Quel “genio” di pandemia

 

Sembra essersi risvegliata l'economia della creatività, perché ci si è trovati di fronte a una lavagna bianca che abbiamo dovuto riempire...producendo idee
pubblicato il 04 Aprile 2021, 08:08
4 mins

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare leggendo le notizie di cronaca, osservando la politica nazionale, ascoltando una conversazione in fila al supermercato o scorrendo i commenti di una qualsiasi pagina Facebook, in Italia, si è registrata un’impennata di creatività.
Proprio nel 2020, l’anno del Covid, mostra un recente report del Ministero dello Sviluppo Economico, c’è stato un aumento importante rispetto all’anno precedente di richieste di brevetto depositate. L’economia della creatività ha registrato un incremento che sfiora le mille domande, in questo periodo così particolare nel quale le aziende, le istituzioni e i privati hanno dovuto reinventarsi ogni giorno per riadattare costantemente servizi e prodotti.

Non solo. Le “industrie” culturali e creative hanno dovuto riflettere in fretta il nuovo approccio a questa nuova realtà commerciale diversificata, mutevole, cangiante. Due esempi su tutti: turismo e ristorazione, che per continuare la propria attività hanno dovuto pensare quasi giornalmente a soluzioni alternative per non perdere i clienti.
Non a caso, tornando ai dati del ministero, il dato curioso da analizzare è il deposito di domande riguardanti il brevetto per “modello di utilità” e che consiste nell’attribuzione di un nuovo impiego, di una nuova utilità, al medesimo prodotto industriale. Un trend che dal 2012 ha subito un calo perenne fino al 2019, per poi risollevarsi con quasi 500 domande nel 2020. Elementi che provano come l’arrivo del Covid abbia dato una scossa alla sfera creativa di molti.

Questo perché anche la mente più pigra si è trovata a fare i conti con tutto ciò che il virus ha scelto di imporre e di colpo ci si è trovati di fronte a una lavagna bianca da riempire con nuove idee, nuovi progetti, nuovi metodi da applicare, nella vita di tutti di giorni e nel proprio lavoro. La pandemia, dicono i numeri, ma suona ugualmente strano dirlo, ha risvegliato il genio che c’è in noi.

Nel corso del 2020, secondo i dati del ministero, si è registrato un significativo aumento delle richieste di brevetto depositate: +878 rispetto al 2019 per le invenzioni industriali (con un +6,3 per cento di concessioni), e +480 per i brevetti inerenti al modello di utilità (+ 30,3 per cento di concessioni). Un trend, va detto, già in costante crescita negli ultimi dieci anni, che ha raggiunto il picco nell’ultimo anno.
Come se l’emergenza sanitaria avesse trasmesso un segnale positivo all’economia dell’innovazione, che sempre in questo lasso di tempo ha dato vita a 1300 startup, poco oltre il dieci per cento in più rispetto al 2019.

Il “reset” del Covid ha spinto il mondo intero a reinventarsi. Nuovi brevetti, marchi, copyright, possono metterci in salvo e nei casi di difficoltà rappresentano tutto quello che abbiamo: le idee. E anche quelle bisogna metterle in salvo.
Thierry Breton (nella foto a sinistra), commissario per il mercato interno della Comunità europea, ha dichiarato che “la proprietà intellettuale è essenziale per la crescita economica e l’Unione Europea ambisce a rimanere leader mondiale nello sviluppo innovativo”. Lo faranno mettendo in pratica un piano d’azione che prevede misure per migliorarne la protezione, promuoverne la diffusione nelle piccole e medie imprese, facilitarne la condivisione, combatterne la contraffazione e migliorarne l’applicazione dei diritti in condizioni di parità a livello mondiale.
Un bando, reso operativo tra settembre e ottobre 2020, ha concesso finanziamenti a 106 domande di brevetti (pari a 8 milioni di euro) e 300 di marchi. In totale, in tutto il 2020 sono stati erogati 64,4 milioni di contributi per finanziare 4.605 domande.

Un vero e proprio boom di richieste. Che lascia spazio a una considerazione positiva sull’impatto che la crescita dell’economia della conoscenza potrà apportare sul nostro, ancora incerto, futuro.

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Nato il 10 Agosto 1976. Laureato in Sociologia nel 2003 anno in cui comincia a collaborare con la casa editrice Ink Line. Dal 2008 iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con il mensile Ribalta di Puglia, il quotidiano Taranto Oggi, il periodico N.B. Nota Bene e l’agenzia stampa Italia Media per i siti web Sportevai e Basilic. Nel 2009 ha diretto il mensile Pugliamag e dal 2015 il sito web Place2beMag. Nel 2014 ha scritto (Con)testi da incubo, tre monologhi sul tema della violenza di genere e andato in scena anche nel Novembre 2015 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

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