni.

(leggi tutti gli articoli sul Tecnopolo https://www.corriereditaranto.it/?s=tecnopolo&submit=Go)

Condividi:
Share
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

2 Commenti a: Tecnopolo, ecco lo Statuto. E adesso?

  1. Piero

    Aprile 7th, 2021

    Secondo me con l’andata via dell’on.le Turco dal governo non avremo più nulla. con l’uso del jolly toscano che era stato infiltrato apposta le varie mafie stanno già organizzandosi per apparsi tutti i fondi del recovery e a noi non resterà nulla. con la suicida operazione di chiusura dell’area a caldo poi arcelor andrà via senza pagare un euro e dall’Europa non arriverà nulla per la transizione verde dato che la fabbrica chiuderà.

    Rispondi
  2. gico

    Aprile 7th, 2021

    Non vorrei essere pessimista, sicuramente Giorgetti, Franco e Messa quando verranno a conoscenza muoveranno con giochi di poco prestigio le carte che porteranno alla perdita di qualsiasi traccia di questo progetto. I maggiori attori locali compreso Comune e Provincia credo non siano neanche all’ altezza di capire effettivamente di cosa si tratta quindi, staranno a tacere o al massimo giocheranno in sordina guadagnando qualche misera poltrona politica. Resteremo nel mondo delle utopie come sempre perchè il problema di Taranto sono i tarantini che non esistono. Gli abitanti di Taranto sono costituiti in larga parte da ” apolidi ” cioè ignavi lontani da ogni interesse politico ma sopratutto economico politico. Una piccola percentuale si dedica a conservare il proprio ceto sociale magari fregandosene di tutto e di tutti il resto arranca tramite favoritismi o loschi affari poi chi realmente vuole cambiare le sorti di questa città con idee e progetti plausibili viene preso a pietrate e cacciato fuori dal gioco.

    Rispondi

Commenta

  • (non verrà pubblicata)