Il viaggio storico di Papa Francesco nella terra di Abramo

 

Il nostro Franco Guarino ci propone le sue riflessioni e il reportage donato a Giovanni Paolo II, scomparso proprio 16 anni fa
pubblicato il 02 Aprile 2021, 09:03
6 mins

Premessa. Oggi piu che mai abbiamo bisogno di fratellanza e riscoprire la divisione equa delle risorse del pianeta. Attraverso queste pagine voglio dare un affettuoso augurio a i miei concittadini affinchè ritrovino fiducia e forza per andare avanti in questo difficile momento.

In uno dei miei numerosi viaggi ho avuto modo di farlo con Papa Giovanni Paolo II, in particolare nel 1985 in un viaggio apostolico il terra d’Africa. Facevo parte dello staff giornalistico Rai al seguito del Papa, anche per la mia conoscenza di molti popoli del continente.
Racconto brevemente alcuni episodi collegati in qualche modo al recente viaggio di Papa Francesco. Incontrai Papa Woityla nella capitale del Togo, Lomè, in Africa, ebbi con lui uno scambio di idee, sulla povertà, era presente anche il Cardinale Casaroli, allora Segretario di Stato del Vaticano. Il colloquio cadde sulla necessità di rafforzare il dialogo tra le religioni ,in particolare tra le tre religioni monoteiste, il Dio unico del Patriarca Abramo. Il Papa mi disse che gli sarebbe piaciuto andare a pregare nella terra natale di Abramo, nel villaggio di Ur dei Caldei in Irak, ma i venti di guerra nel Medio Oriente non lo permettevano. Dissi che se potevo ci sarei andato io appena possibile e avrei realizzato un reportage per la Rai TG1 e gli avrei regalato una copia.
Passarono 5 anni e in occasione dell’Anno del Giubileo 2000, organizzai un reportage sul percorso biblico di Abramo, nonostante la guerra, 5000 km percorsi da solo con tante difficoltà, il reportage lo potete vedere, qui allegato si trova il link. Quello che resta del villaggio di UR, consiste nel centro principale delle regione abitata dal popolo della tribù nomade di Amorrei, originaria del deserto siriano, convertiti al Cristianesimo di rito Caldeo. Oggi nel sito religioso archeologico, si trovano i resti delle tombe dei Re civiltà dei Sumeri e un Zigurat, altare delle divinità pagane e i resti ricostruiti di quella ritenuta l’abitazione della famiglia allargata di Abramo. Propri qui, secondo la bibbia, Abramo entrò spiritualmente con il Dio unico e il messaggio di viaggiare verso la terra di Canaan. Seguii poi i fiumi Tigri e Eufrate, dalla zona del golfo Persico, l’antica Mesopotania, la città di Babilonia. Poi proseguii attraversando le stesse terre dei popoli incontrati a marzo da Papa, fino alla Palestina dove si trovano le tombe dei Patriarchi, nella città di Hebron. Del reportage televisivo, ne portai una copia a Papa Giovanni Paolo II, in Vaticano come promesso anni prima, mi ringraziò e mi disse di portare un saluto speciale alla mia città di Taranto.

Il viaggio di Papa Francesco

Il Papa si è recato in Irak dal 5 al 8 marzo, un paese che da molti anni è devastato da eventi bellici che hanno origine nelle dispute di carattere religioso, etnico, per riserve di idrocaburi e geopolitici, elementi che hanno decimato la popolazione, conflitti dove ha partecipato una grande coalizione internazionale, comprendente anche l’Italia e le Nazioni Unite.
Per la prima volta un Papa si è recato a Baghdad, Mosul, Ur dei Caldei, Nalaf e nel Kurdistan a Erbil. Un viaggio rischioso che ha visto impegnato un cordone di sicurezza internazionale al massimo livello, un impegno del Vaticano senza precedenti, non solo per il complicato momento che sta attraversando l’Iraq, da poco uscito da una guerra brutale contro l’ISIS, ma anche perché il Vaticano preparava una visita del genere da decenni, senza però che nessuno dei predecessori di Papa Francesco fosse riuscito a portarla a termine. Il Santo Padre dopo essere atterrato a Bagdad, è stato ricevuto dal presidente della Repubblica d’Iraq, il curdo Barham Ahmed Salih Qassim. In un Irak dove si continua a sparare ancora, dove terroristi e cecchini isolati continuano a fare vittime innocenti, il Papa ha pregato tra le macerie della guerra, e nella chiesa di Qaraqosh devastata dall’Isis.
Poi si è recato a Najaf dove ha compiuto l’incontro più importante con Al Sistani il capo religioso islamico dei sciiti iracheni , 90enne originario dell’Iran. A Mosul ha fatto un bagno di folla nella grande comunità cattolica, nella capitale del Kurdistan irakeno Erbil ha celebrato la messa nello stadio davanti a 10 mila persone, ma la visita più emozionante è stata quella a Uu dei Caldei.
Nella terra natia di Abramo, prima di partire ha voluto sottolineare le disuguaglianze inaccettabili, ribadito che la violenza è incompatibile con la fede. E’ stato un viaggio pastorale storico, all’ insegna della fratellanza. Salutando dalla scaletta dell’aereo che l’ha portato a Roma ha detto: “L’Iraq rimarrà sempre nel mio cuore”
Papa Francesco dopo l’Iraq andrà a Budapest, in Ungheria, alla messa finale del congresso eucaristico, poi andrà in Libano mosaico di religioni.

Link del reportage

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