Taranto: dieci battaglie all’orizzonte

 

La squadra rossoblù ai raggi x
pubblicato il 03 Aprile 2021, 17:32
7 mins

Il Taranto, dopo la vittoria interna con il Gravina ed il contemporaneo stop del Casarano ad Altamura, per la prima volta in questa stagione può godersi un primato che non è più solo virtuale. La vetta del girone H da parte della squadra di Laterza ha riacceso quell’entusiasmo tra i tifosi rossoblù che sembrava essersi assopito quasi definitivamente negli ultimi dodici mesi.

Il Taranto è una squadra solida, quadrata, ispida, cinica, muscolare, difficile da affrontare per chiunque. Una squadra alla quale la società, capendo strada facendo di potersi giocare seriamente le sue chance di promozione, ha pensato bene di aggiungere tasso tecnico (Nicolas Rizzo) e concretezza sotto porta (Corado).

Nessuna avversaria, sinora, è riuscito a metterlo completamente sotto dal punto di vista del gioco. Ricordiamo una ventina di minuti nel primo tempo giocato contro il Lavello allo Iacovone e gran parte del secondo tempo del match giocato sempre in casa con l’Andria cui aggiungere, secondo quanto dichiarato da Mister Laterza nel corso della trasmissione sportiva di “Mondorossoblù”, il match esterno con il Cerignola che a suo avviso è riuscito a mettere in grossa difficoltà, soprattutto sul piano dinamico e fisico il suo Taranto.

Ora ci sono dieci battaglie da affrontare da qui al termine della stagione. Quattro in casa (Nardò, Portici, Altamura e Cerignola) e sei fuori (Aversa, Fasano, Andria, Molfetta, Francavilla e Lavello). Il Casarano ha un calendario più equilibrato (cinque gare in casa ed altrettante fuori) ma più insidioso (due scontri diretti consecutivi con Lavello in casa e Picerno fuori).

Analizziamo ora reparto per reparto quelle che sono le frecce nell’arco di Mister Laterza.

DIFESA

Reparto granitico, quasi impenetrabile (solo 13 reti subìte in 24 gare, migliore del girone), in grado di concedere pochissimo agli avversari. Tra i pali l’assenza per infortunio di Sposito è passata quasi inosservata nonostante Cziekovski abbia esordito mostrando delle insicurezze che piano piano sono scomparse. A protezione della rete c’è una linea di quattro difensori che con il passare delle giornate è diventata una sorta di linea Maginot. Gli under, Boccia (a destra) e Ferrara (a sinistra), sino sono rivelati due risorse importanti grazie ad una personalità e ad una tecnica di base fuori dal comune (con il pallone tra i piedi ci sanno fare, tatticamente sono bravi e sono entrambi intraprendenti non disdegnando sortite sulla fascia).

I difensori centrali Rizzo e Guastamacchia sono due pilastri. Bravi nel gioco aereo, altrettanto bravi nell’anticipo e dotati di quell’ardore agonistico in grado di mettere soggezione agli attaccanti avversari. I due sostituti (Gonzales e Silvestri) sono di pari livello e non è poco.

CENTROCAMPO

Una diga. Forse più portato al contenimento che alla costruzione ma certamente dotato in questo momento di due mediani (Tissone e Marsili) in grado di dettare i ritmi, di saper gestire bene la palla. Capitan Marsili ha sinora disputato una stagione fantastica. Dai suoi calci da fermo sono partiti tanti assist decisivi, in mezzo al campo è un guerriero, uno che si fa rispettare da tutti (avversari ed arbitro compresi). Certo, in base all’avversario che si ha di fronte (ad esempio schierato con cinque centrocampisti) le caratteristiche dei due vanno completate con un giocatore più dinamico e portato all’interdizione. Matute (elemento importante e forse sottovalutato) ed il giovane Diaby (straripante nella prima parte di stagione, in calo fisico nella secondo) sono ideali per aggiungere dinamismo e forza fisica accanto a uno dei due mediani o in un centrocampo a tre.

TREQUARTI

Gli esterni offensivi, molto importanti per il gioco di Laterza, sono in un numero tale da consentire un’ enorme quantità di soluzioni. Sino a pochissime gare fa nella linea dei trequartisti è stato impiegato Tissone che ha garantito equilibrio tattico ma non quel pizzico di imprevedibilità utile ad accendere partite tatticamente bloccate. L’arrivo dell’argentino Nicolas Rizzo ed il recupero dell’altro mancino Corvino rappresentano quel quid mancante nella fase dell’ultimo passaggio o della creazione della superiorità numerica. A destra ci sono Guaita (ora infortunato) e Mastromonaco (under ancora acerbo) mentre a sinistra Falcone (tatticamente insostituibile e giocatore di categoria superiore) e Santarpia (under che ha sfruttato alla grande le occasioni avute tanto da essere al momento il miglior realizzatore dei rossoblù con 5 reti. Può essere impiegato anche da falso nove in quanto dotato di grande rapidità di esecuzione in area di rigore).

ATTACCO

Reparto che non ha preso pace in questa stagione (Serafino-Stracqualursi-Abayan-Diaz-Corado e di nuovo Diaz). Un modulo (4-2-3-1) che ha perso subito per infortunio interpreti di spessore (Corvino ed Alfageme) costringendo a rivedere i piani tattici puntando su quella linea Maginot di cui sopra che ha interessato anche il centrocampo. Con il rientro di tutti gli effettivi, Diaz, criticatissimo sino a qualche settimana fa e sacrificato a svolgere un oscuro lavoro di ripiegamento, ha potuto contare su dei partner in grado di dare maggiore profondità alla squadra, inseriti in un modulo più offensivo (4-2-4). Ne ha giovato la sua vena realizzativa (5 gol nelle ultime sette gare) sino ad un mesetto fa ostruita ma soprattutto quella di tutta la squadra (15 reti delle 33 totali, messe a segno nelle ultime 7 partite). Dietro lui o con lui, Corado (infortunatosi alla prima gara in rossoblù), Alfageme (rientrato domenica scorsa dopo quattro mesi) ed il giovanissimo Serafino (bravo ma ancora acerbo).

 

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