Guardia Costiera: raffica di controlli e multe

 

pubblicato il 29 Marzo 2021, 13:15
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Anche in zona rossa non si ferma l’attività di contrasto alla pesca illegale sia via terra sia via mare. La notte di sabato scorso la Guardia Costiera di Taranto ha intercettato un furgone nei pressi della stazione ferroviaria e diretto in Calabria.
All’interno del mezzo i militari hanno rinvenuto 93 cassette contenenti complessivamente 560 chili di novellame di sarda, comunemente denominato “bianchetto” o “faloppa”, specie ittica la cui pesca è vietata dall’ordinamento giuridico, in
quanto particolarmente dannosa per l’ecosistema marino.
Il prodotto ittico illegale, quindi, è stato immediatamente sequestrato e rigettato in mare in quanto ancora vivo, elevando contestualmente una sanzione amministrativa di 25mila nei confronti del trasgressore e conducente del veicolo.
L’importante sequestro è solo l’ultimo atto di un’intensa attività di controllo posta in essere dalla Guardia Costiera di Taranto nell’arco della scorsa settimana su tutto il territorio di giurisdizione.
Venerdì 26 marzo scorso, infatti, è stata fermata un’autovettura che trasportava 24 chili di novellame di sarda. Il personale della Guardia Costiera ha, quindi, elevato una sanzione amministrativa di 1500 euro nei confronti del soggetto, procedendo al
sequestro ed al rigetto in mare del prodotto ittico illecito.
Nella stessa giornata i militari, in collaborazione con personale del Commissariato Borgo e con personale dell’Asl Taranto, hanno elevato una sanzione di 1500 nei confronti del titolare di una pescheria di Mottola per la violazione delle norme
relative all’etichettatura dei prodotti ittici, disponendo contestualmente la chiusura della stessa pescheria per la mancanza dei requisiti di igiene.
Infine, nei giorni 23 e 25 marzo scorso, personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Policoro ha accertato 3 diverse occupazioni abusive di demanio marittimo in località Lido del Comune di Policoro, consistenti nella presenza di 3 chioschi, uno di 96 mq
adibito alla vendita di articoli da mare e gli altri, uno di 27 mq e l’altro di 115 mq adibiti alla somministrazione di alimenti e bevande. Gli amministratori delle relative società sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.

 

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