Operatori culturali, sindacati preoccupati sul futuro

 

Audizione in VI commissione regionale per affrontare la tematica legata alla vertenza della società Nova Apulia che riguarda anche il MarTA
pubblicato il 31 Marzo 2021, 19:23
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Nuove audizioni in VI Commissione regionale Politiche Comunitarie, Lavoro e Formazione Professionale, Istruzione, Cultura, Cooperazione, Emigrazione, Immigrazione, presieduta da Donato Metallo.

Il primo argomento trattato ha riguardato la vertenza lavorativa degli operatori culturali nei siti museali regionali, dipendenti di Nova Apulia.

A chiedere di portare la problematica all’attenzione della Commissione, è stata la CGIL FILCAMS Puglia, che è impegnata a cercare soluzioni idonee a salvaguardare i livelli occupazionali del personale impiegato nella gestione dei servizi aggiuntivi museali e biglietterie dei siti culturali Castel del Monte, Castello Svevo di Bari, Parco Archeologico di Monte Sannace, Castello di Gioia del Colle, Museo e Parco archeologico di Egnazia e MarTa, attualmente in forza alla impresa Nova Apulia.

È stato ricordato che la concessione dei servizi è stata revocata alla luce di inadempienze scaturite da una proroga non dovuta e che dal 17 marzo l’erogazione dei servizi è stata sospesa. È necessario quindi procedere con una nuova gara, ma la preoccupazione è anche nel fatto di non poter prevedere la clausola sociale che dà diritto all’assorbimento del personale da parte dell’azienda che subentra.

Gli assessori regionali interpellati in questa sede sulla vicenda, sono stati l’assessore alla cultura Massimo Bray e al lavoro Sebastiano Leo, i quali hanno chiarito che la competenza è in capo al Ministero della cultura e che la Regione ha uno spazio molto limitato, in virtù del fatto che il personale è dipendente di un soggetto privato concessionario di servizi.

È stata assicurata però la disponibilità da parte degli assessori, ma anche della Commissione, che su proposta del presidente Metallo sarà impegnata a inviare una lettera al Ministero di competenza, in cui sarà evidenziata la necessità di produrre atti amministrativi risolutivi, al fine di tutelare la posizione occupazionale di coloro che negli anni hanno acquisito professionalità, ma soprattutto erogato servizi aggiuntivi museali di qualità.

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