ArcelorMittal: “Operai sospesi per denigrazione azienda”

 

La multinazionale interviene con una nota ufficiale sulle polemiche di queste ore sulla sospensione di alcuni lavoratori per post su Facebook
pubblicato il 03 Aprile 2021, 13:45
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ArcelorMittal Italia interviene con una nota stampa ufficiale sul caso dei lavoratori sospesi, dopo aver condiviso sul social network Facebook, un post che invitata alla visione della fiction in onda in queste settimane su Canale 5, ‘Svegliati amore mio’.

La storia, cha racconta di una donna coraggio che dopo la malattia della figlia si schiera contro la fabbrica inquinante in cui lavora il marito, ricorda molto da vicino le vicende dell’ex Ilva di Taranto. Così come quella di molte altre industrie presenti sul territorio italiano.

Del resto, gli stessi autori, a domanda diretta hanno sempre risposto che il personaggio femminile interpretato da Sabrina Ferilli è reale, trattandosi di una donna calabrese conosciuta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi durante un viaggio in treno. E che la storia è ambientata nel 2002, perché la iniziarono a scrivere in quegli anni.

La notizia della sospensione di alcuni lavoratori, ha creato e sta creando nelle ultime ore moltissime polemiche.

ArcelorMittal nella sua nota sottolinea di “riconoscere e rispettare la rilevanza artistica e sociale dell’industria del cinema e della televisione, così come di ogni altra forma di espressione artistica e culturale”.

In merito alle notizie circolate sulla stampa e in rete in queste ore, riguardanti la contestazione disciplinare e sospensione cautelativa di due dipendenti dello stabilimento siderurgico di Taranto, precisa “che tali provvedimenti sono stati adottati non per aver commentato la fiction “Svegliati amore mio”, ma per aver denigrato l’azienda stessa e il suo management, anche attraverso affermazioni di carattere lesivo e minaccioso”.

L’azienda, conclude la nota, “deplora la distribuzione di notizie false e non verificate che a loro volta possano lederne l’immagine ma soprattutto procurare allarme e sconcerto nei lavoratori e nella popolazione”.

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