ArcelorMittal-sindacati: niente accordo sulla cig

 

Fim, Fiom e Uilm denunciano l'uniteralità delle decisioni dell'azienda. Comunicati anche gli assetti di marcia per le prossime 13 settimane
pubblicato il 02 Aprile 2021, 18:01
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Quest’oggi l’azienda ArcelorMittal Italia ha incontrato le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di Taranto, Fim, Fiom, Uilm, in merito alla nota di avvio di cassa integrazione COVID-19, a partire dal 5 aprile per una durata di 13 settimane.

Fim, Fiom e Uilm hanno richiesto ad Arcelor Mittal un approfondimento in merito ai numeri dettagliati dello stabilimento di Taranto area per area, rotazioni tra impianti similari e gestione delle ferie del personale per giungere ad un verbale di accordo tra le parti.

“L’azienda, a seguito delle richieste sindacali, ha preferito ancora una volta evitare una discussione con le rappresentanze dei lavoratori per proseguire in maniera unilaterale nella gestione della cassa integrazione con causale Covid 19″ commentano i sindacati.

Inoltre, l’azienda ha comunicato parzialmente gli assetti di marcia delle prossime 13 settimane così suddivise:

· 09 aprile ’21 fermata di 60 gg per l’impianto AFO/4;

· 10 -11 aprile ’21 fermata ACC/1 in conseguenza del fermo di AFO/4;

· 19 aprile ’21 ripartenza TLA per un periodo di 4/5 settimane. È previsto un rientro di 30 lavoratori della manutenzione e della torneria cilindri;

· LAF: proseguirà con la marcia del decatreno e decappagio;

· ERW: sono previste attività di prove impianto e dalla prossima settimana è previsto un rientro di 10 lavoratori.

L’azienda infine, tramite i responsabili del personale ha comunicato che qualora i lavoratori dovessero programmare le ferie, il primo giorno risulterebbe cassa integrazione. “Pertanto, in merito alla gestione delle ferie i lavoratori devono eseguire la procedura di programmazione ferie attraverso il modello aziendale. Quest’ultimo deve essere compilato e fatto firmare dai preposti. Successivamente, nel caso in cui riscontreremo tali anomalie, raccoglieremo tutta la documentazione per inoltrare denuncia ad INPS” concludono i sindacati.

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